lunedì 12 marzo 2012

tutto (3)





un modo per salvare i tre personaggi del racconto precedente, narrare un'altra storia, cambiare, aprire la porta di un vecchio romanzo e vedere come ci stanno...

"Mi hanno seguita", disse toccandosi la guancia.

"Entriamo a mangiare qualcosa", risponde lui aprendo la porta del piccolo bar Sirena, cercando con quel piccolo gesto di rassicurarla. In piazza non si vede nessuno. Intanto lui fa una smorfia di coraggio, una di quelle provate allo specchio.

Il bar è un locale storico della zona, una volta sul tetto c'era un'insegna al neon a forma di sirena con varie sfumatura di blu e due grosse poppe di colore rosso, a completare la composizione una piccola chiave di violino: il canto della sirena. L'insegna deve esser finita nel vecchio magazzino sul retro del locale perché negli ultimi anni rimanevano accese solo le poppe. Il Bar Sirena ha una specialità : un hot dog farcito con almeno una ventina di salse, crauti e una serie di condimenti freschi di giornata che il cuoco cambia ogni settimana. Il bello è che si può ordinare un panino imbottito con tutto, il prezzo non cambia, puoi scegliere gli ingredienti oppure basta dire : un panino con tutto. Tutto fuorché il wurstel, dice il solito spiritoso.

Quello davanti a loro ha preso un panino con tutto, ma senza crauti, quello prima : tutto senza funghi. Tocca a lui, è indeciso, guarda le vaschette colorate con le salse, ci sono gusti pazzeschi. Salsa nuovo mexico, salsa maya (la fine del mondo!), salsa vecchia scuola, carote alla giorgina (julienne s'è licenziata), crauti berlino prima del muro, maionese rosa, funghi allucinogeni, tabasco blu viagra. Per lui uno con tutto senza tabasco.

Lei invece prende un panino con tutto tutto, quasi doppio, se potesse lo condirebbe anche con il tutto che non hanno preso gli altri, con quello che hanno lasciato nelle vaschette, per vigliaccheria, per timidezza, inerzia, apatia. E' bello vederla mangiare, ha un modo particolare di masticare, gli angoli della bocca scattano verso una smorfia di sorriso mentre mastica: le altre donne non ci riescono, si vede che non l'ha provata allo specchio. In piazza tutte le ombre si danno il cambio, ma non si riesce a capire l'ora. Si sentono tranquilli. Sentono squillare un cellulare, anche se i cellulari non non lo fanno più, le trombe squillano, le sirene squillano mentre cantano. Riconoscono la musica.


continua







Capitoli precedenti

12 commenti:

  1. si può fare ? due racconti si mescolano per salvare una storia, per non far morire i personaggi (sono così simpatici tutti e tre). La terza parte, con ulteriore intreccio fra qualche giorno (oggi ci ho da fare), se avete qualche riserva o qualche suggerimento fatevi avanti, altrimenti basta una faccina sorridente...
    Varano Editori publishing

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  2. Potrebbe essere la sceneggiatura di un film americano.

    Un abbraccio

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  3. Mi piacciono i tuoi racconti, mi piace il tuo modo visionario di scrivere in cui mi ci sento bene... mi piacciono i link e i rimandi... oggi mi hai fatto sorridere con il doppiaggio dei film porno, sto ancora ridendo....
    buona vita!

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  4. Con un pizzico alla Quentin Tarantino, no?

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  5. tutta la vita in poche righe, ci vogliamo proprio rovinare eh? Non hai bisogni di suggerimenti...vai benissimo da solo.

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  6. ...io prenderi un "tutto" senza nulla...
    cervello da pseudo anoressica che nn sono altro...
    talentuoso...

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  7. ... il cibo ha sempre un che di salvifico ... cosa sarebbe il tutto senza il panino ?
    Ciao
    Andrea

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  8. TUTTA UN'ALTRA STORIA
    L'uomo con la pistola non ha il tempo di premere il grilletto che l'urto di una mano ( e possiamo benissimo credere che sia la mano di Dio) ha spalancato la copertina "Linda Lovelace Story "e, i due, sono spariti, inghiottiti da un'altra storia.
    Una storia eccessiva quella di Linda Lovelace, anche per chi, come loro due, di eccessi ne hanno abbondantemente commessi senza, d'altronde, mai pentirsene.
    L'uomo con la pistola, alla fine, non ha tutti i torti a volerli far fuori: tradito senza essere ripudiato. Una ignominia.
    Uno svilimento dell'anima questo, che esige una giustizia punitiva.
    E, così, li segue.
    Li rincorre attraverso le righe di una storia che non conosce.
    Li cerca laddove le frasi risultano ora incomprensibili, ora interrotte.
    Assurdi capoversi, punti e virgola sbagliati, frasi tronche, i tempi verbali del presente e quelli del futuro che s'intersecano e si respingono.
    L'uomo con la pistola annusa, intercetta, vaglia: un mastino arrabbiato con l'anima svilita.
    Diffiile, però, districarsi nel cataclisma grammaticale, di sintesi e i concetto, impantanato nelle righe di quel racconto che non ha più nulla di logico.

    La porticina del capitolo Bar Sirena si spalanca inaspettata e finalmente l'intercetta mescolati alla folla, mentre ignari della giustizia punitiva consumano il loro ultimo pasto, credendosi al sicuro.
    Credendo di averla scampata.
    Basta non uscir fuori dal paragrafo "Bar Sirena" che la vita val sempre la pena di essere, vissuta anche da esiliati.
    Un fotogramma fisso nell'eternità: loro due protetti dalla folla e dalla irrazionalità che la loro comparsa ha prodotto nel racconto "Linda Lovelace Story", (racconto che non riguarda nessuno di loro) e l'altro con la pistola, attento a non perderli di vista.

    Ed ecco, di nuovo, la mano di Dio (ma in vero è quella dello scrittore che stasera deve aver ecceduto con gli alcolici)chiude di botto il libro e, le vibrazioni, all'interno del Bar Sirena, sono simili a quelle di un terremoto, seprando i due amanti: lui è precipitato nel fondo dell'ultima pagina di un capitolo da rivedere, lei, invece, è finita a margine, tra gli appunti per le revisioni.
    L'uomo con la pistola è, invece, piombato nella descrizione della vasca da bagno, colma di schiuma profumata, con Linda Lovelace.

    Giustizia è fatta e nessuno è morto.

    ANNOTAZIONI PER IL MIO SOCIO
    Ti ho ripetuto tante volte di non battere più tutti i bar della città, che l'alcool non lo reggi e, le donne......bè, quelle prima o poi ti perderanno.
    E fai attenzione che la fuori è pieno di uomini sviliti nell'anima.


    Un bacio grande, Antoine
    Marlene
    P.S. - Non ho il tempo di rileggere, ci saranno un sacco di errori, ma è bello interagire con te.

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  9. ci sta alla grande che tu non voglia far morire i personaggi, sìsì. che poi somiglia ad uno spin-off, no? non lo so.
    e parlando di "tutto" io parlerei anche di "dare (tutto)", che è stata una delle mie ultime ossessioni.
    mi piace come e cosa scrivi!

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  10. Ciao, scrivi divinamente! Mi piace molto il tuo blog... grafica accattivamente.

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  11. "ha un modo particolare di masticare, gli angoli della bocca scattano verso una smorfia di sorriso mentre mastica", la trovo una descrizione molto poetica..ammazza che voglia di crauti che mi è venuta! baci

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