mercoledì 13 luglio 2011

me ne frego (4)



C'mon c'mon c'mon urlava sempre il Sergemagior per farli uscire dalle celle. C'mon c'mon c'mon ripeteva per farli rientrare la sera. Conosci il tuo nemico. Il babbo ha sempre detto che la prigionia fu la migliore esperienza fatta durante quegli anni. I suoi vent'anni se n'erano andati dentro una guerra che voleva nascondere un deserto, dentro un deserto che alla fine le aveva vince tutte le guerre; poi c'erano mosche, pidocchi, zanzare, caldo soffocante, buche da occupare quando bombardavano e un carro armato dove era capitato per sbaglio per colpa di un errore di misurazione dell'altezza all'ospedale militare (il babbo era alto 1 e 75). Dopo EL Alamein il suo gruppo fu catturato dagli americani e girato in un campo di prigionia inglese in Palestina. Lì conobbe il suo nemico. C'mon c'mon c'mon, quando si fermavano troppo a fumare. Rimase affascinato dagli Inglesi, la loro organizzazione, il loro modo di essere militari, la loro giustizia, la loro crudeltà. Sarà perché si chiamava Amleto...

Con gli Inglesi non riuscivi a pensare, il tempo passava (e ne passò tantissimo visto che rientrarono nel 1946...) e non te ne accorgevi. C'mon c'mon c'mon, c'era sempre qualcosa da fare. Se non c'era qualcosa da fare ti facevano scavare una buca eppoi te la facevano riempire. Sembra una cazzata, ma quando scavi una buca è impossibile che ti ritorni com'era, quando ci rimetti dentro la terra. O ti viene la cunetta o ti manca qualcosa, a volte un solo un pugno di terra. Allora ti facevano ricominciare...

Poi c'erano le corvé. Una mattina li chiamarono perché il Colonello voleva an italian cake. Si guardarono muti. Quello più ricco i dolci li mangiava una volta al mese . Il resto della truppa erano pane vino e zucchero e qualche biscotto rotto. Erano umiliati, non sapevano cosa fare. Un ragazzo veneto alla fine si fece avanti dicendo : "me mare faseva el ciambeon". Il ciambellone, niente di più facile : zucchero (c'è quello marrone va bene?), farina 00 (secondo me questa c'ha uno zero solo), olio (burro?), uova, il lievito ci vuole ?, vanillina, liquore (c'è solo Irish whiskey?). Le dosi te le ricordi ? I primi tentativi furono un fallimento, poi trovarono un composto che riusciva almeno a sollevarsi,ma era sempre troppo crudo. Provarono ad allungare la cottura fino ad un'ora, ma dentro era ancora liquido. Alla fine decisero di allungare fino ad un'ora e dieci e si preparono per la cena. Gli Inglesi mangiano presto la sera, mangiano quando i prigionieri italiani finiscono di fare merenda. Gli stampi furono infornati e tolti dal forno dopo settanta minuti come convenuto, quando uscirono la crosta era al confine del nero. Ne aprirono uno prima di servire : al centro era ancora crudo, ma non si poteva rischiare. Servirono i dolci e fu un successo, insomma si sa che : in fondo gli inglesi mangerebbero anche la poppò...

C'mon c'mon c'mon, tre giorni dopo ci fu la corvè di pulizia in cucina. Il babbo entrò nel forno per raschiarlo e in un angolo, in fondo, nascosto in una piccola cavità c'era rimasto uno stampino con un ciambellone. Chiamò tutti gli altri. Era nerissimo, ma del dolce rimaneva ancora qualcosa; riuscì ad estrarlo dallo stampo e lo spezzò in due. Una lacrima gialla cadde sul pavimento. Allora si misero a piangere, tutti insieme. Erano ancora un po' crudi.




Il babbo in una foto durante la prigionia in Palestina

30 commenti:

  1. Alcuni dicono che
    quando è detta,
    la parola muore.
    Io dico invece che
    proprio quel giorno
    comincia a vivere
    Emily Dickinson


    Vi siete ammazzati, avete cucito ferite, rimesso budella, avete avuto cinquanta volte l'estrema unzione eppoi alla fine vi commuove un ciambellone. Non sottovalutate mai il ciambellone...
    Ringrazio Amanda per la traduzione in Veneto della frase : "mia mamma sapeva fare il ciambellone".

    ciao

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  2. Come dicono a Milano: ofelè, fà al tò mestè!
    Cioè ognuno faccia le cose che sa fare bene.

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  3. sai cosa si dice dalle mie parti? i toscani mangiano presto la sera, mangiano quando i napoletani hanno finito di prender il caffè, dopopranzo. emozionate il tuo racconto e la foto di tuo padre, il mio ciambellone è sempre troppo cotto, sarà perchè la sera si cena così tardi. un abbraccio

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  4. Un racconto molto bello, perché scritto molto bene e perchè contiene ricordi amari e belli ad un tempo, di quelli che occorrerebbe raccontare più spesso: per capire cosa siamo stati e cosa dovremmo essere.

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  5. PRIMA VENNERO PER I COMUNISTI

    Prima vennero per i comunisti,
    e io non dissi nulla
    perché non ero comunista.

    Poi vennero vennero per i socialdemocratici
    io non dissi nulla
    perché non ero socialdemocratico

    Poi vennero per i sindacalisti,
    e io non dissi nulla
    perché non ero sindacalista.

    Poi vennero per gli ebrei,
    e io non dissi nulla
    perché non ero ebreo.

    Poi vennero a prendere me.
    E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa.

    Martin Niemöller

    Quella lacrima gialla era il miglior lievito al mondo!
    Bacio, Giardy
    Elisena

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  6. me mama faseva la fugassa e ancora che la gà 81 anni la fà bona bona
    beissimo 'sto toco de scrito
    te va sempre indrio coi ricordi e mi me vien el gropo
    beo to papà
    beo ti

    fate tradur da l'amanda:-)))
    baseto

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  7. Bell post, sicuramente dolce amaro...grazie per la ricetta..;)e grazie a tuo babbo!

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  8. Avrebbero dovuto mangiare ciambelloni al veleno,altro che crudi...

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  9. Comincio a diventare un "addicted" del tuo blog...

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  10. ma erano davvero ancora un po' crudi?
    non sottovaluto mai il ciambellone e nemmeno il narratore di ciambelloni :)

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  11. che bellissimo uomo...anzi, un ragazzo.. questi ricordi valgono mille pagine di storia.. un abbraccio

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  12. me ne sono accorta ora... qui intorno...celle di api...e il miele?

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  13. la vecchia nouvelle cousin....

    un buon tutto pomeridiano
    mirco

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  14. anche a me mi garba un monte :)

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  15. Che geniaccio che sei!
    Bello tuo padre! Bello, come solo quegli uomini lì sapevano essere!

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  16. quante storie di guerra mi ha raccontato mio padre tutte le volte che mi accompagnava a scuola! i sommergibili, i topi che correvano sulle cime delle navi, il contrabbando di sale e sigarette, l'armistizio e tre giorni di ubriacatura ... che storie, le storie di guerra.

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  17. ognuno ha nei propri avi, storie di guerra da riportare, chè la guerra, purtroppo, mai finisce, mai.
    sempre un incanto il cesto ricchissimo che offri, ;)..un saluto, dew

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  18. mi colpisce quel "la loro crudeltà" riferito agli inglese...sarà così che hanno creato un impero a loro tempo

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  19. Che bello tuo babbo:)
    Comunque è vero che hanno la mania di far sempre fare qualcosa,io non l'ho sperimentato in prigionia,ma in qualcosa di simile,lavorandoci in Inghilterra!

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  20. Mio zio fu inghiottito dalla guerra nel 42 in Africa Orientale: era tenente e sparì in unimboscata. L'unica che per quasi 5 anni continuò a credere fosse vivo era sua madre.
    Aveva ragione lei, se lo erano preso gli inglesi: campo di prigionia in India alle falde dell'Himalaya. Quasi tutti morti, ai prigionieri davano una tazza di tè, 3 sigarette e un tozzo di pane al giorno; mio zio vendeva le sigarette per un uovo e si salvò. God kill the queen.

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  21. Amo molto questi racconti, così amari e amari, perchè sono sempre di grande insegnamento, o almeno così dovrebbe essere. Il tuo babbo ha un aspetto dignitoso nonostante quello che la prigionia può avergli procurato. E poi ti somiglia molto.:-)) In ogni tuo scritto non manca mai la parte "dolce", che qui è meravigliosa rappresentata dal ciambellone.:-))
    Un abbraccio, Jardy::-)

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  22. Bella questa testimonianza, come una tessera di quel gran mosaico di vicende che fu la guerra.

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  23. anche dai miei occhi sta scendendo una lacrima gialla , ticcante il tuo scritto.
    ps. ti assomiglia il babbo

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  24. Mi hai commossa jardigno, un gran bel racconto..il ciambelon, con la sua lacrima gialla...arrivederci Elisabeta_b

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  25. 'i ttu babbo era proprio un bell'omo! E tu hai la sua bocca...
    bella storia...continua così

    Igno

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