giovedì 23 settembre 2010

Il kiwi dell'antenato



Le tradizioni si possono interrompere. Il nonno di tuo nonno si chiamava Artidoro, poi sono venuti Arduino, Amleto ed io. Antonio.
Le mie figlie però non hanno la "A" nell'iniziale nel nome.
Dicono che non porta bene, ma penso che la sfortuna conosca sempre una scorciaotia per raggiungerti, è inutile sviarla.

Emma deve portare a scuola il nostro albero genealogico e siamo qui a ricostruire la nostra storia.

Il nonno di tuo nonno si chiamava Artidoro e di lui sappiamo pochissimo. Non si sa che lavoro facesse, nemmeno l'indirizzo preciso. Si sa che conosceva ogni tipo di pianta, faceva degli impiastri curativi per ogni tipo di dolore.
Raccontava che suo padre era stato il gran ciambellano di Giangastone de' Medici, l'ultimo Granduca di Toscana. Siamo nati a corte, peccato che Giangastone non fosse un gran trombatore e il suo albero è finito lì.

Di sicuro Artidoro non ha mai mangiato un kiwi.

Non ci va di fare un albero genealogico. Quegli alberi lì hanno una forma gerarchica che non ci piace, non ci piacciono i rami secchi. Gli alberi genealogici hanno sempre poche foglie.

Faremo un orto genealogico. Ci piace il rapporto con la terra che avevano i nostri parenti, ci piace vederli piantati nel nostro disegno.

La nonna Fanni ? Un cespuglio di rovi nell'angolo, vicino al muretto.
La nonna Maura un filare di pomodori generosa, solare. Il noce del nonno Carlo lo mettiamo vicino a lei, ma non per l'ombra. Le patate del nonno Amleto buone in tutti i modi : fritte, lesse. sotto la brace. Come si chiamava quello zio ? A lui gli tocca il pero. Un pero bassino che fa i frutti ogni due anni. La cipolla tocca alla nonna Armida mentre il castagno del nonno Guido è al centro. In un orto genealogico non c'è bisogno di continuità, si può tenerli lontani i parenti che non si sopportano. Magari dura tutto di più...

E noi ? Il nostro rapporto con la terra non è così diretto.

Bisogna usare la poesia Emma. Non siamo nipoti di contadini. Strappiamo buste di plastica per cucinare. Compriamo ciliegie cilene e funghi serbi.

Fammi fare il rosmarino Emma, roba semplice che aggiunge profumo. A te che mi sopporti tutti i giorni : la salvia, così ti tocca starmi accanto. A te ti sfogliano con attenzione, a me mi strappano.
Emma si prende un iris o giaggiolo e si lascia l'angolo più bello. Tua sorella è un bel papavero, a mazzi sembrano il cuore dell'orto.

Il nonno di tuo nonno si chiamava Artidoro e non ha mai mangiato un kiwi.
Se l'avesse mangiato, l'avrebbe fatto col pane.

42 commenti:

  1. Se un domani dovessero fare l'orto genealogico della mia famiglia ho l'impressione che io sarò un Carciofo!

    RispondiElimina
  2. Mi piace l'idea dell'orto genealogico!Io sicuramente scelgo di mettermi tra i peperoni, quelli belli piccanti! Complimenti per la scelta dei video

    RispondiElimina
  3. Complimenti e per il blog e per il post.
    Comunque questa storia dell'orto-antenato non mi è passata per la mente. Sicuramente mi vedo più come un derivato dolce o simil-carboidrato semplice...insomma...nu babà!
    A presto, spero.

    http://carlottaland.wordpress.com

    RispondiElimina
  4. weeeeeeeeeeeee antonio bello questo orto genealogico idea geniale tutto bene vecchia quercia?

    RispondiElimina
  5. Di fare il rosmarino l'hai chiesto tu, chissà da cosa ti avrebbe fatto rappresentare lei senza suggerimenti!
    Ma quale specie di kiwi non ha mai mangiato Artidoro? Animale o vegetale?! Mmm... forse intendevi entrambe...

    RispondiElimina
  6. uhm... non ho il pollice verde
    :)

    RispondiElimina
  7. Tremenda l'idea, perfetta la stesura, ottimo il companatico dei link, insomma va tutto giu che è un piacere... Manca solo una piantina di maria in un angolo dell'orto! Ma magari la Salvia è la divinorum e allora la maria va a farsi benedire.

    RispondiElimina
  8. Forse potrei essere una carotina...si si mi ci vedo...ora prendo carta e penna e butto giù il mio orto genealogico e gia rido apensare a mio fratello

    :)

    RispondiElimina
  9. pomodori, pomodori cuore di bue, così si chiamano quelli belli polposi, giusto? E anche un po' di sana frutta che abbia un sapore, non quella roba bionica della coop! :-)

    RispondiElimina
  10. Coltivare un orto è una cosa che mi affascina, però non so se mi potrei concedere il lusso del divertimento, della curiosità che ho in giardino.
    Comunque sarà l'inevitabile esito del mio percorso.
    Sara

    RispondiElimina
  11. il kiwi numero uno faceva tenerezza, la storia d'amore ortofrutticola era teneramente commovente, io come rosmarino aromatico ti ci vedo, ma non andavi bene come zenzero che si abbina con il dolce ma è piccante e sta anche nei piatti salati?

    Da noi come ben sai la A ha continuato fino a me, io però non la passerò a nessuno e non per fantasia.

    Ripellino mi ubriaca di parole come sempre, come ai tempi di Praga magica

    RispondiElimina
  12. Bè...A questo punto non mi resta che dire: onorata di esserti vicina nell'ipotetico orto genealogico del blog. (L'hai mai sentito il profumo di Vaniglia e Zenzero mischiati? Fan faville!)

    RispondiElimina
  13. mi piace un monte questa storia che hai scritto, specialmente la fine, com'è vero che si mangiava (e mangia) tutto con il pane! Fammi pensare ora a che piante saremmo noi... ma quanti nonni che avevate!

    RispondiElimina
  14. Bellino questo racconto kiwesco :)

    buon week end

    RispondiElimina
  15. hai ragione, ricordo quando mio papà ha portato per la prima volta un kiwi in casa… c… è? pomodoro e limone, pera e pomodoro, banana e pomodoro? ma i semini si sputano? :/
    Io di regola sarei un fico d'india! o un rovo di more! i miei nonni di sicuro ulivi! Mio padre e mia mamma rispettivamente un leccio e un mandorlo! :) mi piacciono i giardini pieni zeppi!

    RispondiElimina
  16. Amleto era il nome di un mio gatto.
    Mi manca Artidoro: vado a prendermi un micio multicolore...

    RispondiElimina
  17. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  18. IN UN'ANGOLO DI GIARDINO
    Era cresciuta a ciuffi in un angolo del giardino, selvaggia e malavitosa, piena di rancore verso la vita, astio così palpabile che non solo le farfalle ma perfino gli insetti più umili schivavano le sue foglie pelose e pungenti.
    Se ne stava raccolta nella sua zolla di terra, sulla difensiva, con le radici serrate come pugni, pronta ad attaccare chiunque provasse a calpestarla.
    Ma in quell'angolo solitario di giardino non ci andava mai nessuno.
    Solo una colonia di formiche isolate nel loro teritorio, ed un tozzo ragno che andava imbastendo le sue fini trappole, tra il cancello ed il muro.
    Trappole e stomaco destinati a rimaner vuote se ubicate in questo luogo, pensava con soddisfazione la piantina, perennemente mal disposta verso chiunque.
    Eppure quel mattino aveva captato, attraverso il terreno, rumore di passi in avvicinamento.
    Quattro piedi per l'esattezza: due piccoli e due grandi.
    Acuì, per quanto le era possibile, le filature urticanti delle sue foglie decisa a vender cara la pelle e ad arrecare più danni possibili agli incauti che avrebbero osato calpestarla.
    Sandali di bimba e scarpe da uomo occuparono il suo campo visivo: padre e figlia.
    L'uomo raccontava alla bimba i segreti del giardino. La bimba recava in un cestino un mazzolino di fiori multicolori, un fungo rosso, una spigolosa piantina grassa, un bulbo di cipolla e delle palline di frutta.
    - Questa, babbo, questa mi piace. E' bella -
    Disse la bimba indicando l'ortica.
    - Davvero ti piace, Emma? - chiese l'uomo niente affatto meravigliato.
    - Si, sembra così triste e sola. Non abbastanza amata. - ribadì la bambina
    - E' una piantina d'ortica - le spiegò - umile eppure generosa, e non tutti sanno quanto è grande il suo cuore e a quanti buoni usi può servire. Ingiustamente, Emma, non è tenuta in gran considerazione -
    - Io la voglio, babbo, perchè è così bella e triste. Voglio provare a farla sorridere -
    Senza opporre alcuna resistenza, ma con un languore nuovo la piantina d'ortica si lasciò così cogliere dalla piccola mano guantata che, con delicatezza, la posò tra una rosellina selvatica ed un mazzetto di more.
    - Anche gli umili hanno diritto alloro Eden -
    disse il babbo baciando la sua bambina.

    Un bacio, Antoine, ed un buon week end
    Un bacio alla tua piccola Emma, musa di questo tuo ultimo, bellissimo, post.
    Marilena
    P.S. - I figli son i fiori più belli

    RispondiElimina
  19. mmmmm la nonna Fanni un cespuglio di rovi nell'angolo... suocera????

    geniale, come sempre...
    un abbraccio

    RispondiElimina
  20. E per fare il pane ci vuole il grano, che con il rosso dei papaveri ci sta d'incanto e con l'olio profumato al rosmarino è pure buonissimo!
    Fantastico questo post!! Il mio preferito.. :)
    (sarà che sono una bongustaia??)

    RispondiElimina
  21. io mi sento molto gramigna... sai quelal che infesta tutto senza essere piantata? Perfetta, perchè in mezzo alla maggior parte dei miei parenti ci sto male. Ma sono costretta a starci e allora me la gioco... stupisco e li faccio restare di stucco.
    Mio nonno... sarebbe un bellissimo albero di mimosa.. quella che non è voluta più fiorire dopo la sua morte.

    RispondiElimina
  22. la mia vicina di casa che ha 87 anni e che era una contadina, mi racconta che la prima volta che vide una banana, nel dopoguerra, pensò che si trattasse di un fagiolo, un fagiolo costosissimo però, e malgrado un'insana curiosità non poteva permettersi di comprarlo...e da allora non l'ha mai fatto, 'per rispetto', dice lei, per rispetto delle sue origini.

    RispondiElimina
  23. Terribilissimo video vidi intra delli tuoi lincati - si dice lincati o linciati?
    Iddo dello limone e la banana, o limona e banano non so. Allo ultimo, pensava che lo limone o limona accoltellasse l'umano per vendicar lo babano - o banana. Scioccato da cotanto dolor, capii la sorte che ci aspetta quando tutti noi, dopo essere diventati vegetariani e averla smessa d'uccidere animali, grazie alli lumi de video com'iddo capiremo che dobbiamo smetterla anche d'uccider banani limoni carote zucchine fagioli pompelmi e tutti ancora nessun escluso, cosicché per non far violenza all'altre specie di vita fossero animali fossero vegetali non ci resterà che lo mangiarci tra noi. Fortunato quello tuo avo, che non si macchiò la bocca di sangue kiwiano!

    RispondiElimina
  24. Io....un carciofo!...spinoso!

    RispondiElimina
  25. Ma che bello che è!!!Originale e moooolto curioso!!Poi sento che nutro già simpatia per nonno Artidoro, mi sa di sciamano con tutte quelle erbe!!Fico fico!!
    Cmq non so perchè ma anch'io credo di essere il carciofo della famiglia, visto e considerato che sono la pecora nera della famiglia!!!

    RispondiElimina
  26. Un post bellissimo!!La poesia finale mi è piaciuta molto.
    Buon fine settimana:-)

    RispondiElimina
  27. Incasso e porto a casa un pò di nomi, si sa mai che possano servire...?! ;)

    RispondiElimina
  28. La spesa la si dovrebbe andar a far dal contadinato e ciò vale per tutti ma in ispecial modo per chi non ha figli (visto che ha più tempo a disposizione).

    RispondiElimina
  29. Un'idea straordinariamente poetica quella dell'orto genealogico!

    RispondiElimina
  30. Giardi ruba il cuore questa tua visione genealogica .... mi piace moltissimo, e mi porta ad allargarla ad un orto o un giardino in cui la linea genealogica si allarga anche ad amici e persone importanti che lo hanno alimentato e fatto crescere , si mi piace veramente tanto, sai toccare corde rare. miao

    RispondiElimina
  31. A come Accidenti-accidentaccio?:-)) Io potrei essere un'arancia succosa e rossa.
    Mio caro..caro Antonio:-)
    Un bacio...

    RispondiElimina
  32. io sono una mela rossa avvelenata.....
    ti lascio un abbraccio il post è un esempio di singolare genialità

    RispondiElimina
  33. ....bella l' idea dell' orto al posto dell' albero...occorre però sfatare l' idea arcadica dell' orto, da noi hanno dato appezzamenti di terreno comunale agli anziani, ebbene usano un sacco di pesticidi per ottenere più prodotto litigano sovente fra di loro, si sono presi pure a badilate...come al solito non è la tecnica il demonio è l' uso che ne fa l' uomo che la demonizza.
    A me piace un sacco, mangiare il cocomero e il melone col pane...ciao Antonio.

    RispondiElimina
  34. Quanta bella immaginazione in questo racconto del giardino genealogico....
    Chi lo sa come vorrei essere io nell'orto? Forse una pianta di borragine che quando è fiorita è tutta piena di fiori blu.
    Ma poi, sai, dipende da come mi vedono gli altri.
    I nomi "strani" della tua famiglia mi ha riportato alla mente un ragazzo che era arrivato dalla Maremma, per la prima volta nella nostra classe. Facevamo la seconda media e ormai ci conoscevamo tutti. Arrivò il nuovo ragazzo e tutti eravamo curiosi. Il professore gli chiese come si chiamava e lui rispose:
    "Martini Gilbino"
    Noi iniziammo a ridere perchè il nome ci pareva strano.
    Il professore continuò: "Il nome di tuo padre?"
    E lui: "Telemaco"
    Noi eravamo morti dal ridere, e lui spiritosissimo:
    "E allora quando saprete che il mio nonno si chiama Agenore che farete? Ve la farete tutti sotto?"
    Divenne immediatamente il nostro beniamino e tutte eravamo innamorate di questo Gilbino col nome di boccacciana memoria.
    Ciao buona domenica
    Baciotto
    Bruna

    RispondiElimina
  35. I funghi serbi... aiuto!!!

    Bello il tutto...

    mirco

    RispondiElimina
  36. Ecco, quando leggo cose così mi ricordo che NON so scrivere :-(
    Complimenti per la fantasia...

    RispondiElimina
  37. Bellissimo giardino, Giardy e buonissima la macedonia di frutta....ho mangiato tutti i tuoi antenati e con i rami secchi ne ho fatto stuzzicadenti....sai...i kiwi lasciano quei semetti così odiosi!
    Forse non ci crederai ma nel mio piccolissimo giardino ho 3 alberi e ad ognuno ho dato il nome d'un figlio!
    A presto Giardy
    Ah, dimenticavo, non avresti mica da prestarmi un rametto di rosmarino? devo fare il pollo!
    Ariciao!

    RispondiElimina
  38. Già, il rapporto con la terra. Presto parleremo di pilastri genealogici.

    RispondiElimina
  39. ciao antonio...forse è meglio lo zenzero per fargli penzolare la lingua....
    :-)
    non ho ricordi di terra..vivo in alto mare
    un saluto ondoso

    RispondiElimina
  40. NeoBux is a very recommended work from home site.

    RispondiElimina
  41. Get daily ideas and methods for earning THOUSANDS OF DOLLARS per day ONLINE totally FREE.
    GET FREE INSTANT ACCESS

    RispondiElimina