Un vero affare

Author: giardigno65 / Etichette:



Questo appartamento è stato un vero affare. A parte questo ascensore. Questo stronzo di ascensore anche stamattina si è fermato con me e la Signora Vinci bloccati dentro. Solo muro stavolta, non c'è verso di capire dove siamo. Il campanello di allarme sibila senza eco.

Un vero affare. Non volevano venderlo a nessuno della zona, cercavano qualcuno di fuori. Non era nemmeno in cattivo stato, mi diceva il venditore che ci aveva abitato solo una persona negli ultimi venticinque anni. Il prezzo che chiedevano era comunque alto, ma per la zona era un vero affare.

La cosa strana erano gli scarichi dell'acqua presenti in una delle camere da letto. Eppoi c'erano le mattonelle in quella camera e nell'ingresso. Strano.

Non si respira qui dentro, per fortuna la Signora Vinci è uno scricciolo di settantacinque anni. Una di quelle donne che sembrano chiedere scusa quando respirano, sempre gentilissima, quasi servile. Quando mi sono trasferito nell'appartamento era l'unica che mi salutava. Gli altri inquilini mi ignoravano, tiravano di lungo quando arrivavo, facevano finta di non vedermi per non fare quei lunghi secondi di viaggio in ascensore. Questo cazzo di ascensore.
Meglio la Signora Vinci che il meccanico che abita di sotto, quello peserà almeno centoventichili e si porta sempre dietro un fazzoletto bianco per asciugarsi. Non capisco come faccia. Quando torna dall'officina quel fazzoletto è ancora bianco e lui sembra un pinzimonio di morchia.

Cerco di conversare con la vecchietta in attesa dei tecnici della manutenzione("sette volte sono intervenuti questa settimana!").

"L'amministratore ci deve avere qualche interesse a tenerli, perché sennò un si' capisce perchè non si cambia !" - mi dice frugando nel portafoglio.

Sorrido. Non è tipo da chiacchera facile, provo a chiedere.

"Tutti pensavano Lei fosse un parente".

Non era facile, non potevo arrivarci da solo.

Mi racconta che dove abito ora ci viveva una mammana.

"Una di quelle streghe che fanno gli aborti di nascosto"
"Quando cominciò ci venivano le signore impellicciate, ma negli ultimi anni si vedevano solo quelle negrone sugli zatteroni!"
Non c'era stato verso di mandarla via né di farla smettere.
"L'era così potente..."

Lo spiffero d'aria che arriva dall'alto si è scaldato, da quanto tempo siamo chiusi ? Due piedi si agitano sopra il muro, sono arrivati.
Capisco. Vedo la scritta, in un angolo, accanto a quella grande col pennarello nero (ANTONIO BUCO) , una calligrafia tremante, ruvida : ti chiamavi Giulio.

48 commenti:

®musicaio ha detto...

weeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee marò antonio ma che razza di appartamenti vendono dalle tue parti?

Elena T. ha detto...

Il mercato adesso è in flessione. Cambiare casa sfruttando il momento favorevole??

amanda ha detto...

mi piace l'elefantino dell'impatto ambientale 0, mi piace che tu sia tornato, mi piace molto il delizioso primo video, il romanzo è bello come al solito e mi piace pensare che quel giulio fosse stato scritto da una donna che era stata costretta a salire su quell'ascensore... ma forse non ho capito

petrolio ha detto...

movimento ascensionale della macchina infernale… poetico e rompi allo stesso tempo! ;) Belle le lanterne cinesi, le vorrei al posto dei fuochi d'artificio pericolosi e costosi!

calendula ha detto...

mi hai fatto venire in mente un film spagnolo si chiama LA COMUNIDAD te lo consiglio....

Semplicemente ha detto...

hoCol fucile di mio padre tra le mani
Mi sentivo sicuro
Diceva sempre "Quando vedi rosso
Scappa lontano"
E allora ho visto il primo colpo partire
E ho spianato il mirino
E tutto è diventato nero
La faccia mi è scoppiata nel cielo
E non ho avuto nemmeno un minuto
Per capire perché

Guardami dalla polvere e dal fuoco
Salvami con la forza del pensiero
Ricordati di me per il ragazzo che ero
Che non doveva finire qua
Con tante cose lasciate a metà
Raccontalo al mio amore
Ogni giorno che mi mancherà
...........................Semplicemente POWDERFINGER

la stanza in fondo agli occhi ha detto...

Il filmato sui conigli... troppo spassoso!

OzMaFra ha detto...

la tua semplicità e la tua ironia mi conquistano sempre ^_^

ah! grazie per le meravigliose parole che lasci sempre da me...

un caro saluto

Il rospo dalla bocca larga ha detto...

Meglio le scale... Specie se becchi quello con la fiatella di cui parlavo sul mio blog! :D

abbiamo parlato di ascensori a modo nostro! :D

Lisa ha detto...

Ed è per questo che io salgo e scendo sempre a piedi :)

volevo farti i complimenti per questo bel blog ed invitarti, se ti fa piacere, a dare un'occhiata al mio.. magari c'è qualche recensione che potrebbe interessarti :)

a presto!

alga ha detto...

bentrovato antonio..odio gli ascensori, ora so il perchè!!!

juljulj ha detto...

...semplicemente un sorriso.

(riesci a nn farmi "pensare" leggendoti...e nn è facile!).

Giulia (nn Giulio:)

il monticiano ha detto...

Il "coso" più imbarazzante in un edificio di civile abitazione - forse non solo - è proprio
l'ascensore dove non si sa neppure dove guardare. Bisognerebbe abitare al primo piano
come nel mio caso: buongiorno, buonasera e tanti saluti.

Anonimo ha detto...

Una di quelle donne che sembrano chiedere scusa quando respirano, sempre gentilissima,

davvero un inquilina speciale la signora Vinci
mi raccomando qualche volta portale le borse della spesa
ciao jar
barche

Mafaldanellarete ha detto...

davvero un affare eh?, quasi quasi mi consolo....

Felinità ha detto...

Ma vuoi mettere la poesia scalcinata che può ispirare un ambiente sottosopra .... un attico lindo, perfetto e lussuoso non poebbe mai ....... ma ci si starebbe tanto comodi miaoooooooooùùùùù. Bentornato Giardi

Angelika ha detto...

Un giorno di questi tornero' qui, e con tocco leggero e silenzioso sfogliero' pagina per pagina tutti i tuoi romanzi brevi. Sorridero' molto, gia' lo so:) ma so anche che troverò voci e parole che vorro' sentire mie..
e in qualche modo tu ci sei con la tua voce ..mio caro:-))))
Ti abbraccio, tanto...
*A*

Kylie ha detto...

Un racconto leggero eppure inquietante.

Un abbraccio

riri ha detto...

Gli ascensori li odio, il nostro è sempre da aggiustare, ne avremmo messo uno nuovo con tutte quelle spese. Bentornato Antò, ci mancavi:-)

Liberolanima ha detto...

Felice di rileggerti, grazie mille per la poesia che mi hai lasciato. A presto.

Amaranta ha detto...

UN VERO AFFARE.
Sono stata ieri in questo nuovo appartamento dove entrambi, oggi, alla chetichella l'uno dell'altra eravamo nuovamente diretti, per ritrovarci casualmente insieme in questo rottame d'ascensore che ci ha intrappolati nel suo, a quanto pare, black out di routine, fornendomi però l'opportunità di chiarire, vis à vis, i miei punti di vista su quello che tu, nonostante tutte le evidentissime, catastrofiche anomalie, sciaguratamente ancora ti ostini a definire un vero affare.
Innanzitutto non capisco questo tuo sopraggiunto bisogno di verismo dal momento che hai sempre scritto benissimo nel nostro vecchio studio, circondato da ogni confort, anzi......più il racconto impoveriva, degradava, umiliava il protagonista, più tu sentivi l'esigenza di un nuovo, e a volte lasciamelo dire, inutile bene di consumo.
Non sei stato tu a voler a tutti i costi l'acchiappamosche meccanico?
Così ora abbiamo cadaveri di mosche disseminati in tutti gli angoli.
E non sei stato sempre tu, caro coautore, a decretare la necessità di installare in bagno il robotino aspergi-talco?
Ma se nemmeno lo usi il talco ed io, per di più, sono allergica alle polveri profumate.
Ora, invece, secondo te il massimo sarebbe traslocare in un appartamento con gli scarichi dell'acqua in camera da letto, e in un condominio a noi apertamente ostile?
Ok, prendo pure per buona la motivazione che raccontare la storia di una procacciatrice di aborti, una potente mammana caduta poi in disgrazia, e del suo fantasma che abita ancora quella casa, rimasta d'allora disabitata ed in cui di notte s'alzano pianti di bimbi ed urla di donne, ti abbia convinto della necessità di questo trasloco, poichè il nostro lussuosissimo e super accessoriato studio ti distoglieva dall'ispirazione, ma trovami una spiegazione valida, che io possa ragionevolmente accettare per giustificare questa tua assurda idea di assumere come segretaria la signora Vinci, vicina d'appartamento.
Mi dici cosa diavolo ce ne facciamo di una segretaria settantacinquenne???????????

Ciao Antonio, e bentornato :)

PS.- Quarto piano senza ascensore......sono pronta ad uccidere chiunque parli male degli ascensori :(

Joe Black ha detto...

E meno male che la Sig. Vinci non è svenuta!!!!! Dì...gliela avresti fatta la espirazione bocca a bocca! Certamente prima avresti messo la su dentiera in quel bel fazzoletto bianco del meccanico, con il quale, dopo avrla fatta rinvenire, avresti asciugato il tuo sudore e i denti dell'apperecchio della Vinci e il fazzoletto del 120kg sarebbero rimasti sicuramente bianchi. Non so perchè ma non riesco invece ad immagine tu di ke colore saresti stato!
Ciao Giardy, uomo casinista ke si complica la vita scrivendo con semplici parole momenti di
"tranquilla" quotidianeità!
Elisena

Anonimo ha detto...

lettura piacevolissima (come sempre)
semplicemente... ironico

un buon tutto! mirco

Sara ha detto...

Uhm io cambierei velocemente casa! come fai a vivere lì? brrrr
bentornato!

ignominia ha detto...

bentornato Zenzero ma che gelo, una storia un pò agghiacciante la tua prima dopo le ferie (se ti devono dare questo tipo d'ispirazione meglio che stai a casa la prossima volta:)Però è un piacere rileggerti!

alwe.taller ha detto...

ahahah.... tra poco cominciavo a soffrire di claustrofobia!!!! :-D baci!

Lucia ha detto...

Bentornato! Hai un modo di scrivere davvero coinvolgente, mi sembrava quasi di essere lì...certo i minuti passati nell'ascensore sembranon non finire mai anche per me che vivo al 4° piano!

lasettimaonda ha detto...

Per la prossima compravendita di immobili, ti consiglio d chiedere consiglio a Leo, il marito della signora Vinci, pare che sia così intelligente...............!Syl

Vele/Ivy ha detto...

E MENO MALE che non sei rimasto chiuso col meccanico di centoventi chili!!

chicchina ha detto...

Se è un affare di sicuro lo sconterai,nel tempo...
Ma li vai a cercare o ti capitano per simpatia,certi...affari?
Credo sia buona la seconda.Racconti così bene che,meno male,se si bloccasse il mio di ascensore,saprei a cosa pensare.Ciao

giacynta ha detto...

Non ho capito niente ma mi piace comunque perchè l'hai scritto tu.
Baci
Giacinta

Pupottina ha detto...

molto particolare il vicinato!!!

^_____________^

®musicaio ha detto...

weeeeeeeeeeeeeeeeee belin sei vivo?

®musicaio ha detto...

passerotto? naaaa io aspetto la passerotta ma non solitaria quella scopaiola ahahahahhahahahahahhahahahah

Anonimo ha detto...

Questo appartamento è stato un vero affare.

oddio...pure tu...destinazione montecarlo?!?

ah no, questo tuo è un romanzo breve...quello è pensiero tale...

volovivace

essere disgustoso* ha detto...

be', dipende dalla misura del seno della signora vinci.

Ty ha detto...

Che affarone....
Ciao buona giornata!

L ha detto...

Inquietante.
Fa quasi Rosemary's baby.
Mi piaced molto il tuo modo di scrivere, by the way.

NostraDannus ha detto...

“Quelle strane occasioni” non colte al volo.

Ottimo rientro!

dolce ha detto...

ciao zenzero creativo, buon week end di fine agosto
^^^ prima di salire in ascensore o affittare un appartamento controlla i bollettini metereologici!!!

riri ha detto...

Ciao Antò, buon w.e.con la tua dolce ironia:-)

uggawugga ha detto...

ci vogliono le scale mobili anche per i vecchi edifici.

Ernest ha detto...

Mi è venuto in mente quel film in cui Sordi (prete) rimane chiuso dentro all'ascensore con la Sandrelli... eh beh!

teoderica ha detto...

Ti sei sbagliato, non è stato un affare, forse un compromesso storico?
Saludos.

ALegalAlien ha detto...

quei secondi in ascensore...meglio sarebbe a volte riempirli di silenzio. o no?
un saluto
fra

amatamari© ha detto...

Quasi quasi son contenta di abitare al terzo piano. Senza ascensore, naturalmente.
:-)
Bellissimo lo scritto (ed anche il video del coniglio !!!)

ady happyborn ha detto...

fantastica l'intuzione della scritta carpita causlamente, quasi in un attimo di distrazione...ti chiamavi giulio, chestrano avergli dato un nome.

Fra ha detto...

carinissima :))

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