giovedì 17 settembre 2009

La mia prima lezione sul sesso me l'ha fatta l'Uomo Lupo

Gianfranco veniva a stare da noi alla fine della scuola. La sua mamma prima di andare in vacanza lo lasciava dalla sua amica la mattina presto prima di entrare in ospedale dove lavorava. Non ho mai capito perchè preferiva trascorrere le giornate da noi nei campetti di periferia piuttosto che andare in capagna dai nonni.
Gianfranco era poco più grande di noi, l'età precisa non si sapeva. Non si tirava indietro in nessuno gioco : da barattolo, alla partita di calcio fino a mammatroia.
Eppoi sapeva fare una cosa che non riusciva a nessuno, una imitazione incredibile, affascinante. Quano il gioco languiva o durante le pause gli chiedevamo :
"Dai Gianfranco facci l'Uomo Lupo !"
Cominciava allora tirandosi su le maniche, poi contraeva con forza le mascelle : il volto trasfigurava e la cosa starordinaria era che i peli sulle braccia si muovevano ! Si sollevavano e tremevano leggermente.
Rimanevamo affascinati da questa mutazione anche perché lui ci metteva sempre un po' di suspance prima di iniziare.
Gianfranco poi sapeva le cose proibite : forse perchè parlava con la Luna o probabilmente perché sua mamma faceva l'infermiera.
Una sera durante una pausa mentre succhiavamo i nostri ghiaccioli si avvicinò a noi con un sorriso e ci rivelò :
"Ieri sera la mi'mamma m'ha spiegato tutto sul sesso"
Ci stringemmo intorno a lui anche perché i ghiaccioli ci rinfrescavano. Quando l'attenzione fu completa partì con la sua lezione :
"Lo sapete come sono fatte le donne sotto?"
Silenzio. Già la cosa che esitesse un "sotto" era affascinante.
"Le donne sotto c'hanno tre buchi : uno per fare i bambini, uno per la pipì e uno per fare l'amore !"
In quel momento ci accorgemmo che i ghiaccioli non si scioglievano più. Che notizia ! Eravamo alla mercè delle donne...
Tre buchi ? E com'erano messi ? In orizzonatale, in verticale o leggermente di sbieco?
Questa informazione ci rimbalzò per mesi dentro la testa. Come facevamo a distinguere tra i tre pertugi ? Le ragazze avrebbero dovuto aiutarci, per forza! Certo quelli più coraggiosi avrebbbero rischiato e tiralà se uno confondeva il buco dell'amore con quello della pipì, ma se invece imboccava quell'altro ?
Che rischio erano le femmine. Per ora non se ne sarebbe fatto nulla.
Solo Alì rimaneva tranquillo a mangiare il suo pinguino, ma lui aveva una sorella...
Nessuno fece domande perché ufficiosamente tutti sapevamo già tutto.
Il mistero dei tre buchi si fece più chiaro qualche anno più tardi, dopotutto l'anatomia è il punto debole dei licantropi anche se molti sono medici.
Gianfranco ti ringrazio dovunque tu sia, grazie a te quando faccio l'amore mi sento un po' sulla Luna.




36 commenti:

  1. Bellissimo questo commento,hai descritto il personaggio in una maniera fantastica,in fin dei conti tutti abbiamo avuto un uomo-lupo per maestro di sesso.Ciao

    RispondiElimina
  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  3. Che carino! Certo che i bambini hanno un mondo tutto loro. In effetti la teoria dei "tre buchi" ha anche una sua logica! Bel salto indietro nel tempo, come sempre.

    RispondiElimina
  4. Ma..non c'è un errore nella descrizione delle funzioni dei tre buchi?!?!?Eheheheheh
    Che bello essere bambini giardigno!

    RispondiElimina
  5. Premesso che mammatroia non l'ho mai sentito ( che gioco è????), da femminuccia ho avuto una diversa esperienza : il mistero per noi era : da dove uscivano i bambini e cosa avessero tra le gambe i maschietti. Il mistero dei maschietti mi è stato rivelato da una bambina che diceva che suo papa d'estate girava nudo per casa con ' un coso che sbatacchiava' di qua e di là ( ora che son grande grande mi domando che razza di affare avesse sto padre! ). Il mistero dei bambini ce lo ha rivelato un'altra bimba dicendosi seriamente che suo fratello le aveva detto che uscivano dai calcagni! Immaginatevi l'angoscia...

    RispondiElimina
  6. Beata infanzia eh?!
    Anche io mi sento sulla luna quando faccio l'amore.
    Forse mio marito ha avuto il tuo stesso insegnate?

    RispondiElimina
  7. Divertente Giardigno, ma che gioco è mammatroia?
    I bambini sono sempre curiosi in merito alle descrizioni anatomiche dell'altrui sesso, io ricordo poco in merito, forse tra femmine si è meno morbose che tra maschietti, boh!
    Comunque il mistero ha sempre un discreto fascino.............
    Nessuna collezione di occhiali, anzi nessuna collezione in generale, mi piace solo accumulare libri, ne sono gelosa ed ho un debole per i pigiami!!!!!!!!!!
    Sempre divertenti i tuoi racconti, hai un modo accattivante di scrivere!
    Bravo!Syl

    RispondiElimina
  8. Il tuo “In orizzonatale,...” è molto significativo come lapsus calami. Anche a me manca il “mammatroia” a meno che questo termine non derivi da “lupo mammaro”.
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
  9. però.
    poi, sai cosa penso? che quando si fantastica sui buchi i buchi sono fantastici. possono essere tutto, contenere tutto. puoi anche caderci.

    amelia

    RispondiElimina
  10. ^___^
    quanto ridere ho fatto!!!
    ciao!
    Ale

    RispondiElimina
  11. bello imparar in modo magico e fantastico...

    monica pontitibetani

    RispondiElimina
  12. MAMMA TROIA: Gioco. Si formano due squadre, una terza persona, che non partecipa al gioco, stà appoggiata ad un albero e con le mani all’altezza dell’inguine regge la testa di un'altra piegata a novanta gradi, altre seguono in fila nella stessa posizione. Uno alla volta i componenti dell’altra squadra saltano sopra la schiena dei primi cercando di farli cadere. Non so bene l'etimologia, ma si intuisce ....

    RispondiElimina
  13. :) ..si.. si intuisce.. ma da bimbi??.. che significato aveva?.. anch'io ho avuto le mie..lupe... e ricordo ancora con che disgusto corsi da mia madre dicendole 'ma titti mi ha detto che ci si bacia con la linguaaa...che schifoooo!'...e lei..stirando..mi guardò con un sorriso serafico e rispose.. 'quando sarà il momento.. vedrai che non farà schifo..'... eh si.. la mamma ha (quasi) sempre ragione...

    RispondiElimina
  14. con me sono stati più duri...avevo un amico d'infanzia un pò bulletto che poi ha rubato la mia virtù più in là.lui aveva si e no 12 anni , io ricordo che facevo la quarta , mi prese e mi portò nel garage di mia nonna e mi disse ( in dialetto stretto ) -questo è il mio pisello , siccome sei la mia fidanzata me lo devi agitare..-io gli chiesi - ma poi io rimango incinta?- e lui -no per quello dovrei farti anche io la stessa cosa ma mi fà schifo-..Mi sà che lo posto anche nel mio blog ..che ridere

    RispondiElimina
  15. Anch'io giocavo a mammatroia però da noi si chiamava mula il gioco anche se non abito in Veneto nè in Friuli come si porebbe pensare.
    Certo che siamo un paese ben strano neanche i giochi dei bambini hanno gli stessi nomi....

    RispondiElimina
  16. certo che sono tornata...:D
    ma ho da riprendere il ritmo ahimè...
    cambiamo discorso, io ho imparato tutto da me...ma avevo due vicini di casa che volevano sempre giocare al dottore, chissà perchè...

    RispondiElimina
  17. I Bambini ci guardano....
    Ci insegnassero sarebbe meglio!!!

    mirco

    RispondiElimina
  18. E' un post strepitoso.
    Scenografia fantastica, degna di un flm in bianco e nero. Di quando non erano stati inventati i famigerati "effetti speciali" ed ancora si disquisiva sul sesso degli angeli.
    Post godibilissimo.
    Ironico. Garbato.
    Da 10 e lode.
    Ciao e a presto
    Marilena

    RispondiElimina
  19. Una terra a lungo incognita e fantasticata...

    RispondiElimina
  20. bellissimo racconto, non c'è cosa più bella dell'ingenuità e purezza dei bambini.
    buon fine settimana
    un caro saluto

    RispondiElimina
  21. Ma eravate proprio così curiosi?
    A me, una mia amica mi disse , che al mare aveva visto qualcosa che i maschi avevano fra le gambe, mi chiese : ....tu non hai notato niente?
    Io rimasi stupita, non solo che i maschi avessero qualche differenza anatomica da noi.......ma anche come la mia amica avesse potuto farsi una simile domanda.
    Ciao.

    RispondiElimina
  22. a me mio padre deve aver rubato un pezzo di infanzia, spiegandomi tutto con molto pragmatismo, da buon medico..bellissima atmosfera nel post, complimenti. ciao!
    fra

    RispondiElimina
  23. uhmmm...vuoi vedere che la teoria dei...buchi neri...è tutta merito del tuo amico uomo-lupo???

    mammatroia?!?

    ciao.

    volovivace

    RispondiElimina
  24. Ho ancora le lacrime agli occhi per le risate! Bellissimo questo post!! Anch'io ero curiosa di sapere che gioco fosse "mammatroia". Poi ho letto sotto e ho detto:" Aaaah...lo conosco!" Da me in veneto si chiama "mussachevegno" qualcosa che a che fare con il mulo, boh...comunque era divertente da morire e c'ho giocato un sacco di volte!
    Seeenti...poi non c'hai spiegato bene quando hai scoperto la verità sull'anatomia femminile............QUANTI ANNI DOPO??

    RispondiElimina
  25. Il non chiedere simulando un sapere inesistente è un classico!
    :-)

    RispondiElimina
  26. Le scoperte di mondi sconosciuti rstano in noi per sempre, e ciò che riguarda gli uomini è misteriosissimo, con gli occhi di un bimbo diventa terribilmente, magicamente, incredibilmente,favolosamente fantastico. Miao Giardi

    RispondiElimina
  27. Anche i miei di peli si muovono.

    RispondiElimina
  28. per me invece la scoperta di ciò che i maschi avevano tra le gambe è stata un orribile shock......avevo 9 anni e tornavo dal catechismo un pomeriggio.....abitavo in una cascina di campagna un pò sperduta tra i campi.....me ne tornavo appunto in bicicletta alle 16 del pomeriggio, e un uomo scende dalla sua 500 bianca e quando io gli arrivo in prossimità, mi blocca e inizia chiedendomi dove abitava un tale "Federici", io di un'ingenuità estrema gli dico che in quella via non abitava nessun Federici, e lui allora mi dice se conoscevo invece il c..... e se lo tira fuori dalla patta dei pantaloni.....vedo quel coso che mi pareva così orribile e nauseante.....dò uno strattone alla sua mano che teneva il manubrio della mia bicicletta.....e parto in picchiata, mancava un km a che arrivassi a casa mia, ma lì ho fatti volando letteralmente......sono stata fortunata che quel tipo ha desistito dal seguirmi....ma ti posso garantire che il mio primo incontro con quella cosa che tenete tra le gambe è stato sconvolgente e nauseante, ricordo tutto come se fosse successo ieri.
    Mettendo a parte i ricordi, grazie al sito che mi hai indicato sono finalmente riuscita a scaricare un nuovo template. Ti sono sinceramente riconoscente. grazie mille.
    ciao ciao
    Venus di tralenuvoleeisassi.

    RispondiElimina
  29. Beh,sarebbe divertente se una donna mi si rivolgesse con la Bongiorniana domanda: "Vuole la uno,la due o la tree?".

    RispondiElimina
  30. che bella iniziazione!!! ehehehehehehheh e che risate!!!
    certo che l'innocenza è qualcosa di favoloso!!! il mistero di quelle cose particolari e da grandi e la voglia di scoprirle è una cosa al di fuori dal tempo... però, noi bambine non è che ci ponessimo tanto il problema... anche perché eravamo lontane dal matrimonio... ci veniva insegnato questo... come anche l'idea dell'impossibilità di farlo senza l'amore.... il problema forse era la frenesia e la paura che ti prendevano quando finalmente trovavi un fidanzato e non avevi la più pallida idea di quello che si doveva o non doveva fare ... O_O
    buon inizio settimana ^_________^

    RispondiElimina
  31. finchè non ho visto il film "Helga" (film che le insegnanti di prima media mi hanno fatto vedere, dove veniva spiegato tutto su come nascono i bambini).... avevo anch'io tante fantasie sul sesso!!!!

    RispondiElimina
  32. Fantastico! Nei tuoi post riesci a mescolare meravigliosamente la realtà con la fantasia.
    Ti ho dato un premio Honest scrap, ho visto che l'hai ricevuto anche da Monica, mai premio è stato più meritato.

    RispondiElimina
  33. :))
    Avendo un fratello più piccolo, ho scoperto presto che "sotto" i maschietti e le femminucce sono diversi.
    Però anche nel mio caso (come qualcuno che mi ha preceduto), il primo incontro con un esemplare adulto di ciò che vi sta tra le gambe l'ho avuto per strada con un maniaco. Stavo camminando tranquilla dietro casa in pieno centro, verso mezzogiorno e ad un certo punto ho visto un tale che mi ha sorpassato correndo. Costui poi è tornato indietro, venendomi incontro, sorridendo e tenendosi in mano il simbolo della sua mascolinità (o meschinità, per meglio dire, nel suo caso)... io non avevo nemmeno notato dove aveva le mani, ma ho cominciato a correre come una pazza. Per fortuna ero, come ho detto, in pieno centro e a nemmeno cinquanta metri c'era una delle vie principali della città, il tale non mi ha seguito. E' successo ventidue anni fa.
    Su come nascono i bambini e cose simili ho avuto i primi rudimenti grazie a libri (per bambini) sul corpo umano che leggevo con interesse!
    Ciao

    RispondiElimina