Non so più dove ho messo gli occhiali, sono sicuro che sono
in casa, ma non ricordo dove. Mentalmente disegno la mappa dei miei
spostamenti.
Ho scoperto che passo una buona percentuale del mio tempo (in certi periodi ho
calcolato quasi il 5% del mio stato di veglia) non a trovare o cercare qualcosa
che ho perso ma a smarrire oggetti, documenti e altro.
Hai letto bene, il tempo lo passo a smarrire, non a cercare. Sono quasi convinto che tutto questo
abbandonare non sempre sia inconsapevole.
Tra smarrirsi e perdersi c'è una gran differenza.
Sono i bambini che si smarriscono i grandi si perdono, i mazzi di chiavi si
perdono i documenti si smarriscono. I soldi si perdono, sempre, anche quando li
rubano; dai carabinieri puoi fare solo denuncia di smarrimento. Quando i genitori
si smarriscono tu li perdi e ti perdi.
Lo smarrimento può ingrassare, anche se pensi sempre di
poterne venir fuori. La perdita è secca.
Passo il tempo a smarrirmi come un riflesso inconscio comunque
scommetto su di me da un allibratore che paga quote basse. Gli occhiali alla
pari, le chiavi a due, il portafoglio tre volte la posta. Se li trovo.
Spesso faccio squillare il telefono per rintracciarlo. La
mia suoneria è Good Vibration dei Beach Boys.
Non saprei spiegarlo ma smarrirmi mi dà forza, mi consola, mi
trovo meglio con gli smarriti. C’è sempre un ufficio per le cose smarrite, mai per
quelle perdute.
Perdersi è diverso, non si torna indietro, perdermi mi fa
sempre più paura.
Mentalmente trovo la X nella mappa dei miei spostamenti,
seguendo la linea tratteggiata dei passi che ricordo.
Ho ritrovato gli occhiali, la custodia è un po’ diversa.
Non
sono i miei.


