venerdì 20 giugno 2014

Appena la notte sarà un fantasma









e quelli non erano container

e questa è una storia di fantasmi, ma non è una storia comune di spettri, è una storia di fantasmi dove non è ancora morto nessuno, almeno credo. E' una storia dove gli spiriti sono cose visibili, sensazioni perse, sparizioni di materia, una storia dove l'invisibile si pesa.

Non sento piangere più la bambina del terzo piano, le coliche devono essere finite, sta crescendo. Mi manca. Intendiamoci non mi manca il dolore, il pianto convulso, inconsolabile. Mi manca la ninna nanna che gli cantava sua mamma. All'inizio pensavo fosse un pezzo di Ligabue, ma i foratoni di cui sono fatti i muri di questo palazzo spiazzavano tutti i Sol, è quasi impossibile capire la musica. Poi ho scoperto la canzone:

You raise me up, so I can stand on mountains;
You raise me up, to walk on stormy seas;
I am strong, when I am on your shoulders;
You raise me up... To more than I can be.

So cosa state pensando, ma i fantasmi non c'entrano col Sol, i fantasmi piegano i diesis. In questa casa non ci sono più diesis, nemmeno fantasmi. I fantasmi si dissolvono dopo 99 ninnenanne.

Non sento più la camminata della ballerina  che parcheggiava sotto la nostra terrazza. Lavora all'American Show dove fanno spettacoli di lap e pole dance fino alle due di mattina. Sentivo battere i suoi tacchi, era come se cucisse il marciapiede, il passo preciso del tempo senza la penitenza dei secondi, il castigo di un'ora, lo strazio della notte senza la notte. Un passo cucito dietro l'altro e i punti tenevano.

Non passa più il merci delle tre e quaranta, non irromperà nel buio col suo respiro forte e sgangherato. Quelli non erano container, ve l'ho detto fin dall'inizio. Quelli che portava erano i colori della notte. Strisce di carboncini come quelli dei pittori, molto più grandi. Difatti da Livorno non parte più la nave che porta l'oscurità della notte dall'altra parte dell'oceano, ma non vi preoccupate, non capiterà subito; abbiamo ancora un po' di buio di vantaggio, ancora qualche tenebra di scorta. Non so dirvi come finirà, se diventerà tutto un infinito pomeriggio oppure cambierà tutto in un modo radicale, definitivo; un'apocalisse luminosa. Non mi riesce immaginare quando la notte sarà un fantasma, non arrivo a concepirlo. Ho passato notti senza dormire, altre, molte, senza sognare e tantissime, da solo. Eppure non ci riesco.

Tranquillo, penso, passeranno da un'altra parte, dopotutto come ti è venuto in mente che i colori della notte possano passare da qui, in treno poi e sbarcare a Livorno? Ma dai ...

Apro la finestra, non riconosco l'ora, il cielo non sembra più chiaro né pallido, sembra tutto normale. I punti tengono.













4 commenti:

  1. i punti tengono ed anche la tua capacità di fare poesia in prosa

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  2. davvero bravo, poesia narrata, immagini fantastiche dipinte con le lettere... che altro dire.
    P.s io quella di sopra con i tacchi la sento ahhhhhhhhhh

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  3. fantasmi che poi gli dici 'buoongiorno' in ascensore e non sembrano loro, chissà se lo sono...

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