mercoledì 5 marzo 2014

Il Pipa


 
A Zia Follia e al suo ricettario infernale



Nessuno sapeva l'origine del suo soprannome, nessuno l'aveva mai visto fumare nemmeno una cicca di nascosto, il senso etimologico di quel nomignolo sfuggiva ad una normale classificazione. Non aveva parenti vivi in paese che potessero rammentare qualcosa, né esistevano fantasmi con quel vizio. Non c'erano odori di fumo quando passava.
Sul mobile di fronte al letto teneva una vecchia foto in divisa: il colore della giacca era troppo chiaro per essere quella di un soldato di fanteria, ma era troppo sul giallo per un marinaio. I nastrini sul petto testimoniavano molte battaglie, appesa sul taschino c'era una croce di guerra, ma i colori erano sbagliati; come se avesse combattuto due guerre in una. Dieci battaglie vinte e due guerre perdute.
 
Nella foto appariva giovanissimo, con un'espressione affilata, come se volesse uccidere il fotografo alla fine della seduta. Portava una barba alla Bruto, non l'assassino di Cesare, ma lo sfigato avversario di Popeye. Lavorava sui treni ma non era dipendente delle Ferrovie dello Stato, aveva un ufficio vicino alla frontiera ma non era un doganiere; portava una fedina d'oro e viveva da solo. La foto era appoggiata ad un mobile, un settimino, in uno dei cassetti, in quello di mezzo, quello del Mercoledì c'era solo un francobollo bianco con un albero stampigliato sopra, le scritte erano di un alfabeto pieno di finestre aperte, chiuse, sbattute. Appariva una cifra lunghissima, se era vero ci potevi spedire il mobile, la casa intera e ti avanzava qualcosa per un viaggio intorno al mondo.
 
Il Pipa non usciva mai in terrazza, per questo ce la ricordiamo ancora quella volta. Due giorni di pioggia ininterrotta, una specie di diluvio, verso metà pomeriggio lo videro. Indossava un camicie bianco, un paio di occhiali d'osso, un turbante. In mano teneva una rosa.
" Ora basta piovere", urlò verso lo spioncino del cielo.
E il temporale cessò di colpo, senza avvertire nemmeno un tuono, ma non venne sereno; rimase in cielo quel color ruggine che fanno le nuvole prima di morire e così rimase per un paio di giorni. Perché per far venire sereno bisogna avere una doppia anima, una colomba bianca e tre figli maschi. Lo dice anche la Bibbia.

Il Pipa morì durante una vendemmia, si accasciò come una rosa all'inizio del filare quasi a testimoniare che quell'anno il vino avrebbe fatto schifo. Nel preparare l'annuncio mortuario dovettero inserire anche il soprannome perché in paese c'erano due omonimi ancora vivi. Si dava annuncio della morte di R.M detto il Pipa c'era scritto. Il prete volle rammentarlo durante la messa della sera poi invitò tutti a pregare per la pioggia. Da mesi il paese era alle prese con una grave siccità.

Quando il Pipa raggiunse il suo posto l'Aldilà era decisamente cambiato, era tutto una rivoluzione, già si pensava di avviare la start-up dell'Apocalisse, per anticipare i tempi si voleva programmare un'APP facile da scaricare da tutti i sistemi operativi. Un angelo, uno di quelli molto svegli scambiava e-mail con Lucifero per organizzare una contromanifestazione.

"Basta con questo Giudizio Universale", vociò allora il Pipa verso uno di quei lotti di lusso dove avevano provvisoriamente sistemato il Paradiso Terrestre prima dell'armageddon.
Fu allora che Dio si affacciò su Tutto.
Indossava un camicie color ruggine, un paio di occhiali di celluloide, un cappello a tesa larga. In mano teneva un libro.
"E QUELLO CHI è", chiese all'angelo più vicino. La sua voce non rimbombava, non faceva l'eco come nei film, era invece piuttosto morbida. A distanza si sentiva l'odore di una caramella mou.
"Quello laggiù è il Pipa, Signore", rispose prontamente l'angelo.

"Il Pipa...davvero?", disse Lui toccandosi una costola, "...pensavo non esistesse"









Altri sacrilegi






Alla prime dieci e-mail in omaggio lo spioncino del cielo.

14 commenti:

  1. Sempre graffiante e esilirante, dovresti andare tu a Zelig... non lascio commenti perchè ho poco tempo ma passo sovente da te. Ho una richiesta d'aiuto per te e i tuoi lettori chi vuole aiutarmi?
    HELP
    Sto pubblicando il mio terzo romanzo ma sia io sia l’editore siamo incerti sul titolo: “Sono nera e sono bella” oppure “Sono negra e sono bella”. Cosa preferite? La togliamo la “g” (nera) o la lasciamo (negra)?
    Aiutateci con un consiglio.
    Grazie

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  2. Bello molto bello! finale poi fantastico...

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  3. Uno: io aspetto che tu scriva
    Due: quando vedo che hai postato, mi lascio il tuo post per ultimo da leggere, tipo dolce
    Tre: Quando arrivo e comincio a leggere è un pò come una preparazione, un momento di calma, mi faccio un caffè, mi siedo, guardo il monitor e inizio lentamente a leggere
    Quattro: ogni mi ripeto lo so, ma che ci posso fare, parole intrise di poesia come le tue fanno innamorare, se poi in tutta questa poesia c'è anche ironia... ok sono cotta :)

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  4. mi sa che è passata un'anima doppia, io avevo vestito per carnevale uno dei piccioni del tetto da colomba e non si è tolto il costume, fra te e me non mettiamo insieme 3 figli maschi, ma fa niente da lassù si sono sbagliati perché fuori è sereno

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  5. Ahahahah il finale è fichissimo! :-)

    PS: è il secondo blog che leggo che parla dello stesso argomento, non è che The Big guy upstairs mi vuole dire qualcosa? :-D
    Bacio!

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  6. poterti leggere è stupendo Giardi. punto. punto e basta.
    adesso però, mettiti il camicie bianco, un turbante ed esci in terrazza: sono quattro mesi che piove, abbiamo bisogno di te.... in mancanza del Pipa.
    Sandra

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  7. Un uomo che è esistito ed ha condotto la sua vita 'alla faccia' di chi lo ha sempre trattato con sufficienza ma in fondo non credo poi gli importasse più di tanto, il pensiero altrui.

    Un saluto!

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  8. Ahahah Potere al Pipa.

    procioni,sono ovunque.

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  9. Ceci n'est pas une pipe, stuitta su sé la pippa colloquiando

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  10. Dio ha la il look del Pipa e Cristo di Bono allora ?

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  11. bello, bello. bello, una penna, preziosa, elegante, graffiante, raffinata, divertente, fantasiosa, suggestiva, espressiva, e tanto altro la tua :)

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  12. Silver Silvan5 aprile 2014 19:52

    Mmm, questo non mi ha convinto.

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