lunedì 22 ottobre 2012

solo balene (un passo)



"...ora fai tre passi da formica".

Martina conduceva il gioco, i bambini erano tutti di fronte a lei, la maestra invece osservava da lontano preoccupata. Perché quando c'era la bambina coi boccoli neri (mica solo i biondi c'hanno i boccoli, maestra!), quando Martina guidava il gioco c'era da aspettarsi di tutto. Due passi da giraffa per Serena che cercava di allungare il collo mentre li faceva, un passo da elefante per Kevin che invece non voleva mimare la proboscide e allungava le gambe a compasso per conquistare più spazio. "Scossa almeno le orecchie", si lamentò Martina, però senza dargli penitenza.

"Mirco fai un passo da balena"
"... ma la balena è un pesce, non c'ha le gambe", strillò Mirco cercando la maestra con gli occhi.
" La balena non è mica un pesce!", disse Tony guardandola di più la maestra.
"Se si fanno i passi da gambero, si fanno anche quelli da balena", commentò Max nascosto dietro la sorella.
"... ma i gamberi c'hanno le gambe come noi !"
Martina si avvicino alla fila degli altri bambini, prese Mirco per la mano.
"Il passo da balena è così, io mi avvicino e ci si abbraccia tutti per un po', poi si torna al suo posto, senza fregare però", fece Martina invitandoli tutti.
Mirco durante l'abbraccio si fece tutto rosso come tutti i maschietti che partecipavano al gioco, anche le femmine rimasero un po' spiazzate, ma un abbraccio è sempre un abbraccio.

I bambini subito dopo il passo da balena piegarono la schiena all'indietro come per respirare meglio dopo un'apnea, per soffiare tutto fuori.

"Tony fa tre passi da farfalla", urlò Martina tornata al proprio posto di comando.
Toni fece tre piccoli passi appena più piccoli di un piede, ma più grandi di quelli da formica, agitando le braccia. Nessuno in giardino si accorse che però non volava.






14 commenti:

  1. un abbraccio è pur sempre un abbraccio io vivrei di passi della balena

    RispondiElimina
  2. infiniti passi di balena nel mondo e mille pensieri alle farfalle che non volano.

    RispondiElimina
  3. Fantastico Giardi, racconto innocente farcito di serenità, mi ha fatto sorridere ma l'ultima frase mi ha commossa.

    RispondiElimina
  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  5. MAICOL "PIEDE LENTO"
    Si chiamava Maicol, (nome che si pronuncia esattamente così come si scrive, ma che tutti, sbagliando, inglesizzavano in Meicol) ma se fosse nato in una tribù indiana si sarebbe chiamato "Piede Lento".
    Bradipo, per gli amici.
    Gli Indiani d'America erano un popolo molto saggio e, prima di decidere il nome di qualcuno ne studiavano per un pò il carattere per essere sicuri che il nome scelto fosse quello giusto.
    Sua mamma, invece, non ci aveva pensato neppure per un attimo.
    Aveva un debole per i nomi stranieri anche se non sapeva mai come si scrivessero.
    Maicol aveva un viso rotondo e privo di mento, occhi all'ingiù, labbra sottili ed allungate, un sorriso da sdentato, perchè i denti minuti sparivano sotto le labbra.
    Braccia lunghe e gambe corte, lo visualizzavi abbarbicato ad un albero.
    Più di ogni altra cosa gli piaceva dormire, doveva farsi le sue 19 ore di sonno continuato prima d'iniziare, se pur lentissimamente, a carburare.
    Suo fratello lo chiamava Meicol Ciuf Ciuf, però gli voleva bene
    Tutti lo sfottevano perchè tutti gli volevano bene e così si sentivano in dovere d'incitarlo.
    Tifo irridente ma benevolo.
    Lui li lasciava dire, incurante di dover dimostrare alcunchè, puntualmente arrivava ultimo, vagamente consapevole che anche l'accelerazione negativa ha una sua ragione d'essere.

    Je t'embrasse au pas de danse
    Marlene
    P:S. - Antoine, io conosco il passo del Dumbo Octopuses.
    Se vuoi te lo insegno :))))))))

    RispondiElimina
  6. che bello il passo della balena
    dovremmo farne uno al giorno
    almeno
    :-)

    RispondiElimina
  7. Che tenerezza!
    Ricordo e mi commuovo.

    RispondiElimina
  8. I passi di balena allora valgono più di mille parole!

    RispondiElimina
  9. voglio farlo anch'io un passo di balena, ma forse anche due.... posso?
    Sandra

    RispondiElimina
  10. ecco ora ho capito perchè da piccola adoravo questo gioco :)

    RispondiElimina
  11. E' cosi' tenera questa storia..tra cuccioli:-))
    Ti ringrazio, Giardi. Un abbraccio:-))

    RispondiElimina
  12. Che delicatezza questa narrazione!

    RispondiElimina
  13. Perché le donne... sono sempre un passo avanti. Bacio. P.S. Me l'ero perso...

    RispondiElimina