giovedì 5 novembre 2009

Battere il marciapiede nel Posto dei Ricordi

Piazza Gaddi Firenze 2009
_
La mamma è voluta passare prima dal cimitero quest'anno. La commemorazione dei morti cadeva male e non voleva andare con la folla della Domenica. Il grande cimitero sulla collina di Trespiano non cambia mai, ma per me quello non è il Posto dei Ricordi. Lì ci sono le ossa che ho visto tirare fuori dalla terra una fredda mattina di qualche anno fa e una vecchia fotografia del babbo in divisa.
Lì portiamo i fiori, ma a volte non ci torna in mente. Se voglio ricordarmelo penso ad altri luoghi.
-
Il babbo era vigile urbano però se qualcuno gli chiedeva del lavoro diceva che batteva il marciapiede.
"Ho battuto il marciapiede per più di trent'anni" - diceva.
Se voglio ricordarmi di lui penso a quando camminava per Piazza Gaddi, al distaccamento di Piazzetta del Salice o in Via Cairoli vicino lo Stadio dove passavamo le domeniche.
Le piazze però cambiano ed è sempre più difficile riconoscerci il nostro passato. Il nostro Posto dei Ricordi si trasforma e diventa irriconoscibile anche quando hai battuto il marciapiede per decenni. In Piazza Gaddi c'è un enorme rotonda coi pannelli solari e il marciapiede si è ristretto : è quasi impossibile girarci intorno.
-
Stiamo tornando a casa, le mie ragazze ascoltano l'IPOD e la radio dell'auto ha un bel volume alto.
Emma mi batte sulla spalla per chiedermi di abbassare il volume perché non sente bene la musica in cuffia.
La mamma si gira verso di me e mi dice : "chiaccherare fra di noi, no eh ?"
Tranquilla, ora passiamo dall'Isolotto, magari incontriamo il gelataio in Piazzetta del Salice.

39 commenti:

  1. Ai predatori
    dell'utopia

    dentro di me
    sono morte molte tigri

    quelle che sono rimaste
    tuttavia
    sono libere

    Lau Siqueira

    RispondiElimina
  2. Ciao Giardigno, odio i cimiteri e tutti i riti che li accompagnano.
    Non ci vado mai, così come faceva mio padre.
    Lui vive nella mia mente aiutata dal fatto che sono molto brava a sognare anche ad occhi aperti.
    Ho ricordi belli e ricordi brutti... me li tengo tutti.

    RispondiElimina
  3. a distanza di tanti anni ancora non accetto dentro di me questa "collocazione" del corpo di mio padre. Sono un po' nella situazione di Cindry...
    ciao
    Ale

    RispondiElimina
  4. Ha ragione la mamma...e poi tre musiche diverse in 2 mq ? Ha proprio ragione la mamma.

    RispondiElimina
  5. Mio nonno era vigile urbano, ricordo alcune vecchie foto di lui giovane in divisa circondato dai regali per la 'befana del vigile' o qualcosa del genere.... ho dimenticato dove siano seppelliti sia lui che mio padre,sono decenni che non vado più al cimitero. Il pensiero dei loro volti sorridenti basta a scaldarmi, non sento il bisogno di andare a posare fiori su un pezzo di cemento... a volte mi sento così malvagia... Ciao Cris

    RispondiElimina
  6. Penso non serva recarsi il giorno della commemorazione dei morti al cimitero... ogni giorno e luogo è sempre valido per ricordare...
    Ciao Giardigno grazie della visita... buona serata... un abbraccio

    RispondiElimina
  7. Questo post non può essere commentato in nessuna maniera ma solo letto e meditato in silenzio.
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  8. non mi piacciono i cimiteri. vorrei fare come hunter s. thompson: far sparare le ceneri da un cannone nel posto nel quale ho vissuto.
    non sono contro i cimiteri ma non sopporterei un altro vicino di casa stronzo, una volta morto.

    RispondiElimina
  9. eheheheh è vero con le bambine di adesso si parla davvero poco perché sono sempre con le cuffie o con qualcos'altro di tecnologico... ma il gelataio è la soluzione giusta per riaccendere la comunicazione in famiglia...

    RispondiElimina
  10. La solita voce fuori dal coro: non mi stressa andar per morti in questo periodo.
    Eppure ne ho, di amate persone, sotto terra!
    Giovani e meno giovani, tragedie e naturalità, tuttavia portar lì, in quelle necropoli, una bella pianta, ma bella e grande deve essere, sennò non sono soddisfatta, non mi affligge.
    Il mio dolore, il mio rimpianto ed il mio amore, non è in nessuna maniera influenzato dal recarmi in loco.
    Ti dirò, che posare ai piedi delle sepolture tanti fiori, mi sembra di tributare alla loro memoria un segno in più del mio affetto.
    Come sempre succede, queste cose servono ai vivi, ai morti non gliene importa nulla.
    Ma nulla mi impedisce, quando passo davanti al cimitero dove è sepolto mio suocero, per me un secondo padre, di alzare la mano e dire a voce alta:" Ciao babbo, stammi bene laggiù!".
    Proporrei di cantare tutti insieme in macchina....noi lo facevamo sempre con i miei, da piccole; ci divertivamo un mondo ad inventare le parole che non sapevamo e a storpiare le canzoni in inglese....altro che i-pod......... un saluto!Syl

    RispondiElimina
  11. anche a me i cimiteri mettono addosso un senso di ritualità vuota e anch'io i ricordi di chi non c'è più li tengo nei luoghi. Però vorrei cambiare argomento: via alla lista dei gelatai! Propongo: Grom al duomo, Carapina in piazza Oberdan, Carabè via Ricasoli, Pinguino zona via del Madonnone (un po' troppo dolci ma il pistacchio butta per terra!). Aggiungi (mi dicono meraviglie di un gelataio in zona Gavinana...)?

    RispondiElimina
  12. Anch'io preferisco ricordare i defunti in luoghi diversi dal cimitero.

    RispondiElimina
  13. Mi piace tanto questo ricordo di tuo padre, è sereno e dolce senza scivolare in inutili sentimentalismi. Anche a me rivedere gli ambienti in cui hanno in qualche modo vissuto persone care che non ci sono più mi fa uno strano effetto...trovandoli così cambiati è come se avessi perduto ogni punto di riferimento, come se i ricordi si sbiadissero inevitabilmente.

    RispondiElimina
  14. Che posto strano il cimitero.
    Non è triste, è solo malinconico.
    Terribilmente nostalgico!
    E' molto strano, per me, vedere tutti quei fiori nei vasi, tutti quei fiori vivi attorto alle lapidi.
    Non è strano? Sono così colorati..
    Per me è strano.

    Buona Bonfire Night!
    Bea

    RispondiElimina
  15. Chi abbiamo amato è soprattutto in noi.
    Tutto cambia ma un gelato è sempre un gelato!
    almeno lui ci riconcilia con la vita. Miao

    RispondiElimina
  16. Il tuo andare al cimitero, così naturalmente,ricordando tuo padre con una battuta aperta, con l' auto piena d' affetto dei tuoi cari, con il gelato che forse si mangia più tardi.......il più bello e il più giusto dei modi per ricordare qualcuno che è ancora con voi........mi è piaciuta moltissimo anche la poesia,sono contenta di essere passata a trovarti.

    RispondiElimina
  17. Io le chiamo mappe del cuore.
    Si allargano e si espandono quando andiamo a riascoltare i nostri ricordi.
    Il gelato è alla base della mia piramide alimentare. Nè più nè meno di una droga.
    Non sai come vivo in astinenza da questa parte del mondo, dove ogni gusto ha lo stesso sapore, sa di mer...ops,scusa eh, c'è della polemica!:-)

    Ha ragione la mamma, come sempre.

    RispondiElimina
  18. Evito di andare al cimitero il giorno prestabilito, ma una capatina in altri momenti la faccio.
    Io darei ascolto alla mamma, ha sussurrato una buona cosa.

    RispondiElimina
  19. In effetti questo post andrebbe solo letto. Mi piace il tuo modo sereno e affettuosamente ironico di ricordare tuo padre.
    Al cimitero ci vado di rado: mi intristisce e mi ricorda, qualora ce ne fosse bisogno, che il tempo passa...

    RispondiElimina
  20. è bellissimo quello che hai scritto su tuo padre, il tempo cambia molte cose ma i ricordi sono lì tutti in fila e tu li passi in rassegna come farebbe un buon vigile quale è stato tuo padre...
    sei davvero una bella persona jar...
    ciao abbraccio

    barchecricri

    RispondiElimina
  21. Mia madre è seppellita in una moderna ala di un cimitero dove il luogo in cui è fisicamente tumulata è praticamente irragiungibile.Posto in una sorta di piano sotterraneo e distante dalla lapide e dalla foto.Realizzazione pratica e anche un pò cinica della distinzione ideale tra memoria e luogo di sepoltura.

    RispondiElimina
  22. Io amo i cimiteri.
    L'odore stantio dei fiori marciti.
    Le lapidi. Gli angeli di marmo.
    L'erba che cresce disordinata tra le pietre.
    Le deboli fiammelle che non danno luce.
    Ed il silenzio.
    Sono le ultime oasi per i vivi.
    Basta non andarci il 1 Novembre.
    Giorno del turismo di massa :)
    Marilena

    RispondiElimina
  23. citi sempre il poeta, ma anche tu non scherzi quanto ad animo ispirasto dalla musa... in auto meglio la musica che parlare, non so perchè ma parlare in auto fa sempre malinconia, sempre che ovviamente lo scopo non sia quello di imboscarsi...

    RispondiElimina
  24. Estoy sobre un columpio emocional de altibajas, pero haora me empeñarè con todas mis fuerzar para cortar todo lo que sigue quemandos mis heridas...es una cosa de poco tiempo, soy un ser umano no de hierro...pero pasarà, un abrazo, volverè para leerte

    RispondiElimina
  25. Fantastiche, le ragazze! mio figlio di 8 anni è uguale !!!! alla sua età ero impantanata nello Zecchino d'oro, lui ascolta Metallica, ACDC....

    RispondiElimina
  26. Mio papà è lì dentro da nove anni ormai, anche lui indossava una divisa per lavorare ed io gli stiravo sempre le camice perchè mia mamma lo detestava. Era un gran papà e sarebbe stato un grandioso nonnno! Io però al cimitero ci andrò solo da morta...mi dispiace è un luogo che non fa per me! Ciao!

    RispondiElimina
  27. Mio padre non è in cimitero, in cimitero ci sono i suoi resti, ma lui non è in cimitero... per questo quando penso a lui non lo penso in cimitero...

    mirco

    RispondiElimina
  28. non so perché ma i cimiteri mi hanno sempre attirata; non sarò normale, ma quando mi trasferii a firenze andai a visitare diversi cimiteri... li vedo come luoghi di calma estrema, li vedo come un mondo non mondo, come morte non morte... bah!
    bacio

    RispondiElimina
  29. mi babbo che era stato in collegio dai salesiani diceva a tutti che era stato in galera. mi faceva tantssimo ridere per la fecce che provocava .. e mia madre a spiegar che no, non era la galera vera .. ma il collegio.
    un pò come battere il marciapiede!!

    che babbi poco raccomandabili che si aveva.

    a me piace ricordalo così ...

    RispondiElimina
  30. Il mio era stato in collegio ma non ne parlava MAI!
    Neppure l'ironia riusciva a tirar fuori da quella situazione.

    RispondiElimina
  31. Ciao Giardigno grazie di essere passato... son contenta ti piaccia il logo...
    Sarei lieta se entri nel fans club... magari con qualche bella storia... che ne dici?
    Pensaci!!
    Per ora ti lascio una buona serata e uno splendido weekend... un abbraccio

    RispondiElimina
  32. Io il giorno dei santi al cimitero non ci vado.....comunico con mio papà praticamente ogni giorno,non bisogna essere davanti una tomba per sentirli vicino no?A presto!Aproposito..quel gelato che gira e rigira....vederlo di prima mattina...sta girando un pò anche a me!Hi hi hi....:D

    RispondiElimina
  33. Ciao è veramente difficile ora dialogare con i più giovani, 3 anni fa andai a Riccione ed al ritorno la mia dolce nuorina fece il viaggio per ben 4 ore era con gli "ipù," ogni tanto cercavo di chiederle qualcosa, ma alla fine ci rinunciai ed iniziai a leggere, sempre meglio che sbirciare nelle auto altrui:-)) Cosa che facevo fino a qualche anno fa, poi my boss mi sgridò ahahah
    Ti auguro un buon fine settimana.

    RispondiElimina
  34. è bellissimo, mi son commossa a leggerlo
    è dolce ed intenso questo tuo commerare ..
    ciao

    RispondiElimina
  35. Bellissimo questo post. Davvero mi ha fatto commuovere

    RispondiElimina
  36. Strada facendo vivrai... per sempre.

    RispondiElimina
  37. A Trespiano c'é un giovane amore passato...

    RispondiElimina
  38. Questo post mi ha fatto venire in mente i ricordi che ho di mio nonno. E' vero, non è il cimitero che ci fa ricordare i nostri cari, ma le memorie più preziose che conserviamo di loro...

    RispondiElimina