venerdì 25 luglio 2014

Compagno Zuko



Massimo era comunista, ma un comunista vero: tessera con appena quattro cifre, casa del POPOLO (tutto maiuscolo) e distribuzione dell'Unità tutte le domeniche mattina. Marx l'aveva letto in tedesco, le opere di Lenin gli piegavano pericolosamente lo scaffale sopra il letto, Gramsci lo chiamava Antonio come fosse un vicino d'ombrellone e di Lukács citava brani a memoria anche a tavola. Prolegomeni all'ontologia dell'essere sociale era il suo ammazzacaffè. Compagni tutti gli amici, anche Compagni maiuscolo.

Massimo però aveva il suo punto debole: era andato nove sabati di seguito al cinema (e in prima visione!) a vedere Grease.  La prima volta c'era andato con gli amici e aveva commentato con disgusto. Roba borghese, l'immagine sottomessa della donna, il consumismo forsennato, il ritmo imperialistico dell'America anni 50 che voleva subdolamente conquistare il mondo. Nemmeno l'officina di Zuko riusciva ad impressionarlo, in fondo rimaneva un conservatore piccolo borghese. Ma la settimana dopo gli era toccato tornare con la fidanzata, nella sala si era ritrovato a cantare a bocca chiusa, per penitenza durante l'intervallo era corso in bagno a cantare l'Internazionale.  
La terza volta invece si era alzato sulle poltroncina ad urlare :
...
Tell me more, tell me more, did you get very far?
Tell me more, tell me more, like, does he have a car?

La volta successiva si ricordava già tutte le canzoni a memoria. La sesta volta chiamò Sandy la ragazza che l'aveva accompagnato. Per le visioni successive si era comprato un giubbotto di pelle al mercatino americano di Livorno. Si vestiva in cantina per non farsi vedere dai compagni della casa del Popolo. Aveva tre copie in videocassetta, due per la visione ed una per collezione, quando uscì il DVD ne comprò tre, quando uscì in Blu Ray lo vidi piangere. Massimo aveva ascoltato così tante volte quelle canzoni che gli MP3 avevano chiari segni di usura.

Massimo lavora in una grande cooperativa, di quelle storiche, di quelle rosserosse.
Ad un certo punto hanno cominciato ad assumere i lavoratori a tempo determinato. Scioperi, occupazione, proteste, il sindacato che batteva i tamburi dietro i cancelli. Poi sono arrivati i lavoratori stagionali e subito dopo i lavoratori a progetto (che progetto gli racconti a quelli che devono scaricare le cassete di frutta) e alla fine gli interinali assunti solo il Sabato pomeriggio e la Domenica.
...
Tell me more, tell me more, was it love at first sight?
Tell me more, tell me more, did she put up a fight?

Sono rimasti pochi di lavoratori veri nel magazzino, quelli a contratto indeterminato. Bella parola indeterminato, ci costruisci il futuro con la parola indeterminato. Non per tutti.
I suoi dirigenti hanno cominciato ad acquisire cooperative immobiliari a costruire sui vecchi terreni comprati vent'anni prima.
C'è qualcuno che si è fatto eleggere nel consiglio comunale, i più ganzi stanno nelle assicurazioni e nelle finanziarie. Il parcheggio si è riempito di Smart e Audi
...
Tell me more, tell me more, that you don't got her preg
Tell me more, tell me more, cause he sounds like a drag

Massimo è andato al cinema con la sua nuova donna a vedere Hairspray e ha visto  John Travolta ingrassato e travestito da casalinga. E' troppo facile dire che i compagni ora son diventati tutti così, dice Massimo agli amici. E' tutto più complicato, la dialettica è cambiata, il mondo è cambiato. In parte l'abbiamo cambiato pure noi, c'è sempre da lottare ragazzi  anche se lo scaffale sopra il letto ha un nomignolo svedese e non si piega più. Ce l'hai la prima edizione de Il significato attuale di realismo critico ? Dev'essere in ripostiglio
...
Tell me more, tell me more

5 commenti:

  1. Questo racconto partecipa la blog multiautore http://senzaquarta.blogspot.it/
    che vi invito a leggere ...

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    1. pubblicità e neanche tanto occulta

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  2. letto e andrò anche su senzaquarta... bellissimo racconto. Non si può resistere a Grease...

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  3. Coerenza ideale e pure un dio — se c'abbisogna —, un sapere a scafandro fatto a uomo, una pergola d'uva e sempre al salto per non capire che nulla è da capire

    Un Alea jacta est da senza dadi fatta a DNA

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  4. Il consumismo anche mentale è capace di fagocitare tutto e soprattutto sostisuisce ideologismo ad altro ideologismo, aspettiamo ..., dopo il consumismo cosa ci aspetta?
    http://specchio.ilcannocchiale.it

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