venerdì 14 giugno 2013

Gemini, un capitolo a caso




C'è sempre un periodo della tua vita in cui ti senti Cassius Clay, potrà essere anche molto lungo, forse non sarai mai in grado di essere Alì. Non è facile, ma non lo è nemmeno continuare ad essere Clay, non ci si abitua.

Il babbo riportò tre cose dalla Guerra: la coperta da soldato, la croce di guerra ed una medaglia d'argento al valore. L'ultima cosa non l'ho mai vista, ammetto di aver giocato con la croce di guerra, di aver fatto qualche nanna con la coperta (mia mamma la usava per stirare), ma la medaglia non l'abbiamo mai vista. C'è chi diceva che l'aveva perduta durante il viaggio o durante la ritirata, chi parlava di un regalo ad una vecchia fidanzata, chi sapeva per certo che l'aveva buttata giù da un ponte con l'acqua ferma ma profonda e pesci curiosi, pelosi come scimmie che si mangiavano di tutto.

Mi resta difficile credere che l'avesse persa perché il babbo aveva perduto solo due cose in tutta la vita: una dentiera (e nemmeno sua) e la fede nuziale. Nient'altro, nemmeno un mazzo di chiavi. La fede nuziale la ritrovò qualche settimana dopo averne fatto una copia, per qualche giorno girò addirittura con entrambi gli anelli, per fare prove di vedovanza...

Se vuoi sapere davvero qualcosa di una persona devi tenere conto di quello che perde, di come si smarrisce. Se volevi conoscere la sua guerra dovevi chiedergli di quella medaglia, la croce di guerra non ti avrebbe raccontato nulla di nuovo. Prima di risponderti il babbo contava fino a dieci, mica per prendere tempo, calmarsi , raccogliere le forze. Contava fino a dieci come si fa dopo un K.O.

C'è sempre un periodo della tua vita in cui sei Cassius Clay.
 
 










16 commenti:

  1. chissà se ai pesci pelosi curiosi sarà risultata indigesta, chissà
    prove di vedovanza....

    bellissimo il video :)

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  2. Se vuoi sapere davvero qualcosa di una persona devi tenere conto di quello che perde, di come si smarrisce

    Ineffabile socio, stamani riordinando l'ufficio ho ritrovato, nel fondo inesauribile del tuo armadio/documenti, una scatola sigillata con su impresso il timbro del Consolato dell'Arabia Saudita datato 17 Novembre 2003.
    Sò che non avrei dovuto farlo ma io quel pacco l'ho aperto, e sai cosa conteneva? la "Barbie Magnifica Rossa" della tua collezione Barbie/Star, quella che dicevi di aver smarrito proprio durante quel tuo viaggio in Medio Oriente e, perfettamente ricordo che per aiutarti ad elaborare il dolore della perdita di questa tua Barbie, che era quella che tu ti portavi dietro ovunque andassi inscenammo, con i ragazzi della redazione, un funerale in stile hollywoodiano, sotterrando una scatola colma dei suoi vestiti più belli (scarpe ed accessori compresi) laddove poi tu hai piantato, in suo ricordo, quel magnifico cespo di rose rosse.
    Rivedo quel giorno come fosse oggi: il cielo plumbeo, la tristezza infinita della pioggia e quella inconsolabile delle tue lacrime, e noi tutti stretti intorno a te, vestiti coi nostri abiti da sera (ecazzo, non potrei mai scordarlo quel giorno che avevo un paio di scarpe prese in prestito dalla mia amica alta uncazzoemezzo, le maledette mezze misure, 36 e mezzo quando io, invece, calzo un 37 tendente al 38, ed ero quella che piangeva di più, ricordi? bè, ora te lo confesso, era per il dolore ai piedi e non per quello stupido pezzo di plastica della Mattel che noi deficenti, per farti piacere, stavamo virtualmente seppellendo.
    Un funerale in contumacia, hai detto singhiozzando, mentre Raphael, il nostro pr, recitava sotto la pioggia la biografia di Barbara Millicent Roberts (il nome vero di quella pupattola senza tette) e noi tutti
    eravamo correlati di un componente della sua vasta famiglia: tutte le sue sorelle (io avevo Skipper ma c'erano anche i gemelli Tutti e Tod, Stacei e Shelly e la piccola Krissy) e poi gli amici e le amiche (Midge, la sua amica storica e suo marito Alan e i loro due figli, eppoi Theresa, e Christie col fidanzato Steven e la giapponessina Kayala) Mancava Ken, perchè tu non lo hai voluto però, in compenso c'era Blaine, il surfista col quale Barbie aveva tradito Ken, nascosto nella borsa di Diana, la nostra centralinista.

    Quella pupattola rossa, socio, tu l'avevi smarrita, o così ci avevi dato ad intendere, ed ecco che ora improvvisamente ricompare dopo dieci anni, sigillata in una scatola proveniente dall'Arabia Saudita.

    Uno scheletro nell'armadio: per questo, socio, ci dovrai delle spiegazioni.
    E fa che siano convincenti!!!!!


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  3. Scusa, scusa, scusa, Antoine..........non ho resistito.
    Mannaggia, invece, di andare a preparare la cena, sto qui a scrivere "stronzate" (scusa ma mi sono calata nel personaggio, sociadiantoine, e lei parla così, con toni aggressivi per nascondere la timidezza ma, in realtà, è convinta che l'ineffabile socio sia il miglior scrittore sulla piazza.
    Ed io condivido questa sua convinzione.

    un baiser
    à bientôt
    Marlene

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  4. Le prendo, ma le do anche. Mi dimentico di contare o forse ne conto di più...

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  5. se vuoi. a volte vuoi non volere e vallo a spiegare.

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  6. Poi ci devi spiegare come ha fatto a perdere quella dentiera, che non era nemmeno sua!!
    ;-)

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  7. Interessante teoria capire una persona da ciò che perde molto lapsus freudiano ......miagolii psicanalitici ..... ma non troppo

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  8. è brutto perdere le cose. ma è bello ritrovarle.

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  9. ..io ogni tanto perdo un pezzo, a volte lo ritrovo, a volte no...
    bello leggere questo post..
    complimenti!

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  10. sto pensando a cosa ho perso....

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  11. io perdo sempre tutto Giardi.
    sempre. automaticamente. poi lo ritrovo. automaticamente.

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  12. E se qualcuno dicesse d'aver perso qualcosa che non ha mai avuto?
    Sarebbe qualcosa che desidera ardentemente ma non può avere!
    O una scusa per non avere qualcosa che gli vorrebbero affibiare? "Oh grazie ma ce l'ho già, solo che non so dove l'ho messo..."

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  13. Sono i gemini. Sono come specchi. Contrari. Negazioni e affermazioni. I poli. Due che vale cosa? Uno o zero?

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