martedì 2 ottobre 2012

Sandman



L. , lo chiameremo così perché il cognome è impronuciabile, si è accorto che tutta la sua estate entra precisa dentro tre scatole ordinatutto quarantottopertrentacinque, non si ricorda più se quello di Settembre è equinozio o solstizio (equinozio), non sa se questa estate è veramente finita, ma vede che la sua, senza neanche pigiarla troppo, ci sguazza dentro l'armadio.

L. si tiene sempre da parte un costume d'emergenza, quello largo, per caso qualcuno lo invitasse in piscina. Questa cosa lo fa stare meglio. Fruga dentro il taschino posteriore e sente che c'è qualcosa : sabbia. Eppure quest'anno si è fatto invitare dalla sorella in montagna, mezza montagna come dice lei e anche due anni fa gli pare. Da quant'è che non va al mare? La sabbia è di grana grossa, troppo grande per una clessidra, troppo scura per un souvenir. Ha lo stesso colore dell'arenile quando ci passa sopra una nuvola, di quelle che passano ma poi rimangono a giocare, di quelle che rimangono per fare una bella buca.

L. cerca di ricordarsi da quanto tempo è disoccupato, quando aveva un lavoro aveva anche un nome per intero; da lì potrebbe venire fuori il nome dell'ultima spiaggia dove ha appoggiato il culo. Diciassetteluglioduemilanove, quello è il suo ultimo giorno di lavoro, quindi potrebbero essere il 2007 o 2008, due annate eccezionali per la sabbia. Comincia a svuotare il taschino del costume da bagno, poi si fruga i jeans e trova qualcosa pure lì (devo cambiare tintore, si dice), nel portafogli c'è sempre qualche granello, qualcosa trova sul frigo portatile e un bel po' nel portabagagli della macchina (mai lavare l'auto d'estate). Riesce a raccoglierne abbastanza per fare un'impronta, se il sole d'Ottobre recita bene la sua parte si può fare, pensa. Dovrebbe esserci un gabbiano dentro quella giacca di lana nera a tre bottoni, una piccola onda con un rigo di schiuma fra le mutande scolorite, un ombrellone in fondo al ripostiglio tra le bandiere rosse del sindacato, una conchiglia pulita sopra uno scaffale pieno di polvere.

Se regge il tempo.

14 commenti:

  1. Ci sono impronte anche in casa mia, la disoccupazione ci tocca sempre più da vicino a noi fortunelli.....

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  3. SE REGGE IL TEMPO
    Se regge il tempo ma, cosa più importante, se mi reggono i nervi e la salute.
    Il calendario racconta una storia che non mi appartiene, c'è troppo caldo per essere già autunno e troppo vento per essere ancora estate.
    Deve esserci una stagione apocrifa nascosta in un almanacco celato nelle biblioteche del Vaticano.
    Una stagione che s'insinua tra le altre quattro, si fa grassa o smilza, godereccia o malinconica, secondo il mio umore, secondo quanto ho dormito e come ho dormito, se ho mangiato con gusto, se la mia linguaccia ha saputo tacere al momento opportuno oppure se...... e nulla di tutto questo è imputabile agli agenti atmosferici.
    Le stagioni buone e quelle cattive sono ridotte a mera quotidianeità, indipendenti dalla velocità del vento, dalla tenuta degli argini, dai centimetri di pioggia o dalla intensità della foschia.
    Chi soffre di stipsi ha la sua primavera nel momento in cui libera lo stomaco, così come chi ha il mal di denti rinasce in un estate prematura nello stesso istante in cui la radice malata viene estirpata.
    Il calendario non è attendibile, se lo leggiamo attentamente ci rendiamo conto che è suscettibile di troppe varianti e che, forse, la sola verità è quella scritta nelle linee della mano.
    Io sono nata in Luglio ma non sono assolutamente un carattere estivo, propendo all'autunno e del tipo più brumoso.
    Non mi riconosco nel mio mese di nascita che è, per quel che mi riguarda, puramente casuale che, di sicuro, avrei scelto Ottobre e chissà, forse, la mia vita sarebbe stata tutta un'altra storia.
    Non ho avuto parola sulla mia data di nascita e non ce l'ho pienamente neanche su quella della mia morte (anche il suicidio sta diventando appannaggio dei ricchi) perchè in tutti i modi dovrò tirar avanti fino al Luglio del 2017 (questo mese, però, a ben guardare, si ripete un pò troppo nelle fasi cruciali della mia esistenza) quando estinguerò l'ultima rata del mutuo, che a mio figlio non voglio di certo lasciare sulle spalle un'eredità di tal fatta :(
    Quindi dovrò ancora pazientare fino al Luglio del 2017 ed evitare, se non voglio rischiare di morire di vecchiaia, di accendere altri mutui!!!

    Si le temps soutient......
    Je t'embrasse Antoine
    Marlene

    P.S. Scusa l'imbrattatura. Troppi errori, Eppure avevo diligentemente riletto il tutto!




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  4. può la sabbia diventare un indice di riferimento alle paturnie sociali? Sicuramente, dato il peso delle jatture che ci portiamo dietro. Però abbiamo ancora la possibilità di gettarla per strada, per liberarci di zavorre inutili...

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  5. il tempo regge....e si può fare l'impronta così la guardi e vedi che ci sei...

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  6. regge regge quello non ce lo fregano

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  7. a proposito la storia del gabbiano l'ho vista solo ora è straordinaria :)

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  8. Per il calendario siamo in Autunno ma questo Mondo, a causa nostra, è malato e ti assicuro che il tempo reggerà.
    Ma solo per altri 28 giorni.
    Poi arriverà Samhain.
    A presto Giardi

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  9. I tuoi racconti sono sempre surreali, a volte faccio fatica a confrontarmi con l'altra dimensione che proponi. Ma poi, in qualche modo, ne esco rinnovata.

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  10. Oggi ho assunto in prova una persona, non proprio di primo pelo e disoccupata da tempo. La speranza nelle persone è tutto, molti però l'hanno persa in questo paese. Quando gli ho detto: "Va bene vieni lunedì" gli son venuti i lucciconi. E a vederlo così felice anche a me. Ogni cento F. c'è un G. La speranza muore in queste proporzioni. Ciao

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  11. quanto è vero quello che dice sara

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  12. è proprio vero, quando si legge un racconto di giardi, ci si immerge in un'altra realtà, io non faccio nessuna fatica a entarci dentro, la mia fatica è a venir fuori...
    la sabbia sottile e bianca di castiglione viene fuori dappertutto, persino dai barattoli dello zucchero, la speranza invece deve essersi nascosta nel barattolo del sale grosso, lo uso di rado...baci

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  13. Il problema sono sempre quelle maledette scatole, che stivi in armadio con la scusa della memoria da conservare, e che pian piano invece da colorati contenitori di futura speranza diventano gabbie di false illusioni.

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