giovedì 28 febbraio 2013

Bacio man (3)




Suona strano, ma dovete credermi, quello che un supereroe può veramente scegliere durante la sua vita è il momento di morire. Nel mio caso non sarà un meteorite ad uccidermi o una sostanza alla quale sono decisamente allergico, non sarà nemmeno il mio acerrimo rivale Semicolon a sconfiggermi, ci saranno momenti di debolezza  durante il mio declino (chiederò pietà, lo ammetto) e non ci sarà nemmeno una donna a piangermi durante la mia esecuzione. Una donna magari che non conosce la mia vera identità come capita a quasi tutti i supereroi. Perché lo sanno che sono Bacio man. Verrò sconfitto da Rasauristick uno di quei personaggi secondari che compaiono sempre nelle storie, un Maramaldo moderno, un Bruto minore se mi va di lusso. Uno di quelli senza poteri eccezionali a parte il rivestimento di carta stagnola intorno alla corazza a protezione di un corpo cheratinico luminescente, uno che pensavo sapesse solo difendersi. Quanto mi sbagliavo.

So già come mi torturerà utilizzando gancetti arrugginiti di vecchi reggiseni, è sicuro che mi taglierà la testa facendo il filo ad un vecchio vinile dei Jethro Tull lasciandomi come unica consolazione quella di scegliere la canzone durante il taglio. 

Quando mi troveranno i poliziotti del decimo distretto cominceranno a transennare la zona, a sgomberare i palazzi nel raggio di qualche chilometro, verranno chiuse alcune scuole e l'autostrada ma in un solo senso di marcia. Mi dispiace sarà una bella scocciatura per tutti, ma nel pomeriggio si potrà tornare nelle proprie abitazioni, verranno ristabilite le comunicazioni, ripristinato il traffico. Le scuole invece rimarranno chiuse tutto il giorno, dopotutto c'è da far brillare un cuore inesploso. 



Vita di un supereroe - primo capitolo 
Vita di un supereroe - secondo capitolo 







lunedì 25 febbraio 2013

Plutone era un pianeta simpatico (2)



Sono stato un sottocuoco, un sottocuoco di terza o alla terza, non ho mai ben inteso cosa intendevano quando mi chiamavano così. Non vi preoccupate, di certo non sarei in grado di scrivere un blog di cucina, non potrei proprio farmelo un blog di ricette perché ho lavorato da stagionale per quattro anni in uno di quei ristoranti per turisti vicino la stazione di S.M.N. Una cucina decisamente troia, da una botta e via.

La mia corvée mattutina era la seguente : preparazione del ripieno per i cannelloni utilizzando gli scarti di arrosto della sera prima; allungare la besciamella (omissis); tritare la foresta di prezzemolo con un coltello modello machete; squamare pesci dall'identità provvisoria (omissis); preparare il trito del ragù (doppio omissis); rianimazione dell'insalata di riso.

Questa operazione la devo raccontare perché era quella che la mattina ci imbarazzava di più, consisteva infatti nell'aggiungere nuova insalata di riso ai resti di quella sopravvissuta la sera precedente, più che una rianimazione, in termini medici sarebbe stato meglio utilizzare la parola trasfusione; il tutto all'interno del solito vassoio.

Lo studente di matematica all'ultimo anno che lavorava da sguattero nella nostra cucina...
Però che bello, mi piacerebbe scrivere una poesia con il verso : lo studente di matematica all'ultimo anno, un giorno troverò la chiusa e scriverò questa poesia su un foglio a quadretti macchiato di peperonata. 
Lo studente di matematica all'ultimo anno che lavorava da lavapiatti nella nostra cucina aveva sviluppato una formula secondo la quale (stimando il peso di un chicco in circa 1/45 di grammo) dovevano esserci approssimativamente 65/67 chicchi (un grammo e mezzo circa N.d.A non matematico) sempre presenti , immangiati dall'inizio dell'estate. 

Proseguendo nei calcoli arrivammo a comprendere che l'Universo era curvo sì,  ma non come una palla da baseball o un uovo di gallina, non c'era una curvatura negativa (i confini si vedevano bene), lo spazio ha la forma di un vassoio ed è leggermente sbreccato sul lato sinistro. A sinistra guardando il culo della cameriera. 










Plutone non era da squalificare 1 

mercoledì 20 febbraio 2013

Tantrismo alla guida dello scooter (anschluss)




Secondo una legge scritta e subito dimenticata dai cacciatori di nuvole i cirri di forma allungata paragonabile alla sagoma di un coccodrillo sono da considerare draghi, mai coccodrilli, né caimani, né tantomeno alligatori. Le nuvole possono essere solo draghi

Le buche sulla strada, ricoperte provvisoriamente, dalla classica forma allungata che ricordano il profilo di un drago sono viceversa da considerare coccodrilli, a volte alligatori, eccezionalmente gaviali, mai draghi.

Le toppe che trovo in via P., specie quelle vicino alla mezzeria, ricordano la forma di alcune nazioni europee, ma i confini non sono precisi, è come se ci fosse stato una forma inconsueta di anschluss, fuori dalla Storia. E' come se le Isole Samoa si fossero annesse la Germania, l'Austria avesse conquistato le Barbados, la Finlandia attaccato una parte dell'Indonesia (Bali compresa), come se la Spagna avesse il bernoccolo della penisola di Kola e la Francia un bubbone grosso con sopra il ghiaccio della Groenlandia. 

Leggere una strada è più facile che decifrare il palmo di una mano, difficile catturare draghi solo con le mani, impossibile rubare il fuoco un'altra volta.






Tantrismi precedenti 
Tantrismi precedenti 




venerdì 15 febbraio 2013

tutto (4)



Leggere un libro di astronomia con una luce rossa aiuta a capire la formazione dell'universo, puoi arrivare a comprendere meglio la vita di una stella perché poi questa passa al giallo ed al bianco intenso ed è quasi impossibile leggere. Così dicono. Ci sono delle statistiche precise che raccontano di un 0,03% della popolazione mondiale rapita dagli alieni all'interno di cinema porno e questo quando la trama prevedeva un dialogo, quando gli attori non scopavano. Addirittura, nel 98% dei casi, il rapimento è avvenuto durante la scena di un  bacio e nei film porno lo sapete : un bacio è una bella eccezione. Questa percentuale minima di sequestrati però non è mai tornata sulla Terra; invece, e questo ve lo dico io, gli altri rapiti i marziani ce li rendono tutti. La trama di questo racconto sarà come quella di un film porno pertanto non vi stupite di questa mancanza di omogeneità, sarà tutto un po' refrattario.Magari fra un po' mi spoglio perché basta trama !

Le sale a luci rosse in città hanno chiuso da diversi anni, la cosa che mi ha stupito è stata che tutti questi cinema sono riusciti a cambiare destinazione d'uso, una sala è diventato un supermercato di primizie, un altro un negozio di abbigliamento di lusso, quello più vicino al centro un fast food vegano. Ci sono cinema storici ancora chiusi con vecchie locandine attaccate al vetro, annunci di professori che fanno ripetizioni, volantini di idraulici molto molto economici e polvere, tanta polvere. Esiste qualcosa di più triste di un cinema chiuso? Sì, la polvere in un cinema chiuso.Le sale dei cinema porno invece no, hanno cambiato completamente la loro natura. Certo in quelle sale potevi farci di tutto.

I miei una volta ci andarono davvero a vedere un film a luci rosse, di quelli dove davvero si vede tutto. Ma tuttotutto, come diceva il babbo. Se non mi ricordo male andarono in quello in centro, vicino Ponte V. tanto per capirci, così, in caso qualcuno li avesse intercettati, c'era sempre la possibilità di dirottarsi verso le vetrine delle borse che non ci potevamo permettere o delle pellicce che ormai son fuori moda da un pezzo, ma chi le compra più sti aggeggi con le bestie. Il babbo inciampò sullo scalino di marmo dopo la porta a vetri, si voltò tutta Via G., persino il trippaio di S.Spirito lo vide andare carponi. Vedi, quando uno vuol passare inosservato. Il film era uno di quelli con la trama perché la mamma non avrebbe accettato di andare a vederne uno tutto zumpa-zumpa. Nella classificazione odierna sarebbe stato un film molto double con una sola scena threesome , ma vi prego non me lo fate spiegare. La scena a tre fu l'unica che mi raccontarono perché..., non lo so perché. In realtà nel film solo due facevano sesso mentre il terzo teneva la mano alla protagonista, al culmine (perdonatemi!) un orgasmo a tre concludeva la scena. Chissà dov'erano posizionati gli alieni quella sera, come si sono persi un'occasione come questa è da non credere. 

Tra un po' continuo questo racconto, non vi preoccupate, ora fatemi rivestire. 







tutto precedenti 

martedì 12 febbraio 2013

Tantrismo alla guida dello scooter (meditazioni sul cavalletto)




Il viaggio su un fiocco di neve quando il centro del cristallo è  il posto più caldo del mondo, più bollente del deserto più torrido, quello dove non ha mai nevicato, dove esiste una tribù che pensa così intensamente la notte da saltare tutti i tramonti; l'unico posto dove si può portare in mano camminando, un passo per respiro, un fiocco di neve senza sciogliersi. 

Al viaggio del mercante che passa tutti gli anni per comprare i tramonti che avanzano e che torna sempre a mani vuote perché parla una sabbia diversa.

Il viaggio di una penna sul foglio quando l'inchiostro è nero come l'angolo più oscuro dell'universo,  buio perché non ha mai visto il bianco degli occhi di una stella. 

Una volta ho preso un treno per amore, ferma in posti dove non mi conosce nessuno. 

giovedì 7 febbraio 2013

Tantrismo alla guida dello scooter



Cambia il tempo, cambia la giornata, potenza di una nuvola scura, bucherellata, bucciata, appena un po' di cellulite sull'alto culo azzurro. Copre il sole, un minuto forse due, non gli avresti dato una cicca a quella nuvola, l'avresti classificata solitaria anche pensando un cielo più piccolo. 

E' una giornata diversa, te ne accorgi perché hanno cambiato la luce dei semafori, il rosso non ha più quelle sfumature venose che aveva prima, la luce dei led fa tutto più vivo senza dare un respiro. Lo stesso vale col verde, solo il giallo è rimasto uguale; ci sono affezionato perché penso che il primo bacio dovrebbe durare il tempo di un giallo. Così hai tempo di pensarci e concentrarti sul secondo. E' il secondo bacio quello che vale veramente. 

Il Giovedì è notte di favole, ma le bambine sono stanche, non è come il Venerdì o come la domenica che devi aggiungerne sempre un'altra. Il Giovedì crollano stanche prima della fine. Allora succede che la mattina a colazione c'è sempre qualcuno già seduto a tavola, perché le favole non finite vogliono soddisfazione. Allora succede che ti ritrovi a fare colazione con il cestino di Cappuccetto, a giocare a carte col Gigante Gentile (non è vero che non sa perdere). Mi è capitato anche di accompagnarne a casa qualcuno. C'era la Principessa Millefiocchi, quella sposata con Re Nodo, quella che si scioglieva in pianto tutte le volte, quella che alla fine volava via in groppa ad un Mangianuvole giallo. I Mangianuvole si caricano di lacrime come un temporale e fanno finta di piovere, giuro che non te ne accorgi nemmeno da vicino. Comunque la Principessa abitava in un paese vicino al mio, mi stava di strada per andare al lavoro, viveva in una casa dove c'erano le luminarie di Natale attaccate tutto l'anno. 

L'accompagnavo con lo scooter, lei era un tipo che non ti stringeva, non abbracciava, non si teneva attaccata a niente, come se fosse su un Mangianuvole. Mi salutava facendosi saltare in bocca un accento, è uguale ad un arrivederci ma ha appena piovuto. 

lunedì 4 febbraio 2013

Tutte le poesie (le quartine fanno male)



Scrivo 
un pacchetto di poesie al giorno 
ma posso smettere, 
posso smettere quando voglio