Non è una metafora, in quella zona il sole tramonta dietro la pompa del diesel. Dentro quel distributore abbandonato da quella compagnia, aiutatemi col nome, una delle sette sorelle, la più vecchia, quella senza denti; dentro quel distibutore ci dorme una donna. Ogni mattina apre l'autolavaggio, quello è rimasto ma le benzine non arrivano più, un macchinario formato da due coppie di spazzole color barcode, hanno tutto l'aspetto di vecchi spazzolini da denti. Dentro ci dorme una donna, nessuno sa come faccia, tutte le mattine apre l'autolavaggio, apre una sedia a sdraio bicolore con scritto sopra ancora leggibile: Bagno Pineta-Cattolica. Apre un libro con la copertina gialla e sulla costola consumata si legge appena: mag ici. In terra ci sono altri due volumi: Pelle di zigrino e Martin Eden; lei sembra leggere solo quello con la copertina gialla e il titolo accennato. Quando inizia la lettura punta i piedi verso il nord, ma non è subito Nord perché i piedi prima tremano come la freccia di una bussola. Quindi esiste un nord magnetico diverso da un nord geografico diverso dal nord di questa donna.
Le persone gli lasciano le chiavi e tornano più tardi a riprendersi la macchina pulita, lavorano tutti in zona, la conoscono bene, qualcuno la chiama Marzia gli altri la chiamano Michela. Lei sorride senza correggere, ride bianco come le luci della retromarcia.
La sera prima di tutto chiude l'acqua, poi la sdraio, il sole tramonta dietro la pompa del diesel, da ultimo chiude quel libro.
Secondo me, dopo, va a letto con Martin Eden.
Primo capitolo





