Suona strano, ma dovete credermi, quello che un supereroe può veramente scegliere durante la sua vita è il momento di morire. Nel mio caso non sarà un meteorite ad uccidermi o una sostanza alla quale sono decisamente allergico, non sarà nemmeno il mio acerrimo rivale Semicolon a sconfiggermi, ci saranno momenti di debolezza durante il mio declino (chiederò pietà, lo ammetto) e non ci sarà nemmeno una donna a piangermi durante la mia esecuzione. Una donna magari che non conosce la mia vera identità come capita a quasi tutti i supereroi. Perché lo sanno che sono Bacio man. Verrò sconfitto da Rasauristick uno di quei personaggi secondari che compaiono sempre nelle storie, un Maramaldo moderno, un Bruto minore se mi va di lusso. Uno di quelli senza poteri eccezionali a parte il rivestimento di carta stagnola intorno alla corazza a protezione di un corpo cheratinico luminescente, uno che pensavo sapesse solo difendersi. Quanto mi sbagliavo.
So già come mi torturerà utilizzando gancetti arrugginiti di vecchi reggiseni, è sicuro che mi taglierà la testa facendo il filo ad un vecchio vinile dei Jethro Tull lasciandomi come unica consolazione quella di scegliere la canzone durante il taglio.
Quando mi troveranno i poliziotti del decimo distretto cominceranno a transennare la zona, a sgomberare i palazzi nel raggio di qualche chilometro, verranno chiuse alcune scuole e l'autostrada ma in un solo senso di marcia. Mi dispiace sarà una bella scocciatura per tutti, ma nel pomeriggio si potrà tornare nelle proprie abitazioni, verranno ristabilite le comunicazioni, ripristinato il traffico. Le scuole invece rimarranno chiuse tutto il giorno, dopotutto c'è da far brillare un cuore inesploso.
Vita di un supereroe - primo capitolo
Vita di un supereroe - secondo capitolo



