mercoledì 30 gennaio 2013

Il forigioco spiegato alle mi' figliole





Non dovete crederci quando vi dicono che la difesa fa vincere il campionato ma è l'attacco che fa vendere i biglietti. Non è vero.

Non esiste nessun collegamento, come non c'è legame tra il calcio e la vita. Non credere ad una vita da mediano, alla solitudine dell'ala destra, all'angoscia del portiere prima del calcio rigore, a quelli che non giudicano un giocatore dai particolari

Ieri sera qua fuori c'era un cielo con la casacca a righe rosse e blu, un cielo così non gioca per nessuno, sull'almanacco del calcio non esiste una squadra con quelle strisce. Qualcosa di simile lo trovi, ma non fa lo stesso. Non aveva un tifo organizzato, c'eravamo solo noi senza striscioni e nemmeno la sciarpa. Abbiamo perso nettamente. Puntavamo ai supplementari.

Il fuorigioco è una tentazione, non è posto dove ti ci puoi trovare per caso,per sbaglio, forse in altri sport, ma non nel calcio. Quando giocavamo nel campino di fronte casa avevamo battezzato l'albero sghembo che stava a pochi metri dalla porta come "l'albero del fuorigioco". Oltre quel tronco non potevi andare se non c'era un giocatore della squadra avversaria. Era uno di quegli alberelli con la testa grossa, sempreverde, fiori bianchi d'estate quando gli giravano, ma gli dovevano girare bene. E' difficile stare in riga con un albero, ci sarà sempre una parte di te che sarà in fuorigioco, giusto un capezzolo, un ventricolo, un lobo frontale (quello delle emozioni forti), mezzo piede, la rotula che si muove peggio e fa male. Quando veniva colpito forte da una pallonata, lo scossone faceva cadere i fiori bianchi rimasti (ci sono stati anni buoni), quando stavi sotto era meglio di un goal.









Forigiochi precedenti 

lunedì 28 gennaio 2013

La favola sull'invenzione del protomaiale volante (Matilda)




In quegli anni molte cose stavano cambiando, la Luna per esempio si schiacciò ai poli e ingrassò sull'equatore prendendo almeno due taglie. I bambini trovarono parecchie difficoltà a disegnare la nuova luna ingrassata. Si cominciò a contare solo gli anni pari nella speranza di arrivare prima alla prevista ripresa economica. Si pensò di togliere dai libri di Storia la scritta A.C. e D.C dopo la data, giusto per non offendere nessuno. Nei giorni dispari però continuava a piovere, quasi per dispetto. In quell'anno, multiplo di 14,  si riuscì a debellare il Rhincophorus Ferrugineus, il punteruolo rosso, il micidiale coleottero responsabile del più grande disboscamento che il nostro pianeta ricordi . 

Uno staff di ricercatori di Kingston in Jamaica selezionò un altro insetto, la Cimex Tetris, una cimice gialla/rossa/blu/verde in grado di attaccare il coleottero schiacciandone le uova. Gli esperimenti e le prime prove di coltura della cimice furono effettuate creando un' ulteriore cavia di laboratorio che si dimostrò particolarmente adatta allo sviluppo del nuovo insetto : il protomaiale Matilda o giallo BB.
Mentre la cimice Tetris venne chiamata così per la colorazione che ricordava il famoso gioco ad incastri, il protosuino fu battezzato Matilda perché per la sperimentazione dei primi esemplari furono spesi circa 500 dollari ed a causa di un errore tecnico nella chiusura delle gabbie gli stessi esemplari fuggirono per poi ritrovarsi nelle foreste del Venezuela. Proprio come nella canzone di Bellafonte !!!

Fu in quell'anno che le stelle si allontanarono, tutte insieme Sirio compresa,  di un anno luce dalla Terra convincendo qualcuno che, insomma, il pianeta non era poi così tondo come ci volevano far credere e le stelle fisse esistevano per davvero. Il Sole fu costretto a buttare tutti i pantaloni con vestibilità slim fit. 

La Cimex Tetris sconfisse definitivamente il coleottero nemico delle palme, ma c'era una controindicazione. Una volta debellato il nemico per le quali erano state programmate gli insetti cominciarono a volare per le città attaccando gli uomini. Il morso della cimice era stato previsto dagli scienziati e reso prontamente innocuo prima del lancio sul mercato. I protomaiali Matilda non presentavano alcun tipo di sintomo una volta morsi dall'insetto. Per gli uomini fu diverso. I soggetti umani esposti al morso perdevano ogni stimolo al bacio, addirittura sul 90% del campione fu riscontrata la presenza di altissimi livelli di cortisolo; inspiegabile. Uomini e donne parevano aver perso la volontà chimica e fisica per il bacio. Un gruppo di filematologi dell'università del Texas studiò per settimane un campione di duecento persone che continuava ad ignorarsi, anche forzare l'atto del bacio o agire sul livello di ossitocina non portò a nulla. I soggetti preferivano perdere tutto al poker on line. 

Fu in quell'anno che furono aggiunti due buchi alla cintura di asteroidi che sta tra Marte e Giove. 


continua ...



venerdì 18 gennaio 2013

Tutte le poesie (si salvano)



Tutte le poesie 
nemmeno una decente
so dove sbaglio
perché vedo il foglio bianco, sempre, come una 
speranza
(non fare versi così lunghi).
Quando non c'è niente da scrivere ci cammino 
sopra
senza impronte
ci pattino, è l'unico posto dove mi riesce.


Ci scrivo sopra un numero di targa con la 
                                                             provincia
se facciamo in tempo ci sono ancora città così,
mi invento un numero di telefono, 
troppo lungo anche questo, come i versi 
occupato
mi appunto il nome di una strada che non esiste
dove abita qualcuno da una vita 
Via del Martire Ignoto 
Via delle albicocche verdi che mangiavi da 
ragazzino 
eccola
via non tutti siamo pronti per la Marmellata 
(maiuscolo mi raccomando)
fisso un appuntamento proprio lì.

Non sono neanche un poeta 
il mio verso si allunga e muore 
allora scrivo,
ci vivo sopra.









POESIE PRECEDENTI

mercoledì 16 gennaio 2013

a colori (2)



era verde il fiore timido che appuntavi sulla giacca, lo sapevi che non è facile con me fare il rosa pallido senza guardarmi. abitavi in una casa gialla in fondo ad una strada bianca, senza luci, i sassi si illuminavano solo  quando pioveva e i papaveri non osavano mettersi in fila sul fosso per non stancarti. la tua casa non era segnata da nessuna parte ma c'era qualcosa di te che si vedeva dallo spazio come la grande muraglia cinese. era un posto senza arcobaleni ma solo perché quando fanno troppa strada gli arcobaleni si vedono solo sei sotto la pancia dell'indaco. quando vincemmo la guerra con le nuvole, la pace durò un violetto o forse due, poi il bianco con la classica manovra a tenaglia ti portò lontano da me. o forse sono io quello prigioniero, tu hai ancora la tua divisa rossa come il primo maggio sul calendario : non sei certo una domenica qualunque.

sono il prigioniero che non torturano più solo perché mi manchi, ho confessato tutto in turchese chiaro





lunedì 14 gennaio 2013

Zibo 2



Alla fine te la sei fatta. Non so ancora come ci sei riuscito, come ti sei fatto convincere. Il commesso ha insistito tanto sul risparmio, sulla possibilità di comandarla a distanza con un SMS, è silenziosa anche di notte come piacciono a te. Alla fine te la sei fatta, ti sei comprato una lavatrice con 15 kg di carico, così puoi farla una volta sola la settimana. Hai cominciato a radunare la tua roba, bianchi, colorati , smunti e sballati: gli smunti sono quei capi che lavi da una vita e dai quali non vuoi né puoi separarti, strafatti di centrifughe; gli sballati sono quei capi che una volta (ma una volta sola!) hai lavato insieme ai colorati ed ora hanno un aspetto strano, un colore di sottofondo, psichedelico.

Ti ricordi tuo padre? Lui il bucato se lo faceva da solo e le camicie tutte a mano, pare di sentire ancora il tract tract tra della manopola girata tre-quattro volte alla ricerca del programma perfetto. Però non stendeva, si rifiutava di mettere fuori i panni, si imbarazzava pure tua madre perché le vicine erano tutte pronte a chiedere : come mai gli fa lavare la su' roba? Che si separano ? Macchè l'unica cosa che separava erano i bianchi dai colorati, le camicie col bottone da quelle col colletto alla francese. Tua mamma si vergognava soprattutto perché era capace di affacciarsi in cortile ancora con la retina nei capelli, quella che portava la notte per non perdere la piega del ciuffo.

Hanno buttato via lo stampo, si dice così e insieme allo stampo hanno buttato via la matrice, gli incastri e l'anima, non c'è verso di rifarlo uno così, senza spigoli, così poco aerodinamico da farci le stallattiti nella galleria del vento. Come diceva lui, quando nasci non ce l'hai gli spigoli, ti vengono dopo con la vita, più ti avvicini alla fine più ti appuntisci.

Hai scoperto che i calzini bianchi pesano più dei colorati, gli slip pesano più dei boxer, le camicie a quadri meno di quelle di oxford. Hai trovato una maglietta rosa in fondo allo scaffale, non è la tua misura, non ti ricordi nemmeno chi l'ha lasciata. Meglio non pesarla. Ti sei accorto che se carichi la lavatrice a pieno carico non hai più niente dentro l'armadio, rimani solo con quella felpa che spela come un gatto.

Mandi un SMS alla tua nuova lavatrice con la tentazione di scrivere ci vediamo dopo, comunque dovrebbe staccare verso le undici e mezza.









martedì 8 gennaio 2013

juppiter - secondo capitolo



Quando ti guardo dormire divento creazionista, per il modo di chiudere le gambe, di buttare il braccio in alto sopra il cuscino mi fai capire che non tutti veniamo dal mare. Tu sei creatura dell'aria, un uccello, non una rondine da filo o un gabbiano da poeta, tu hai il coraggio dello storno. Il coraggio di occupare posti che non si pensano più, di dormire sopra alberi che si vergognano della città. Eri creatura d'aria e sei tornata.

Io sono animale di terra di quelli che non hanno mai provato a tornare al mare, mai scappato. Ho gli occhi di mia madre, i piedi del babbo, la stessa angolatura delle mani di uno zio che tassellava i cocomeri fuori stagione, la bocca di un nonno che cantava romanze sotto le finestre e non tornava mai a casa bagnato. Ho anche qualcosa, un pezzetto di qualcuno che nessuno in famiglia conosce, non è roba nostra e forse alla fine la dovrò pure rendere.

Il mio pediatra diceva che ero un falso magro, non ha mai capito in cosa consisteva la bugia, forse nel correre sempre, nel bruciare troppo, mi aveva trovato un soffio al cuore però non mi limitava nell'attività sportiva. Non era un soffio abbastanza potente per spengere le candeline sulla torta bastava appena a gonfiare una vela. E' stata la mia fortuna, per quelli come me che non scappano dalla terra, è l'unica maniera per avvicinarti.





 

venerdì 4 gennaio 2013

uno zombie degli anni '90 (IV capitolo)



non so che musica suonano all'inferno so che l'acustica non rende in paradiso funziona un canale solo invece qui suonano tutti Battisti ce ne sono un po' che li hanno seppelliti con la chitarra acustica e suonano tutti Battisti però fino ad "una giornata uggiosa" oltre non si va c'è Riccino che riesce a suonarlo con una corda sola quella canzone quella ci commuove tutti anche se a me mi sta un po' sul cazzo Riccino e anche Battisti e anche la canzone

non son stato divertente e penso a te credo che scritta meglio di così non si può perché se a un appuntamento non riesci ad essere divertente vuol dire proprio che hai altro in testa non è quella giusta non hai quello che serve

è tornato Doctie anche lui l'hanno messo in terra con la chitarra ma lui mi piace perché conosce tante cose per esempio sa che non tutti possono diventare zombie solo i condiritti quelli segnati c'è una malattia un tumore bisogna avere un condroma epifisario ginis mi pare che è particolare un tumore che fa cartilagine intorno alle ossa per questo ce ne rimane sempre anche da morti per questo ci muoviamo non è che camminiamo come nei film di Romero o Dead man walking o Call of duty voi non lo immaginate ma quello che ci ha preso di più è M.J. quando fa Thriller noi ci si muove così certo che si balla non ci strascichiamo per niente a parte il moonwalking si fa quasi tutto da morti e non importa aspettare la mezzanotte quando sei morto impari ad andare a tempo se non lo hai mai fatto cause I can thrill you more than any ghost who would dare to try

sogno un cimitero di campagna e io là questa cosa comincia a prendere troppo smettila subito Doctie