venerdì 30 novembre 2012

Tatù you - 2


Potrei farmi un tribale. Ma di quale tribù sono diventato ?

Della tribù che esce sempre sconfitta alla fine del film, perché non arrivano mai i nostri, di quella che non ha mai visto l'uomo bianco oppure quella che sta sopra il giacimento di Coltan e si deve levare dai coglioni...
Quale tribù siamo diventati ? Apple, Android, Moser, Saronni, Wagner o Verdi, fiori freschi o fiori finti che sembrano uguali a quelli veri se non li tocchi.
Una tribù finta ribelle che vota il candidato giovane in maniche di camicia, quella dei bambini in divisa che segue il capo fino alla morte, la tribù senza patria che vive sotto le tende in fondo al deserto, quella multiplayer che fa le stragi con la playstation...

Le tribù di dio, tutte diverse, tutte con quello buono, tutte con quello giusto, da giocarselo on line quando lo danno a 1 a 12.

Di che tribù siamo diventati



continua




Primo capitolo

martedì 27 novembre 2012

macchina del tempo (un incontro, un viaggio: non sparare)



Certo che ti riconosco, anche con il codino di capelli bianchi e la barbetta a punta come la mina di un lapis, dovresti avere ancora qualcosa di mio addosso, una cicatrice di passo breve. Non è fatta con le nocche di un pugno, ti ho dato un morso quel giorno, ormai quel segno si vede solo controluce, d'estate, quando ti giri a vedere i culi che passano.

Certo che me lo ricordo com'è successo, mi ricordo parolaperparola:

E io chiamo il mio babbo che fa il vigile e c'ha la pistola

E io chiamo il mio che fa il carabiniere in pattuglia

E io chiamo mio nonno che fa il tagliaboschi e spezza i tronchi coi bracci

E io chiamo mio zio che fa il pugile e combatte per il titolo

E io chiamo quelli del mio palazzo che son tutti camionisti

E io chiamo quelli della stazione dei caramba dove sta il mio babbo

E io chiamo il re del mare per affogarvi tutti

E io chiamo il mago delle fiamme che prima vi brucia perbene

E io chiamo Cassius Clay

E io chiamo Joe Frazier, eppoi ora si chiama Alì, imbecille

E io chiamo l'uomo ragno

E io chiamo nembo kid

E io chiamo un mostro dallo spazio che ti disintegra, chi cazzo è nembo kid ?

E io chiamo il capo degli zombi a mangiarti il cervello

E io chiamo la russia

E io chiamo l'america

Poi sono arrivati i cazzotti, il morso in quel punto della faccia che fa un riflesso quando ti giri a vedere i sederi; tua moglie ti controlla così. I colpi di mortaio sulle file delle reclute, i cecchini sulle colline senza più alberi, c'è davvero il re del mare col nomignolo giapponese e fa scomparire isole intere, ci sono un sacco di zombi in giro per mangiarti il cervello non li distingui come nei film, hanno buttato giù un muro poi si sono fermati, Alì è ancora vivo, Joe è morto da poco come il mago delle fiamme che, dicono, ha bruciato il cuore del mondo, nembo kid ha ripulito la città ma qui si affoga nella spazzatura lo stesso, checazzo, ci sono state guerre preventive e guerre giuste che non ti immagini, ora puoi chiamare anche la cina che poi chiama la russia, che poi chiama l'america così si coprono insieme dagli schizzi di sangue

non sei cambiato






Capitoli precedenti


venerdì 23 novembre 2012

Tatù you



Se volessi il tuo nome tatuato me lo farei fare dietro le spalle, comprerei una consonante per incastrarlo bene fra le scapole. Se volessi tatuarmi il mondo lo farei sul collo, per non distinguere i confini di nulla, perché è da li che partono i missili, dai confini. Se volessi stamparmi il mondo sulla pelle lo farei com'è, leggermente schiacciato ai poli in modo che la gente che vive sulla mia pelle si senta vera, viva, felice.

La felicità è come pescare e lo dico perché non mi piace per niente pescare; ma non con la canna sul fiume o con il retino in mare. E' come la pesca sul ghiaccio, devi fare il buco, segare e bucare il freddo, poi devi rimanere solo, con tutto il bianco.

E quel buco sembra un punto su una pagina gigantesca, intatta e non sai mai se ti sei messo davanti o dopo il punto. Oggi, comunque, ci faremo tutto di maiuscole.


martedì 20 novembre 2012

Il forigioco spiegato alle mi' figliole (primo tentativo coi baci)



Non mi viene in mente, forse aveva anche un titolo, penso di essere uno dei pochi che se lo ricorda. Era una domenica pomeriggio senza partite, sala del cinema parrocchiale piena (e allora perché non se lo ricorda nessuno?), tutti presi a guardare un documentario con i mille gol della carriera di Pelè. Per spiegarvi, è la stessa sensazione che si prova quando si guarda un film porno senza storia né dialoghi, dove trombano e basta. Mi ricordo di aver visto anche il film su Johan Cruijff, "Il profeta del Goal" si intitolava (stavolta lo so); quella sera sì che eravamo in pochi. Un film diverso, era come guardare un film erotico dove non scopano mai, tuttatrama. I film sul calcio quando parlano solo di calcio sono di una noia...


Il forigioco non è mica complicato, la linea immaginaria che l'ultimo giocatore in difesa traccia sul campo è inviolabile dagli avversari, resta da intendersi se questa retta ideale è paragonabile ad un meridiano o ad un parallelo. Bisogna capire se al di là di questa linea cambia l'orario, la temperatura o se addirittura è un posto, un paese, un mondo diverso, un'economia che cambia, razza e religione diversa.


E' più complicato quando baci qualcuno sulla pelle, non sulle labbra, sulla pelle. Un bacio vero, di passione autentica, se ce la fai anche un bacio d'amore. Un bacio d'amore, va bene anche un segmento d'amore, mica dev'essere amore per sempre, mica devi sempre puntare all'eternità bello mio. Va bene anche se alla fine del bacio finisce tutto. E' difficile sapere se lo hai baciata su un meridiano o su un parallelo, è complicato da capire anche quando la guardi. La linea immaginaria che tracciano le labbra sulla pelle non è semplice da decifrare. Cosa cambia dopo? E' cambiato l'orario, il tempo, salgono le temperature, c'è un deserto abitato, una foresta. Cosa cambia dopo un bacio? Non è poesia quando ti dico che ti bacio nel tuo posto più caldo, o nel punto dove cambia l'ora. E' così. Col forigioco invece è tutto più banale.

Ora non alzare la bandierina



continua





giovedì 15 novembre 2012

La favola sull'invenzione del protomaiale volante (il Tigrato tipo C)



Il protomaiale volante tigrato tipo C fu selezionato per la prima volta all'interno di un allevamento in Marocco; di questo allevamento si diceva che fosse stato costruito 10 cm prima del deserto. Il proprietario Aassid non voleva però essere chiamato allevatore perché secondo la sua teoria, con la quale mandava avanti un'azienda con oltre 10.000 capi : gli animali si coltivano come le rose.
I protomaiali volanti venivano "coltivati" in spazi immensi (rimanendo sempre a 10 cm dal deserto) e dormivano all'interno di speciali gabbie sospese flottanti che permettevano il riposo durante il volo.

In quel periodo ci fu un aumento notevole di profughi e rifugiati a causa di una intensificazione dei microconflitti in tutto il pianeta. Molti clandestini cercavano una via di fuga nascondendosi all'interno delle pance degli aeroplani, purtroppo quando i veivoli aprivano il vano carrello le persone all'interno precipitavano suscitando terrore e angoscia nelle città. Questi episodi cominciarono ad incrementarsi ancora dopo una serie di rappresaglie nel Corno d'Africa e nell'Est Sudan.

Le compagnie aeree rafforzarono la sorveglianza all'interno degli aeroporti e progettarono nuove cabine inaccessibili, ma i clandestini continuavano a cadere e morire in strada, nessuno riusciva a sopravvivere, ma i tentativi non diminuirono. Una testata giornalista canadese cominciò a chiamare le vittime di questi incidenti : angelfallen.

Intanto l'allevamento di Aassid fu preso d'assalto dagli attivisti della tripla A (Attivisti-Anonimi-Armati), alle gabbie furono tolte le sicurezze, gli animali dispersi o confinati in piccole scatole di cartone coi forellini per respirare. Il deserto si avvicinò di 8 cm.

Il protomaiali tigrati tipo C fuggiti all'assalto si dispersero in cielo aperto formando nuvole che si stanziarono a 10 cm di distanza dagli alisei. Ma tutto questo fu scoperto solo qualche mese più tardi, quando un gruppo di protomaiali portarono a terra la prima famiglia di angelfallen (erano profughi clandestini libanesi), tutti quanti sani e salvi furono depositati a 10 cm esatti da un albero di pesche. I salvataggi operati dai tigrati tipo C continuarono per tutta l'estate fino all'inizio di Ottobre. Una cordata di grosse compagnie di trasporto cominciarono a lamentarsi a causa della mancata sicurezza del traffico aereo, tutto ciò, secondo loro, provocato dal volo libero dei protomaiali. Le FEPAP, i gruppi dell'esercito (Forza Esercito per Attacchi Preventivi) vennero sollecitate ad abbattere gli animali. Gli alisei si avvicinarono alla terra di 10 cm con le conseguenze che ancora paghiamo sulla nostra pelle.

Una piccola compagnia aerea del B. cominciò ad arredare i vani carrello dei propri veivoli, creando dei locali riscaldati all'interno permettendo così la sopravvivenza dei clandestini anche per i voli transoceanici. Lo chiamarono hotnest (nido caldo).
Le azioni della compagnia quotata alla Borsa di Bali salirono del 10% in una sola seduta.







martedì 13 novembre 2012

Le mie istruzioni facilitate (seconda parte)



Il mio corpo schizza come una pozzanghera, mi piace, ma mi accorgo che poi non riesco a vedere più il cielo. Mi manca quel riflesso...

Vi ricordate del romanzo del culturista che si innamora del bilancere ? Non l'ho mai abbandonato, ho scritto tutte le parti coi muscoli, quelle facili da allenare, ma non sono riuscito a buttare giù l'incipit. Per me è la parte più pesante da sollevare. Il protagonista scopre che il muscolo retto dell'addome è il centro esatto del suo corpo, mentre quello trasverso sembra una spiaggia dopo la marea.

La pioggia pettinava il cielo con denti fittissimi...

Ho letto da qualche parte che il vino bianco frizzante fa bene alla prostata, anche l'acqua frizzante ha lo stesso effetto benefico ma non dà la stessa allegria. Non c'entra con la storia ma ho avuto un blocco durante la stesura e leggere questa cosa mi ha fatto ripartire. Ho cercato un sinonimo per non ripetere cielo, ma non ne esiste uno a modo : si va da paradiso al soffitto. Bisogna ripetersi per forza.

Mi è comparsa una macchia sul lato sinistro del corpo, io la vedo sgranata sulla pelle, tu mi dici invece che sono maculato come un felino, che è un segno di una vita precedente, l'ho sempre avuta. Sei l'unica che può saperlo. Ci credo nella reincarnazione, so che questa è la prima volta che nasco uomo e anche l'ultima.

Schizzo, goccia e lacrima non sono sinonimi. L'hai mai visti quando scivolano sul vetro ? La goccia cerca sempre qualcuno...




venerdì 9 novembre 2012

Questa foto non diventerà mai la copertina di un libro



Il titolo di questo romanzo sarebbe diventato: una spada oppure la spada del quinto moschettiere, ma questa foto non diventerà mai la copertina di un libro perché sarà il volantino contenente il primo comunicato del nostro comitato rivoluzionario.

Ci sono armi impensabili, per strada e dentro di noi.

Al momento è quasi tutto...

il comitato rivoluzionario










mercoledì 7 novembre 2012

Prega per me (spiccioli del primo capitolo)



Ciao Spicciolo. Non lo sapevi che ti chiamano Spicciolo, vero ? Non potevi perché sei diventato presto il più alto fra noi, non lo sapevi perché eri già più grosso di loro. Ti ricordi però quando una moneta da 100 lire non bastava più a comprarsi un ghiacciolo. Ora hai la stessa faccia da bambino. Nell'economia di mercato le prime vittime sono gli spiccioli, le monete di piccolo taglio perdono valore quasi subito, diventano amuleti senza fortuna, roba da buttare nelle fontane. Noi che sognavamo i bauli dei pirati, i tesori dentro il forziere siamo solo dei gran cazzoni, quelle monete non valgono niente.

La ruota di scorta la chiamano ruotino, la seconda batteria del computer è un po' più piccola, tutte le cose di riserva ti devono bastare un po' meno, altro che vita eterna Spicciolo. Montarti le ali di ricambio è un casino, amico mio. Le ali di riserva sono solo appoggiate sulla schiena.

lunedì 5 novembre 2012

prega per me



Se non ricordo male prima di andare a letto recitavi la preghiera dell'angelo, solo quella, perché c'era da svegliarsi presto, ma soprattutto dovevi buttarti dentro qualche sogno e quelli non sanno aspettare. Ti conoscono bene, lo sanno anche loro che non potranno andare da qualcun altro, dentro un letto diverso, in un'altra testa, non sono un cazzo senza di te i sogni, ma non vogliono venirti incontro. Qualche sera la mamma ti obbligava a recitare un padrenostro o un avemaria e tu l'accelleravi così tanto che nel finale sembrava una formazione di calcio : rossi, antognoni, graziani...

La preghiera dell'angelo mi è tornata in  mente qualche giorno fa guardando dentro la vetrina di un negozio, c'erano degli angeli custodi a soli 9€ caduno (era ben specificato "angeli custodi" e caduno era sottolineato due volte); forse roba da attaccare sull'albero di natale. Era un negozietto di gadget, uno di quelli che vendono sveglie a forma di pomodoro che suonano ritapavone, pattumiere pezzate come giraffe, svuotatasche con la faccia di mariomonti. Pagando con un pezzo da dieci mi sono accorto che il resto era difficile da spendere; il cono gelato più piccolo costa 1,20 come un giornale, anche le palline rimbalzine colorate dei distributori costano due euro. Ho strinto forte la moneta.

E' una cosa che mi hai insegnato tu, le ali di riserva degli angeli custodi sono più grandi di quelle che gli hanno consegnato con la dotazione originale. Un inezia, un dettaglio irrilevante, ma fondamentale per chi non ci crede, come me.