venerdì 29 giugno 2012

La favola sull'invenzione del protomaiale volante (il terzo capitolo, quello vero)



La struttura del DNA del protomaiale volante non ha la classica forma ad elica, ma è simile a quella di un cavatappi, la stessa che si è riscontrata in molti animali creati in laboratorio. E' come se volessero far uscire qualcosa. Il protosuino come l'elefante sceglie il luogo dove morire e intraprende anche un lungo viaggio per arrivarci. Fino a quando sono esistiti i grandi pachidermi i cimiteri dei protomaiali coincidevano con quelli degli elefanti. Nonostante fossero animali profondamente diversi nei cumuli cimiteriali comuni si è scoperto che i due animali avevano un osso identico, stesso peso, stessa grandezza : la prima vertebra cervicale. E' l'osso che abbraccia i pensieri quando salgono e quando scendono giù a informare gli altri organi.

Quando gli elefanti si estinsero gli studiosi osservarono in cielo alcuni esemplari di protomaiale di colore grigio e marroncino chiaro, altri con  piccole zanne che spuntavano dalla bocca e persino due-tre elementi con proboscidi della lunghezza di quasi mezzo metro.

Data l'impossibilità di qualsiasi accompiamento tra le due specie si pensò ad una mutazione. Invece era semplice solidarietà, vera compassione. Per comodità si progettava e si pensava tutto in mm, ma in cielo erano avanzati chilometri di emozioni.






Capitoli precedenti

mercoledì 13 giugno 2012

Questa foto non diventerà mai la copertina di un libro (pirata di strada)


 
C'era l'urgenza di scrivere questo romanzo di poche righe, un racconto minuscolo, lieve, poco profondo. Potrai affacciarti verso la fine di questa storia senza paura, senza  smarrimenti, neanche un po' di vertigini o un capogiro.
 
Sentirai ancora, per qualche secondo, le urla dei guerriglieri maoisti che hanno rapito il protagonista, perché l'unica maniera per sapere quanto vali è di farsi rapire da qualcuno. Ascolterai l'ultima canzone del vecchio pirata malese, quello che tiene la benda sull'occhio buono. Una canzone d'amore, mentirò, appena mi libero le mani.

martedì 12 giugno 2012

Infiniti tentativi/tentativi di infinito



E' sempre stato strano vivere qui, in questa città dove nemmeno i grattacieli si guardano in faccia, figurati le persone. Come tutti quelli che ci abitano neanche mi ricordo se ho sempre vissuto qui, i miei non ne parlano volentieri, noi non chiediamo. Abbiamo tutti una specie di limitatore interno. Le chiavi della città non le ho mai viste dare a nessuno. Da qualche mese l'amministrazione cittadina fa un gran parlare del Grattaparadiso, una costruzione verticale di grande impatto. Oltre il cielo, oltre le nuvole, a grattare la cupola di vetro dell'Eden, scrivevano sui bandi pubblici. A bucare le mutande di Lucifero diciamo noi.

Una volta in città c'erano negozi con nomi tipo : casa della gomma, casa della lampada, casa del materasso, casa del signore (e non era certo una chiesa), casa del copritermo, casa del fermaglio, casa della parrucca. Con Aldo lavoravamo alla casa del formaggio. Tutte le sere dopo il lavoro ci incontravamo nel suo garage, spostavamo il tavolo da ping pong e ci mettevamo a schiacciare noci. La specialità del nostro buco di negozio era proprio un formaggio morbido con sopra i gherigli di noce. Noi ci facevamo un po' di soldi extra per il fumo e avanzava  anche qualcosa per quello che succedeva dopo, ma il fumo veniva prima di tutto.

La piccola Brown arrivò una sera, Aldo si ricorda un Lunedì, senza far rumore scivolando fra i gusci delle Chandler che coprivano il pavimento fino alle caviglie (a lei arrivavavano sui fianchi). Il nostro gnomo delle noci era una femmina, una di quelle che dici : piccina ma non gli manca nulla (c'ètutta). Un desiderio, ci spiegò la piccola Brown, fuori dalle favole gli gnomi ti permettono di farti un solo desiderio, però non ti mettono furia. Qual'è la cosa più difficile da dividere che conoscete in natura ? Ve lo dico io, i desideri. Per questo Aldo è così sicuro fosse Lunedì, di sicuro era passata mezzanotte e se fosse comparsa anche la fata smemorina ci sarebbe stato il tempo per fare una cosa a quattro (ad Aldo piacciono quelle mature).

La piccola Brown entrava precisa dentro la valigia che usavo per nonviaggiare, ogni tanto trovo una scusa per scomparire e me la porto dietro per figura, è una di quelle che ora si usano sui voli low cost. Al deposito bagagli della stazione mi hanno dato uno scontrino celestino pallido. Quando l'ho perso mi sono ricordato perché nelle favole che conosco concedono sempre tre desideri, e sbagliano.




CONTINUA




Primo Capitolo

giovedì 7 giugno 2012

La favola sull'invenzione del protomaiale volante (quasi un terzo capitolo)



Il protomaiale volante ha una capacità di volo notevole nonostante l'assenza di penne timoniere, ma quello che maggiormente stupisce scienziati ed allevatori è lo spiccato senso del gusto. Uno studio accurato sulla lingua del protosuino ha messo in evidenza un numero di papille gustative impressionante : quasi 5 milioni ! (di media un uomo ne ha fra 2000 e 10000). Il famoso modo di dire, l'insulto : è come dare un confetto ad un maiale, nel caso del  proto-maiale non corrisponde alla realtà.

L'animale sa distinguere una nocciola Piemonte da una di importazione(che non mangia), un pomodoro pachino(che non mangia) dal canestrino, una mozzarella di bufala da quella fiordilatte(che non digerisce), un melone retato dal popone liscio (non mangia entrambi, ma quello retato lo fa ruzzolare con la coda).

Ci sono allevamenti che nutrono questi animali con mangimi molto molto  particolari. Sono avanzi di prodotti scartati dalla grande produzione industriale alimentare. Alcuni allevatori piemontesi nutrono gli animali con baci di cioccolata ripieni di nocciole colpite dal mal dello stacco, altri gli danno da mangiare boeri senza ciliegia. In un grande allevamento di Sulmona è stato scoperto dal nucleo antisofisticazioni che i protomaiali venivano tirati su  a confetti con l'interno di mandorle amare.

I protomaiali volanti di quella zona quando si nascondono dentro le nuvole provocavano notevoli complicazioni metereologiche. Il cielo si fa grigio per giorni, le ombre si accorciano sotto il collo, si alza una brezza fredda all'altezza dei pensieri (tra la tempia e l'orecchio sinistro). Non piove, è peggio.






Capitoli precedenti

lunedì 4 giugno 2012

La favola sull'invenzione del protomaiale volante (una specie di prequel)



Il protomaiale volante è l'unico animale che riesce a parlare coi propri organi interni, non parlo di sintomi, dolori, macchie o altre indicazioni generiche; ci parla davvero. Per esempio il protosuino domanda al cuore : "Come va ?" E quello risponde : "Tutto bene, grzie !" Oppure : "L mitrlic tiene uno strno ritmo, mic ci stimo innmorndo? Avete letto bene, non ci sono errori, gli organi dell'animale non riescono a pronunciare la lettera "A", quell dovrete mettercel voi. 

Questi organi la sanno veramente lunga, sono preparati bene, riescono ad individuare le malattie con precisione e sicurezza. Con loro si può parlare di carie, a bocca aperta, di extrasistole, a cuore aperto, e sanno distingure l'epatite A dalla B e la C. I protomaiali volanti tendono a soffrire principalmente di malattie muscolari tipo la tendinite dell'ala destra o sindrome di Garrincha o di dolore intercostale medio di Rosticciano.

Il 95% di questi animali muore però per blocco intestinale. Lo sappiamo bene, perché il Tenue è anche il nostro tratto più timido.








Capitolo iniziale e finale