giovedì 26 aprile 2012

Plutone era un pianeta simpatico



La domenica mattina lui e la sorella la passavano a piegare le lenzuola; ce n'era uno nel suo corredo che era lunghissimo, quasi non la vedeva più quando lo tenevano in tirare. C'erano stampate la Via Lattea, qualche galassia, un buco nero, due meteoriti da armageddon e una cometa che finiva sempre sull'angolo del letto e non la vedevi mai, non ripassava nemmeno per l'afelio. I pianeti c'erano tutti. Dopo il Sole quello del termometro, Venere, poi c'eravamo noi, poi l'altro pianeta abitato, Giove subito dopo e quello con gli anelli in testa gli stava quasi attaccato, poi Urano e Nettuno. C'era Plutone prima della squalifica. Plutone era un pianeta simpatico, originale nella sua orbita, un ciottolo dalla traiettoria improbabile, complicata. L'hanno degradato a palla di ghiaccio rotante perché stava sul cazzo ai matematici.
Il lenzuolo lo piegavano tre volte poi si venivano incontro, da lì si capiva che l'universo non è per nulla in espansione, anzi.
Allora lui si ricordava che sua sorella aveva gli occhi verdi con le antenne, come gli omini del quarto pianeta.

lunedì 23 aprile 2012

Lo so che i papaveri



Certi pesci sono buoni solo fritti. Esistono libri perfetti per una giornata di pioggia. Ci sono papere di gomma gialla che affondano fra la schiuma nelle vasche dei bambini ed altre che viaggiano per ventisettemila chilometri in mare.
Conosco papaveri da campo di grano, quelli dentro i quadri di Monet e quelli da bordo della strada, abusivi sotto un guard-rail. Scrivo per questi, non sono pronto per quelli da campi di grano. Scrivo cose brevi, piccole. Da petalo.

mercoledì 18 aprile 2012

Le medaglie della Kratochvílová



Mosca. Ho risposto così quando mia figlia piccola mi ha chiesto le capitali delle Repubbliche Baltiche. Ho detto : Mosca. Senza pensarci. Mi sono chiesto se le medaglie olimpiche della Kratochvílová sono raddoppiate, forse se le sono divise tra Repubblica Ceca e Slovacchia. Non era un mondo migliore, perché me ne intendo di mondi migliori, ne ho sempre fatto collezione, altro che bustine di the o elefantini di giada. Me ne intendo di mondi migliori, è di futuro che non capisco nulla.
E' il dramma del palloncino, avere un cielo occhialutoazzurro per cui perdersi, ma aver paura del nodo e pensare di continuo al filo. Rimpiangere il polso del bambino.

lunedì 16 aprile 2012

Bacco, tabacco e Venere


Ringrazio l'uomo in Cenere per avermi autorizzato a pubblicare questa foto. Lui era già in bermuda e infradito.










venerdì 13 aprile 2012

solo balene II



Il palloncino che si vede nella foto non è sgonfio, non riusciva a tenersi le cose dentro. Come le balene che vengono a galla non lo fanno solo per respirare. La buccia di nocciolina del soffio è una spagnoletta, la spagnoletta di SuperPippo: il supereroe della Disney col pigiama rosso infeltrito. L'ho mangiata io la spagnoletta. Il problema è che ho già dei superpoteri, sono quello col costume arancione, le spalline anni '80 tipo Nick Rhodes dei DuranDuran , la cintura larga con le borchie di azulejos. Ma i superpoteri non si sommmano, anzi l'effetto può essere contrario. Superman morso da un ragno perde la supervista, Batman investito da una tempesta solare non è più capace di guidare, la pelle del dottor Strange bombardato coi raggi gamma diventa di colore blu puffo, mister Fantastic immerso per tre volte nelle acque del fiume Stige diventa invisibile dalla cintola in giù. A me è successo di smettere di scriverti, di pensarti e non volo più, ma quello è il meno.

martedì 10 aprile 2012

Plume


Succedeva così anche a a casa vostra scommetto, non era strano per niente. Nel piumone c'erano piccole piume d'oca, le sentivi frusciare dentro; ogni tanto ne scappava qualcuna, in casa mia seguiva subito uno starnuto. Nel piumino invece, quello che usavamo per spolverare, c'erano grandi piume di uccelli, nessuno bianco. Le oche del piumone venivano allevate al Nord sotto continui temporali, anche d'inverno. Le facevano uscire poco, solo per sciogliere la neve, avevano piccoli piedi palmati del colore degli scarpini da calcio che vanno ora di moda. Nel piumino invece c'era di tutto: Fagiano, Tortora, Merlo delle Pesche, Capinera Borin Borin, Pappagallo Mentogiallo e tanto Struzzo. Quando ne trovavo qualcuna per terra (senza starnutire) cercavo subite le impronte di chi l' aveva persa oppure del predatore. E' così che cominciano tutte le mie storie, altro che fantasia.



continua

martedì 3 aprile 2012

Ci sono più cose in Cielo e in Terra




Verrà l'anno in cui non potremo più cancellarci da facebook, anche uscirne verrà complicato. Mi chiederai in sogno quando finirà questa guerra. O ancora sognando. Appena svegli sarà già tutto finito ma ci saranno buchi alle pareti, vetri rotti, una semina di calcinacci, ma anche cicatrici piccole e lucide. Senza alcun rammarico posso dire di esser stato bello solo per un anno e mezzo, diciotto mesi piovosi, sono abbastanza sicuro. Scrivere quel solo non è nemmeno corretto, non devo dirlo né scriverlo più. D'ora in poi scriverò : sono stato bello per un anno e mezzo, poi vi cerco le date. Perché non siamo interessanti noi piccoli impiegati del PIL, nemmeno gli operai con le dite sporche sotto i guanti, i manifestanti anonimi dietro gli striscioni rossipallidi con scritto sopra nome e cognome delle fabbriche, nemmeno i montatori di impalcature da concerto, neanche quando cadono e muoiono. E lo spettacolo deve continuare : chissà se tu mi penserai, vivrei lo stesso senza di te se ti saprei dimenticare, tanto tanto tanto. E in 3 minuti e 46 al massimo, sfumando con la chitarra acustica, è tutto come prima. Applausi e bis di rito. Ci vogliono amori con gli addominali robusti. Se credete che per la prossima rivoluzione basteranno forconi, fucili, barricate siete già dalla parte sbagliata. Non serviranno nemmeno i telecomandi, i tablet, il touchscreen più evoluto. Non sarà nemmeno una rivolta digitale, passerà anche questa come una burrasca senza fulmini, come l'annuncio della prossima estate torrida. Altrimenti perché ci concedono solo un pezzetto di futuro alla volta, perché non ce lo danno subito tutto? Noi ci accontentiamo solo di piccoli aggiornamenti (e ci entusiasmerà anche prossima rivoluzione in versione 96GB con telecamera da 12 megapixel). Qui la parola solo sta proprio bene. La rivoluzione si fa solo scegliendo, rifiutandosi di essere una maggioranza o solo una minoranza. Lo vedi come ci sta bene un altro solo ? Non preoccuparti, nemmeno questo racconto finirà, ci metterò in calce un "continua", come sempre lo terrò in vita solo perché continui dentro la testa di chi lo legge. Da parte mia non farò più niente per Lui. Eppoi più leggo, rileggo, e più rimango deluso dai finali, soprattutto quando arriva il colpo di scena. Anna Karenina muore infelice e disgraziata a modo suo (ma smette di leggere dopo la prima frase), Harry Potter diventerà un insegnante precario, Edward di Twilight è il solito ripetente, un immortale che guida una Volvo(!), nella Terra di Mezzo stanno progettando le prime area di sosta per i camper.

Ho un amico che ha aperto un ambulatorio di fronte ad una piccola spiaggia, il pavimento del suo studio è interamente coperto di sabbia. Ci fa sdraiare i suoi pazienti e studia le impronte. La maggior parte di loro lasciano segni come d'animali in volo, punti esclamativi, lettere maiuscole, di luna calante, di fulmine senza burrasca. Gli chiedo se funziona. Non è un medico.

Se non funziona, mi risponde, gli affitto due sdraio e li accompagno in spiaggia. E' tutto compreso.
















continua, ma dovrete pensarci da soli