mercoledì 21 dicembre 2011

pretty woman



di posti ce n'erano parecchi, ma io abitavo in centro all'epoca e mi piaceva andare il quello in Via de' Servi; c'era una piccola sala d'aspetto con delle luci basse con del mobilio stile Luigi, ma Luigi il re di Scozia perché si vedeva che erano tirate via, fatte al risparmio; la padrona non faceva fumare nessuno dentro e questo non era facile all'epoca; io sceglievo sempre la stessa, una ragazza sarda con due occhi verdi grandissimi, forse te lo vede più grosso dicevano gli amici, era pulita, mi piaceva, un po' mi piaceva. Una sera feci più tardi del solito, una sigaretta in più e dopo la marchetta mi si butta addosso e mi fa : sposami, so cucinare, so fare tutto in casa, portami via, ho dei soldi da parte, ti faccio la vita da signore. Ti faccio la vita da signore, io ero già un signore, già la facevo la vita da signore. Perché non l'ho portata via di lì. Perché non l'ho fatto? Certo Antonella fai delle domande, nemmeno cenerentola le farebbe, te lo tirerebbe in culo anche cenerentola a te. Che mi porto a casa una puttana ? Lo venivano a sapere tutti dopo, son le prime cose. Certo che ci sono tornato in quel casino e prendevo sempre lei e era anche meglio dopo quello che era successo, c'era più gusto, c'era più ... non te lo posso spiegare Antonella, era la stessa fica ma la mi' testa era cambiata tutta; io non sono nemmeno uno da cose strane, mi piacciono le cose all'antica, niente stranezze. Credimi non era per dispetto non è facile essere maschio, è quasi come essere uomo , è perché dura meno e in quel poco che dura essere maschio lo devi fare bene veramente e a me mi riusciva. Per questo mi fanno schifo i travestiti. No, ho continuato ad andare solo per qualche mese poi m'hanno trasferito a P., cazzo se era provincia all'epoca quel posto, ora in confronto. C'era un bello struscio però e poche vetrine che mi distraggono sempre le vetrine. L'ho conosciuta lì la mi' moglie.

lunedì 19 dicembre 2011

Alla ricerca di un motore (di ricerca) - Secondo capitolo


"Escort" : circa 53.800.000 risultati (0,16 secondi)
"Sante" : circa 529.000.000 risultati (0,17 secondi)
A parte la Maddalena è difficile stare da entrambe le parti, rarissimi i crossover, esiste anche un sito : Escort Subito ! (.com naturalmente).

Trent'anni fa al posto dell'Ospedale c'era un palazzone grigio che faceva angolo (non un angolo qualsiasi però, perché quasi pungeva la strada e quelle due cicatrici fisse di nuvola sopra la collina erano colpa sua, di sicuro). Lì abitava la famiglia di Roberta. A bassa voce lo sapevano tutti, la mamma di Roberta faceva la prostituta (circa 3.290.000 risultati- 0,20 secondi) perché quei vestiti con lo spacco, quelle pellicce di leopardo se le poteva permettere solo una mignotta (circa 139.000 risultati -0,15 secondi).
In quel periodo avevamo l'abitudine a ritrovarci a ballare i lenti nel garage di Alì, roba innocente, toccatine pudiche. Ogni tanto qualche genitore bussava. Un pomeriggio Roberta truccò le altre ragazze con i belletti lasciati incustoditi dalla
madre. Un finimondo. Le mamme graffiarono il viso delle figlie a forza di strusciare sulle gote.

"Sembrate delle puttane" (circa 529.000.000 risultati ), concordarono tutte.

Per noi invece erano bambole, se cambia qualcosa.















giovedì 15 dicembre 2011

Chi ha trombato Rober Rabbit ?


non mi riesce, non voglio credere che certe cose capitino per caso; secondo me sotto abbiamo una specie di radice laterale dimenticata che scende giù profonda, tanto profonda.
Ale viveva con lei da quasi due anni quando si è presentato il disturbo (quel disturbo) per la prima volta. La sua ragazza stava osservando la ricetta del medico con la richiesta di analisi e buttò lì quella domanda come si butta un gettone dentro una
slot machine in un pomeriggio noioso (c'è sempre uno spicciolo che vuole scappare dai polpastrelli). "Ti fa fare anche il test dell'AIDS? Mica vai con altre donne?", e gli scappò un sorriso come quella fila di ciliegie che compaiono sul display delle vecchie slot (c'era anche il limone per questo non hai vinto baby). "Figurati, uso sempre il preservativo!", rispose Ale in automatico e il campanello ha suonato per avvertirlo che aveva perso, serviva altra moneta. Insert coin (traduzione : coglione).

Secondo Ale era stato un riflesso involontario, ma lo diceva per consolarsi. Io non ci credo, non mi riesce. Quella notte aveva dormito da solo con una coperta di meno, dadDio!
La sua vita sessuale si poteva dividere in tre grandi ere fisiogeologiche : c'era stato un primo glorioso periodo durante il quale fare sesso lo ricaricava tantissimo, più lo faceva e più si sentiva vivo e in forma. Poi era passato alla seconda fase quando, una volta finito, si sentiva uno straccio, distrutto, senza nerbo, ma soddisfatto. Infine era arrivata questa stagione, variabile, incerta, incomprensibile, un tardo quaternario con rarissimi fenomeni tellurici e nessun vulcano attivo di rilievo. Nemmeno un cratere islandese che esplodeva d'improvviso. Bastava poco, anche una canzone sentita per caso durante un rapporto frettoloso in auto, una nostalgica stazione radio anni 60/70 e cambiava tutto. L'ultimo fallimento l'aveva imputato a Lucio Battisti, ma come si fa a combinare qualcosa con quel
ritmo, ma come fai quando uno ti canta : "Che menagramo che sei..."

Due giorni dopo era nell'ambulatorio dell'urologo per il disturbo (quel disturbo). "Si giri, che procedo con l'esplorazione", disse il medico. "Bellino te", pensò Ale senza mutande (nessuno gli aveva mai mappato quel viaggio).
Solo un po' di prostatite, gli diagnosticò il medico con un pizzico di soddisfazione (bellino te!), niente di grave. Qualche pasticca estratto di un palmetto tropicale, un antinfiammatorio leggero, ma non era tutto. "Mi raccomando", gli intimò, "non lasci depositare lo sperma a lungo". La posologia comprendeva rapporti frequenti, ma rapidi, senza dilungamenti divieto assoluto di protrarre l'eiaculazione. Addio Kamasutra, addio vulcani islandesi...

Ora capiva, l'unica cosa che lei gli aveva lasciato in casa (anche le tende del bagno si era portata via) erano una coppia di conigli nani bisessuali. Sapeva già tutto quella strega...

BACI (in tempo di crisi)



lunedì 12 dicembre 2011

non esiste amore impossibile



Quando ho iniziato a scrivere questo manuale d'amore per principianti pensavo di finirlo presto, secondo un primo programma mi ci sarebbero voluti meno di sei mesi per buttarlo giù, una settimana per le correzioni eppoi in stampa. Mi ha fregato il primo capitolo, quello che qualche giorno fa ho tagliato definitivamente sostituendolo con una specie di prologo, cinquanta righe sul mio primo orgasmo avvenuto sulla seconda rampa di scale di A. Un crescendo (A. abitava al terzo piano) perché avevo fatto tutto da me, perché lei mi aspettava da sola in casa (ero il suo quarto ragazzo, l'aveva già fatto cinque volte prima di me e aveva sei dita nel piede sinistro, sempre in crescendo). Potrei dire che l'abbiamo fatto sette volte quel pomeriggio, mi credereste?

Il primo capitolo, quello vero, parlava del mio amore per la scrittura, com'è nato, la prima scintilla. Mia madre aveva l'abitudine di punirmi spesso per qualsiasi ragione, anche banale. Mi chiudeva dentro lo stanzino dei detersivi, senza luce, appena un po' d'aria da sotto la porta. A volte aria e luce si litigavano di brutto, niente in casa mia andava d'amore e daccordo. Per passare il tempo tenevo in tasca sempre un blocchetto con un matita e inventavo storie. Il mio primo romanzo è stato una storia dove tutti i detersivi sullo scaffale avevano una particina. Faceva così.

Nel regno di Vernel la regina Ava (Comelava di casato) assisteva all'ennesima giostra. Vieni e combatti da Omo a Omo, urlò il Conte Ace all'avversario. Spic & Span, Spic & Span, Spic & Span (rumore di lame che si incrociano). Ajax mi hai colpito al Clorex è la Finish, disse Svelto il marchese cadendo. Cop (rumore di corpo morto che cade), o fa Dash ?

Il torneo continuava con un colpo di scena notevole grazie all'arrivo della Strega Calinda ed i suoi incantesimi. Alcuni di questi marchi non esistono più (ma quanti detersivi avevamo in casa?); non è per questo che ho cancellato il capitolo. Una sera mia madre tornò a casa con un altro uomo , non ho mai scoperto chi fosse, e cominciarono a fare sesso nella stanza accanto (Procter&Gamble facevano così le molle del letto). Mia madre si era scordata della punizione, si era dimenticata di me.

Mi capite ? Come lo cominciavo il secondo capitolo?






continua

lunedì 5 dicembre 2011

uno zombie degli anni '90 (II capitolo)




non dico più parolacce il tenente di cavalleria sepolto nel settore monumentale accanto al mio non vuole forse non mi riesce più

il capitano di cavalleria la moglie l'ha sepolto con la divisa ma dice gli ha tagliato i baffi a manubrio e ora gli mancano per questo è ancora qui (sul monumento ci sono invece io non lo so perchè secondo il capitano qualcosa mi manca sennò ero già passato da quell'altra parte quando sei vivo non te ne accorgi che il sangue ti scorre verso Est lo sperma sempre a Sud e ci sono pensieri che fanno veramente freddo ad Occidente non c'è Dio e nemmeno la conosce Dio la risposta è quello il problema io gli passerei anche il bigliettino con le soluzioni (io e il capitano ne sappiamo cinque o sei ma che cavolo c'è andato a fare alla lavagna se non sa niente del Dolore (io e il capitano ne sappiamo sei di risposte e ridiamo lo stesso

secondo il maggiore di cavalleria io sono uno di quelli che arriva sempre in ritardo e un po' mi manca arrivare in ritardo e mi manca il tempo e se arrivavo in orario ero ancora vivo questo me lo ricordo bene perché la memoria qui non esiste i pensieri ora stanno tutti a Nord secondo il colonnello sono ancora un po' vivo (non dico ora perché non mi riesce più dire ora, come le parolacce il colonello è sicuro che il tempo è una persona che conosciamo solo di vista

la luna piena è solo una stronzata dice il generale di cavalleria ora che è generale due stelle gli riescono anche le parolacce morire non non serve a un cazzo ragazzo mi dice è bello solo nei film gli rispondo ma lui non sa di cosa parlo sulla lapide ho letto solo un 16 sbiadito non si vede altro fra poco arriverà la terza stella e comanderà un'intera armata di cavalleria le prime tre file saranno tutte di cavalli bianchi lipizzani continua chissà se saranno soldati buoni anche se vengono da guerre diverse chissà se è rimasta abbastanza paura per vincere

la luna mi segue come un palloncino legato al polso di vero sono rimaste le stelle del generale e questa preghiera di onde che non porta da nessuna parte



PRIMO CAPITOLO



giovedì 1 dicembre 2011

7 minuti in Tibet


Il circo lo montano sempre qui, in questa unica piazza in città che è rimasta una piazza di paese. Tutte le altre si sono accessoriate troppo, ci sono colonnine per i motorini elettrici, fontane a scomparsa e quel totem altissimo arrugginito che l'amministrazione comunale ancora ci deve spiegare cosa cazzo sia. Un piccolo circo con animali, uno di quelli che non dovrebbero più ricevere i finanziamenti statali secondo gli animalisti, così le bestie finiranno in qualche zoo (bioparco!) insieme ai metalmeccanici.

Dietro la piazza due yak appena fuori dal tendone brucano placidi l'erba sull'argine del Vingone. Mi hanno fatto pensare alla bandiera del Tibet (com'è fatta?), a quella marcia fatta qualche anno fa contro l'occupazione cinese (dov'era, a Roma?), a Richard Gere (la Cristiana s'è fatta fare l'autografo sulla t-shirt FREE TIBET ma pensava ad American Gigolò), alle interviste del Dalai Lama nelle camere d'albergo (chissà come mai lo intervistano sempre nelle camere d'albergo, lo fanno di nascosto ?).

Così ti frega la globalizzazione, è un'illusione, è solo un tappeto più grande per nascondere l'ingiustizia (l'ingiustizia in polvere arriva subito in circolo), forse è più difficile alzare gli angoli.

I due ruminanti guardano con sospetto quell'erba così verde, ma la mangiano. Comunque l'hanno capito, lo sanno bene che il mondo potrà essere per i vegetariani, mai degli erbivori.