giovedì 30 giugno 2011

Parallelismi di Mercurio

super8, betamax, vhs, avi, jpeg, il pavimento è coperto di cavi mentre io mi sto scoprendo di ricordi. I miei elettrodomestici dopo meno di una generazione parlano già una lingua diversa, ci sono vecchi ricordi che pesano poco e quelli di oggi vogliono sempre più spazio (20 mega per una foto mossa e sono pure girato); i vostri ricordi lo fanno ?

Mentre scannerizzo le vecchie foto di famiglia mi accorgo che zia Adele aveva una voglia di caffellatte alla base del collo. Genni, la nipote, ne ha una uguale, identica ma lo chiama melasma. Accosto le due foto sullo schermo. La voglia di caffellatte della zia Adele misura 120kb mentre il melasma di Genni è quasi due mega. A chi pesava meno ?

Adele metteva sempre un foulard di Pucci. Genni un po’ di trucco e gonne corte coloratissime; cosa non si fa per depistare.

Adele aveva un marito un po’ tonto. Il nonno diceva che era così tonto, ma così tonto che se ci fossero state le olimpiadi della tontaggine sarebbe arrivato quarto. Da favorito. Si chiamava Mercurio e quando era a casa girava intorno alla moglie continuamente in modo da guardarla sempre in viso. A volte la chiamava affettuosamente Stella. Quando Adele si ammalò e divento una nana bianca l’orbita del marito si avvicinò ancora un poco, fu un modo per avere un'ultima estate.

Mp3, mp4, WAv, APE, FLAC non importa in che formato erano, Genni i fidanzati li scaricava tutti dopo averli sentiti un paio di volte. Poi è arrivato Giulio. Giulio è in gamba, lavora da solo in un piccolo ufficio dove lei va spesso a trovarlo. Certo è un po’ svanito. Tiene l’aria condizionata a temperature polari. L’altro giorno Genni gli ha detto :

“Giulio dovresti alzare la temperatura del termostato, oggi mentre spolveravo lo scaffale in alto ho trovato una piccola stella alpina”.

“Davvero ?” gli ha risposto lui. Genni ha visto l'orbita degli occhi di Giulio collimare con l'angolo più basso di un sorriso. Non capiva, magari si aspetta pure di vedere il fiore dentro il bicchiere...

Lei lo guarda e capisce, ma lo ama lo stesso, certo che lo ama. Ma alle olimpiadi del nonno è venuto il momento di aggiornare quel quinto posto vacante da anni ...

martedì 28 giugno 2011

Gemini

Non è un problema nascere fascisti e non lo è neanche diventarlo. Il problema vero è crescere da fascisti. Il maestro del babbo era fascista, quel tipo di fascista che fa salutare romanamente il crocifisso, quel fascista che tutto deve arrivare in orario. Il babbo era nato il 30 Maggio 1921, ma il nonno era andato a registrarlo due giorni dopo. Non era per mancanza di voglia, per pigrizia, era una cosa che facevano tutti.
"Ci vado quando c'ho tempo", disse alla famiglia senza nemmeno entrare nella stanza del neonato.
Sembrava una cosa da poco anche perché non cambiava nemmeno il segno
zodiacale (per chi ci crede), certo però gli aveva sballato l’ascendente : da leone a vergine (per chi ci crede fu la causa di tutti i suoi guai). Ti scombussola, perdi il ritmo, ti hanno già rubato due giorni ed è solo l'inizio. La vita è già un po' meno tua, poi ti tocca crescere fascista.

Ma come fai ad arrivare in orario quando sei il più piccolo in famiglia e prima di uscire devi baciare una mamma, due sorelle e tre cugine ?

Le mattine gelide d'inverno sono perfette per arrivare in ritardo. Il caldo della stufa, l'abbraccio di Giovanna (la cuginetta preferita) e Tina, la sorella, che lo struscia per scaldarlo prima di uscire. Senza guanti. Non c'erano guanti smessi per i fratelli piccoli.

...

Un minuto di ritardo quella mattina. Il babbo chiuse la porta, senza nascondersi (tanto il capostazione-maestro vedeva tutto). L'insegnante lo guardò appena prima di piegarsi verso le bacchette da punizione (ne aveva tre, di tre pesi diversi).

Vi faccio l'elenco delle cose del babbo che, a causa del freddo, avevano smesso di parlarsi :

dito medio, anulare e mignolo di entrambe le mani (il pollice respirava ancora);
le orecchie (quando sono rosse in punta smettono di chiaccherare);
naso e mento (solo quando la fossetta fa condensa);
piede destro e ginocchio (purtroppo al piede destro piaceva parlare col ginocchio sinistro e per questo la carriera di nuotatore del babbo fu compromessa);

Elenco delle cose che, a causa della paura, non comunicavano più tra loro:

lingua e palato
coppia di mele secche (intendendo glutei non pienamente carnosi)

"Venite vicino alla cattedra Giardi !", gli disse lustrandosi le labbra come faceva il duce...

La punizione fu di cinque bacchettate sulla mani, cinque colpi sulle dita ghiacciate con brevi pause. Ci vollero ore per far mettere a sedere il dolore. Il babbo tornò verso il banco con le lacrime aggrappate alle ciglia senza tirare su col naso nemmeno una volta. Prima di sedersi prese il calamaio e lo lanciò verso la testa del maestro. La boccetta nera sfondò la lavagna a pochi centimetri dalla tempia. Fu il suo più grande rammarico non averlo preso, forse perché il dito medio non riusciva ancora a parlare col resto della banda.

Dopo qualche giorno a casa arrivò la lettera : ESPULSO PER UN ANNO DA TUTTE LE SCUOLE DEL REGNO D'ITALIA.

Quando tornò a scuola il maestro aveva fatto carriera e non c'era più, i compagni (tutti maschi sempre) erano cambiati, ma rimaneva la macchia sul muro. Raccontava una storia diversa, una storia vera che magari succede una volta sola ma ci consola; quando non è vero che non cambia mai nulla, quando non è vero che le storie sono tutte uguali fino a quando non arriva il principe col braccio alzato, è la storia di quando il calamaro aveva battuto il capodoglio.



giovedì 23 giugno 2011

juppiter



Ho compiuto 35 anni nel 2000, mi sono sempre vantato di questa coincidenza ma non lo saprei spiegare. Mi son mangiato le unghie per anni e ora quando le guardo mi sembrano conchiglie. Conchiglie spaiate, spiaggiate da poco, separate dal mare per sempre. Erano salate anche prima ?

Se mi prendo dieci peli dal petto è difficile trovarli tutti neri (o tutti bianchi), ma se ne prendo tre alla volta solo ogni tanto escono coppie bianche (si chiama consolazione statistica). Da giorni ho un'occhiaia sola, c'è una parte di me che dorme da qualche altra parte.

Faccio sogni che mi ricordo bene. Una volta ero sopra un letto gigantesco con quattro donne nude che mi desideravano : ero tutto vestito, cravatta compresa (lo so, lo so, dovrebbe farmi pensare questa cosa). Mi sono svegliato apposta (è una manovra che ho imparato da piccolo quando mi accorgo di sognare), mi sono spogliato al buio e ho cercato di addormentarmi di nuovo per riprendere da dove avevo lasciato (è una operazione che ho imparato durante il militare). Non funziona o funziona solo in parte. Finisco sempre dentro qualche cerimonia. Quella notte ho presenziato un battesimo. Ero l'unico nudo col guanciale (e non sai mai da che parte coprirti col guanciale). Nei sogni fatevi spogliare o arrivateci leggeri.

I muscoli che ho non sono gonfi di palestra, non scoppiano di esercizio, ma sono tutti baciabili con facilità. Per baciarmi tutto si può anche prendere un giorno di ferie. Baciare tutta una persona è sempre un bel viaggio.

Ho un neo sulla schiena che sembrava la macchia di Giove. Quando però sono arrivate le prime immagini della sonda Galileo dal pianeta ho capito che non ero io. Allora ci sarà una prossima missione che si occuperà solo di me, esclusivamente della mia schiena. Partirà in estate.

Ma dovrà aspettare, poi non potranno atterrare. Dovranno aspettare che si calmi un aliseo, il vento che preferisco. Il tuo soffio sul mio meridiano più caldo. Perché dovresti smettere di baciarmi.

lunedì 20 giugno 2011

tentate storie (Storia di Filo)




Filo camminava a quattro zampe sulla spiaggia di sassi. Non cercava l'equilibrio. Controllava i ciottoli uno dopo l'altro, poi li scartava sistematicamente gettandoli dietro la schiena. Li cercava grigi ma scuri come l'inizio della notte , piatti ma leggermente panciuti come l'inizio di una vita. Li strappava persino dalle mani dei bambini. In spiaggia erano tutti contro di lui ...

Questa storia non andava. Durante la pausa pranzo ho provato a finirla di scrivere sul mio blocco arancio ma non ci sono riuscito. Filo rimaneva sulla spiaggia a cercare sassi come un matto senza una ragione.
Sono diventato un tipo precisino e abitudinario (alemno durante le pause). Quando devo scrivere una storia mi metto su una panchina che viene raggiunta dall'ombra dopo 20 minuti. E solo allora comincio. Oggi c'è un sacco di gente. Ci sono i due studenti che, dopo aver lanciato la cartella con forza sulla panchina (un rituale che si ripete da mesi), cominciano a pomiciare. C'è un gruppo di immigrati che ripassano la lezione di Italiano prima di rientrare all'interno del centro sociale. Ci sono le due operaie quindicipiercing in due. Oggi non parlano.

Filo ne aveva trovato uno grigio, piatto con la pancina e senza graffi ...

Ottopiercing riceve una chiamata al cellulare (suoneria Frozen di Madonna, non sono giovanissime) e si incazza di brutto.
"Questa è quell'arpia, profittatrice, opportunista, pezzo di merda! Ora sa che sono single e ne approfitta per farsi accompagnare dappertutto, ma m'ha rotto veramente i'cazzo"
Settepiercing è imbarazzata e guarda il suo cellulare, i ragazzi sudanesi ridono (le loro lezioni di italiano non devono essere male).
"Se pensa che la scarrozzo tutto il fine settimana perché m'ha lasciata l'omo..."
You're broken when your heart's not open : riattacca la suoneria.

A quel punto mi alzo e prendo il telefono dalle mani di ottopiercing (settepiercing mi sorride, ma non immagina quello che sto per fare). Rispondo alla chiamata.

"Pronto ? No, non c'è, è uscita... sono Toni...stanotte ...ha lasciato il telefono qui da me l'ho ritrovato tra le lenzuola stamattina... tanto tornerà a riprenderselo... che gli devo dire? ... ciao.

Il riflesso di Quindicipiercing adesso mi brillano in faccia (loro stanno sempre sulla panchina al sole). Torno a sedere.

Filo aspettò che il mare arrivasse a tagliare il sole appena sopra la metà. Attese ancora un po' quasi per vedere la stella bere le onde. Scaldò il polso con dei movimenti sciolti prima di lanciare il sasso. Oggi era sicuro di colpirlo. E tutto il dolore sarebbe finalmente uscito.

giovedì 16 giugno 2011

guarda in giro


Avvertenze: Attenzione! Questa è una storia d'amore, all'inizio non vi sembrerà, e vi dirò nemmeno a me che ci sono vissuto dentro è sembrata una storia d'amore, ma è così. E' una storia d'amore tutta guscio, una storia d'amore avvolta in doppia stagnola e senza biglietto. L'ho scritto già scritto cinque volte storia d'amore (compreso questa), ho proprio voglia di convincervi.

E' un peccato non aver tenuto nemmeno uno dei biglietti della spesa che faceva la mamma. Il Babbo lavorava dentro al mercato centrale di San Lorenzo e per lui non era un problema, anzi.
Non c'erano virgole sulla lista, era una lunga colonna di cose, una sotto l'altra. E' un peccato non averne nascosta nemmeno una. Perché la mamma intimava al babbo : "dopo che hai comprato tutto, buttala !"
La mamma non scriveva hamburgher perché da noi si chiamano svizzere, scriveva gliogurt oppure, a volte, iogurt. Majonese invece lo scriveva con la i lunga, mistero. I viuster non mancavano mai, anche se erano nascosti al centro della colonna appena prima del conigliolo. Alla fine, alla base della lista poi c'era scritto : guardati in giro.
Era il loro codice segreto. Voleva dire : vai nel negozietto di porcellane, dall'argentiere o al banco del cinese e compra qualcosa per me o per la casa. E puntualmente, ad ogni spesa, ma in una busta di carta a parte, c'era qualcosa.
Il loro linguaggio segreto subì un piccolo mutamento durante gli anni, difatti il guardati in giro si traformò in guarda in giro. Probabilmente la mamma aveva paura che il babbo fosse distratto dal proprio riflesso sulle vetrine durante la spesa e modificò la proposizione. Diceva sempre che il su' marito assomigliava a quell'attore americano che fa sempre l'avvocato a giustificare quella forma blanda di gelosia.

Casa della mamma a San G. è ancora così, piena di guardatiingiro e di guardaingiro (un occhio esperto come il mio li sa ancora distinguere). C'è il guardatiingiro di seta comprato dal cinese con scritto made in china tutto minuscolo (all'inzio mica ci credevano di diventare una potenza economica), c'era un'intera collezione di guardaingiro in peltro dal dinosauro, alla suora che suona la tromba, al frate che gli guarda il culo. C'è il guardaingiro pesante in bronzo che mamma non riesce più a spostare e ha lasciato l'impronta sul mobile. C'è un guardaingiro che ti benedice, c'è il guardaingiro col sorriso a budda. La mamma ha dato indicazioni precise, ci sono dei guardaingiro che non potrò mai vendere, ce ne sono altri (soprattutto guardatiingiro) che posso regalare alle mie figlie. Non buttare via nulla però.

Erediterò tutto questo e già ne soffro. Ho paura a guardarmiingiro perchè so di perdermi dentro.


E voi l'avete capito dov'è la storia d'amore ?



continua

lunedì 13 giugno 2011

Building Troy



(la amo troppo)
Costruisciti la tua guerra di Troia. E' finalmente uscito (solo per Nintendo DS) il gioco che ti permetterà di vivere dall'interno la guerra più famosa della Storia, di combattere a fianco degli eroi cantati da Omero. il gioco che ti darà la possibilità di agire all'interno del Mito.

Disegna il tuo esercito, addestra le tue truppe, organizza l'assedio. I combattimenti corpo a corpo possono essere selezionati in modalità HD per non perdere nemmeno un particolare. Con la funzione doppiaggio puoi dare la tua voce ad uno dei protagonisti, oltre 30 attori famosi hanno prestato la loro. Molto sviluppato è il comparto multiplayer (fino a 10 giocatori possono armonizzarsi durante la partita). L'Ellesoponto non è mai stato così reale, Schliemann non avrebbe potuto immaginarsela così !

(la amo troppo)
Durante la configurazione del gioco vedo che ci sono due espansioni : CHANGE HISTORY e YOUR LIFE. E' il bello di questo gioco, dicono gli ideatori. Esiste la possibilità di cambiare il corso della storia, il tuo intervento può risultare decisivo.

(la amo troppo)
Così decido di risparmiare Ettore, uccido Clitemnestra, Enea fa rotta verso l'Egitto, il fiume Scamandro in piena si porta via il cavallo di legno, Menelao ed Elena tornano insieme per un po' (decidono di riprovare) poi lei torna single. Volevo far aprire un casinò ad Ulisse, ma il gioco non lo permette (forzandolo si può costruire dei campi da golf).

(la amo troppo)
L'espansione CHANGE HISTORY ti permette poi di visualizzare gli effetti di questi tuoi cambiamenti sulla Storia. Così scopri che Annibale vince anche a Zama, Attila viene nominato Imperatore di Roma e per un breve periodo è pure Papa, le Crociate sono un ballo molto simile alla quadriglia, la Guerra dei Cent'anni è ridotta a sei mentre Giovanna d'Arco è la prima donna al comando di uno stato repubblicano, Sandro Botticelli guida la Signoria di Firenze, Napoleone rimane all'Isola d'Elba fino alla morte, la notte di lunghi coltelli è un fallimento, Enola Gay è il nome del ristorante più famoso di Los Angeles, I Beatles si sciolgono dopo Revolver, Jimi Hendrix vive a Seattle, è uscito quest'anno l'ultimo album di Bon Scott.



(la amo troppo)
L'espansione YOUR LIFE ti permette invece, in base ai cambiamenti che hai effettuato durante il gioco, di esaminare la tua nuova vita alla luce di tutti i mutamenti che hai imposto durante la partita. Scopro così che hai sposato un biondo medico francese e che vivi a Lione in Rue Raoul Servant vicino all'ospedale di Saint Luc, avete tre figli maschi bravissimi in matematica. Lavori con tua suocera Christine.

(la amo troppo)
La console mi urla : Vuoi veramente uscire dal gioco ? Tutti i dati andranno perduti !
Ricomincio la partita, mi compare Elena che guarda il campo di battaglia dalle alte mura di Troia.

Patroclo, mi dispiace, ma devi morire.


(la amo troppo)

mercoledì 8 giugno 2011

Gengis

Toni ce l'aveva di sicuro il soldatino dell'esercito di Dio, quello che saccheggiava Madian, anche se non mi ricordo di che colore era. I nostri soldatini Russi erano di un rossolenin scuro mentre i Cinesi erano di qualche punto più chiari. Quando giocavamo noi alla guerra a Mosca erano decisamente più comunisti di tutti. Gli Americani erano bludduro, gli Italiani erano verdagnoli , ma l'esercito degli Israeliti di che colore li facevano? Toni, quello con la barba è Mosè ?

Quando si giocava i soldatini erano tanti e ci volevano delle ore solo per piazzarli tutti. C'era da trovare un mare per le corazzate e un cielo basso da imbastire sulle cime dei nostri palazzi per le fortezze volanti; non bastava mai. Le guerre poi , alla fine, duravano una sega.

C'era Toni. Arrivava con il suo mucchio di soldatini spaiati : c'era il cowboy senza cappello, c'era il crociato senza la croce, il ribelle legato col pugnale spuntato, c'era il feroce Saladino in ciabatte di feltro, l'armigero che rincorreva il maiale (no, ti ricordi male, il maiale stava dietro), c'era pure un prete benedicente per l'estremunzioni. C'era Gengis.

Gengis come soldatino era uno strano militare, imbracciava due padelle, non aveva nemmeno un aspetto marziale. Ma l'hai rubato a tua sorella ?
Giocavamo colpendo i nostri piccoli eserciti con delle bilie di ferro simulando attacchi d'artiglieria, siluri, missili.
Toni raccontava altre storie di guerra. Tutte vere, diceva.

Lo sapete che c'erano tribù di pellirosse che quando combattevano tra di loro bastava che uno degli avversari venisse colpito in un punto preciso sotto l'ascella per dichiararsi sconfitto? Non importava mica ammazzarsi all'epoca. Napoleone a Ulm vinse senza esplodere un colpo, solo con una manovra di accerchiamento. Per vincere non è mica necessario ucciderci...

Gengis era difficile da buttare giù, gli davano equilibrio quelle padelle. Alle fine i nostri campi di battaglia si presentavano sempre così : carri armati ribaltati, file di soldatini distesi di fronte ai campi minati, fortezze volanti che finivano di cucire tutte le toppe del cielo sopra i caseggiati.

E c'era Gengis, l'unico in piedi su quelle rovine senza fili di fumo. Lui sì, aveva vinto senza sparare.







continua (la guerra senza Gengis)

lunedì 6 giugno 2011

Oimeroma




Nelle favole non è tutto poetico come a Starnului. Per correttezza bambine stasera vi devo parlare di Oimeroma.

A Oimeroma comandava una regina che si chiamava, come tutte quelle che l'avevano preceduta : Ultima. C'era stata Ultima prima, Ultima seconda, Ultima terza e così via fino a quella che regnava a quel tempo : Ultima decimasesta. Perché gli abitanti di quel paese erano tutti liberali, credevano nella democrazia, ma una regina fa stare tutti un po' più tranquilli. E' più rilassante avere una regina. Lo sposo della regina veniva scelto durante un torneo pubblico dove vinceva chi cantava la canzone d'amore più bella. Per sposare Ultima decimasesta si presentarono in tre. C'era il corista attempato (era già al sesto concorso) che cantava una canzone dove all'inizio lei non sapeva amare e usciva con un altro (peraltro bellissimo), poi si accorgeva del corista (dopo solo 1 minuto di canzone) e finalmente si innamorava. L'altro cantante invece era giovanissimo e cantava un motivo dove lei lo vedeva solo come amico, dopo circa 35 secondi e una lunga serie di amori inconsistenti riconosceva nel giovane/vecchio amico l'unico vero amante della sua vita. Infine la terza melodia, non parlava di donne, uomini, amanti, ma di un occhio. L'occhio sinistro quello più difficile da convincere, da far innamorare. La canzone parlava dell'interno di un occhio, di quei cerchi che si vedono dentro e si contano, come quelli degli alberi, perché sembra che l'amore si vede subito quanto dura. Poi raccontava di orbite, perché bisogna assecondarle le elissi che ruotano intorno all'iride, seguirle bene quando si ama (si notano soprattutto quando si balla stretti). Poi bisogna camminare sul bianco di quell'occhio anche quando scopri che è un angolo di nuvole e non c'è terra sotto.

Durante il concorso però ci fu una rIVOLUZIONE (si scrive così perché le rivoluzioni se le scrivi diversamente non funzionano mai). Tutti i delusi dalle canzoni d'amore (sono milioni) si unirono a quelli che mettevano la maionese dappertutto e Ultima decimasesta fu deposta. La regina scappò in esilio con uno dei suoi amanti che era uno dei cantanti del concorso. Quale? Non lo so, ma si racconta che all'inizio erano solo amici.

Così salì al potere Ultima diciassettesima e furono anni di prosperità e abbondanza. Certe volte però bisogna proprio tapparsi le orecchie a Oimeroma perché si arriva a sentire cose terribili, cose spaventose tipo :

"... per me un cono stracciatella e maionese, grazie"

mercoledì 1 giugno 2011

starnului



C'era una volta, su un lettone a due piazze, due ragazze Senzasonno e un padre appena un po' più giovane di adesso, ma con un vecchio libro di favole che ormai riusciva a chiudere solo un occhio delle Senzasonno. Allora per sigillare di sonno anche l'occhio sinistro (quello che si stanca dopo) si inventarono il paese di Starnului.
A Starnului esisteva un lago dove c'erano dei pesci PERSIci che si cibavano solo di bolle. Dentro le bolle che riuscivano a salire in superficie però c'erano tutte strofe di poesie e sulle rive del lago c'era sempre un sacco di gente ad ascoltare. Non c'era nemmeno un poeta però.
A Starnului c'era un bosco che affondava le radici dentro un humus fatto di vecchi giornali sportivi. Le foglie erano a forma di gagliardetti come quelli delle squadre di calcio e sotto c'era sempre qualcuno che voleva vedere dov'era lo scudetto. Nemmeno lì c'erano poeti...figurarsi.
A Starnului c'erano delle rondini che facevano voli a forma di ∞ e appena ne chiudevano uno, sotto ci trovavi qualcuno che si baciava. Mica solo principi e fidanzate, anche orchi, troll, gattimammoni, l'omonero e gente che non si era mai incontrata prima (anche dello stesso sesso !). Un tizio una volta baciò un filo d'erba sulla bocca (e quanto la cercò!). Nemmeno un poeta lo avrebbe fatto.

...

A Starnului c'era uno stagno di fenicotteri bianchi tutti strisciati di parole perchè (si è scoperto poi) mangiavano solo libri di poesia usati. Avevano un becco fatto apposta per girare le pagine. Un poeta si sarebbe fermato prima sulla scala dell'evoluzione.

Perché le favole sono la dogana della felicità, un mondo migliore in modalità provvisoria.


Poi ci si addormenta.