Non ci intendiamo proprio con la dottoressa, a volte mi chiedo se è utile continuare con le sedute. Però i miei sogni gli piacciono, non riesce a tirarne fuori nulla ma gli piacciono. Non ci capiamo perché io sono un tipo da stelle cadenti mentre lei ama gli atterraggi perfetti.
Gli racconto che due notti fa ho sognato di entrare in una libreria del centro e sul bancone delle novità c'era un piccolo libro viola : Guida completa per conoscere A.G. Stavano presentando un volume su di me, era impostato come una Lonely Planet, c'erano un sacco di posti con le foto, le novità e persino i commenti dei Clienti. Un commesso si è avvicinato per parlare e abbiamo discusso per un po' di mutui agevolati. E' il bello dei miei sogni. Riesco ad immaginare cose straordinarie, ma mi serve qualcosa di banale per non perdermi, mi serve incollare un pezzettino di realtà per non uscirne pazzo.
Stanotte ho sognato un terremoto devastante e mentre scavavo per far uscire una vecchina dalle macerie, lei intanto mi raccontava la ricetta della pappa col pomodoro. Me l'ha illustrata tutta un passaggio dopo l'altro. Un giallino di realtà all'interno di un incubo.
La guida per la conoscenza di me era aggiornata al 2007 ma l'ho comprata lo stesso anche se penso che per conoscere bene i posti bisogna viverci qualche mese. Il commesso mi ha riconosciuto, era il marito di Paola. Mentre uscivo dalla libreria ripensandoci mi è venuto in mente che il marito di Paola non è biondo con i capelli lunghi (hai un bel fisico, detto da uomo a uomo), eppoi mi sembra che il marito della mia amica sia un medico.
La dottoressa mi ripete che che i sogni premonitori sono favole, che bisogna interpretare perché il sogno è un continuo della giornata, una rielaborazione...
Al solito non ho detto nulla, ma stamattina ho incontrato Paola. Ha lasciato il marito dopo vent'anni di matrimonio e ora sta con uno molto più giovane. Non le ho detto che lo conosco.
E c'è ancora questa piccola buccia di pomodoro incastrata nel mio sorriso che sembra una fiammella. Non riesco a raggiungerla. Eppure spazzolo in verticale, come mi racconti sempre tu, come mi insegni tutte le notti.






