lunedì 30 agosto 2010

I centesimi di Einstein


Sono in arciritardissimo!
Come mai non riesco mai a vedere che differenza c'è tra un tramonto e una scrivania ?

Esco di casa con 7 € e 55 centesimi nel portafoglio; sono in ritardo, un’altra volta.
Mi faccio di corsa tutto il viale fino alla gelateria …
Velocissimo.
"Sei puntuale stasera" - ti bacio col fiatone, ti succhio le labbra come un subacqueo farebbe con l'erogatore
L'ho fatta franca...

Mentre pago nel portafogli mi ritrovo 8 € e 5 centesimi.
Cono, fragola, velocità ,spazio, tempo, massa... soldi (€ = mc²?). Senza panna.
Posso calcolare la velocità raggiunta per ritrovarmi in tasca 50 centesimi in più ?
Cerco di spiegarti quello che è successo.

"L'unica cosa della fisica che mi piace è la forza di gravità " - mi dici durante la traiettoria ellittica del tuo abbraccio
Altro mistero.

venerdì 27 agosto 2010

3 canzoni

"From all of these signs saying sorry but we're closed all the way down the telegraph road”
Telegraph road – Dire Straits – 14minuti e 21secondi

Una delle poche canzoni che ti permettono di rollare e fumarti una bella canna in santa pace, pensò il dj prima di scuotere la cenere. Il filtro era un vecchio biglietto della metro di Londra.

"Sono fumato fino a portobello road."

La cenere formò sul pavimento nero come una striscia di stelle.

"Ora apriamo i microfoni alle vostre richieste" - disse senza troppa voglia sperando che a quell'ora non ci fosse il solito fesso pronto a dedicare "please don't go" alla fidanzata.

"Cos'è un telegrafo ?" - una voce sottile fece subito eco nello studio.

"Bellissimodadovechiami?" - pronunciò la sua formula magica sperando quella voce non fosse vera, ma il solito difetto della cuffia destra.

"Tipo telefono?"

"Macche telefono, col telegrafo si comunicava con un alfabeto speciale. Ci voleva il ...il morse" - gli venne finalmente in mente. Quel libano rosso era veramente forte.

"Hai presente punto linea, punto, linea..."

"Era per mandare le richieste di aiuto ..." - disse il ragazzino.

Chissà perchè del telegrafo ci rimane solo quello. Salvate le nostre anime : SOS. Solo quello. Sono Ormai Solo (da sempre-per sempre)

"No, si poteva comunicare di tutto ad ogni lettera corrispondevano dei segni ..."

"Sono solo, la canzone mi piaceva, ma non ho dediche" - disse il ragazzino senza una bava di paura.

Non voleva chiedere nulla, sapeva che non era la trasmissione giusta per quel tipo di domande verità, ma quella voce gli faceva venire in mente tante cose.

"La mamma balla anche stasera" - anticipò il ragazzino mentre la cuffia comincio a ronzare.

Lo sapeva bene da dove chiamava quel ragazzino.

"MMmmmm MMMmmmm Mmmmmm I believe in memories They look so, so pretty when I sleep."

Come mai la vita non è come una canzone di Jack Johnson ?

Si ricordava bene dei brutti mazzi di fiori, dell'odore che lasciavano nella stanza il sudore e i deodoranti stick, delle sveglie mancate, di quello sbagliato che sembrava giusto la sera prima, lui e la mamma sempre spettinati in ogni occasione persino durante la prima comunione. Due selvaggi da condominio, due bottoni lenti, due coriandoli dopo la festa.

"Telefoni da casa mia" - avrebbe voluto dire al ragazzino

La voce si stroncò come una canzone quando entri in galleria.

Era il momento di una metterne una , per finire il fumo comprato ieri, collaudare il vecchio modo di star male.

Tiny dancer – Elton John – 6minuti e 17secondi

lunedì 23 agosto 2010

Elevator Tales



Questo appartamento è stato un vero affare. A parte questo ascensore. Questo stronzo di ascensore anche stamattina si è fermato con me e la Signora Vinci bloccati dentro. Solo muro stavolta, non c'è verso di capire dove siamo. Il campanello di allarme sibila senza eco.
Un vero affare. Non volevano venderlo a nessuno della zona, cercavano qualcuno di fuori. Non era nemmeno in cattivo stato, mi diceva il venditore che ci aveva abitato solo una persona negli ultimi venticinque anni. Il prezzo che chiedevano era comunque alto, ma per la zona era un vero affare.
La cosa strana erano gli scarichi dell'acqua presenti in una delle camere da letto. Eppoi c'erano le mattonelle in quella camera e nell'ingresso. Strano.
Non si respira qui dentro, per fortuna la Signora Vinci è uno scricciolo di settantacinque anni. Una di quelle donne che sembrano chiedere scusa quando respirano, sempre gentilissima, mai servile però. Quando mi sono trasferito nell'appartamento era l'unica che mi salutava. Gli altri inquilini mi ignoravano, tiravano di lungo quando arrivavo, facevano finta di non vedermi per non fare quei lunghi secondi di viaggio in ascensore. Questo cazzo di ascensore.

Meglio la Signora Vinci che il meccanico che abita di sotto, quello peserà almeno centoventichili e si porta sempre dietro un fazzoletto bianco per asciugarsi. Non capisco come faccia. Quando torna dall'officina quel fazzoletto è ancora bianco e lui sembra un pinzimonio di morchia.

Cerco di conversare con la vecchietta in attesa dei tecnici della manutenzione(sette volte sono intervenuti questa settimana!).
"L'amministratore ci deve avere qualche interesse a tenerli, perché sennò un si' capisce perchè non si cambia !" - mi dice frugando nel portafoglio.
Sorrido. Non è tipo da chiacchera facile, provo a chiedere come mai nessuno mi saluta in questo cazzo di palazzo.
 
"Tutti pensavano Lei fosse un parente", mi dice la Vinci...
 
Non era facile, non potevo arrivarci da solo.
Mi racconta che dove abito ora ci viveva una mammana.

"Una di quelle streghe che fanno gli aborti di nascosto"
"Quando cominciò ci venivano le signore impellicciate, ma negli ultimi anni si vedevano solo quelle negrone sugli zatteroni!"

Non c'era stato verso di mandarla via né di farla smettere: "L'era così potente..."

Lo spiffero d'aria che arriva dall'alto si è scaldato, da quanto tempo siamo chiusi ? Due piedi si agitano sopra il muro, sono arrivati.
Capisco. Vedo la scritta, in un angolo, accanto a quella grande col pennarello nero (ANTONIO BUCO) , una calligrafia tremante, ruvida : ti chiamavi Giulio.