
Questa storia finisce bene. Non aspettattevi però un lieto fine. E' di quelle che sei contento quando finisce. Nonostante oggi ci sia un sole che non ha studiato e scalda poco.
La biancheria di Sonia si muove controvento.

La biancheria di Sonia si muove controvento.





"Di che razza sarà?" si domandano gli angeli. La tigre gli prende il polso.
Sente dentro di sè il tac dell'orologio marcatempo che segna le ottozerouno. Ritardo.Non è il cuore.
Ride. Sul sito della Farnesina sconsigliano viaggi nel suo paese.
"Le Università sono tradizionalmente politicizzate e scontri fra le diverse fazioni degli organismi giovanili sono un fatto frequente.
Sedi di protesta per ragioni salariali o di condizioni di lavoro sono le fabbriche nella cintura di Dhaka."
Non ti puoi accorgere di tutte le cose crudeli. E' difficile. Lucia pesa 127 chili. E' un numero grande rispetto a tante cose che non conosce. Non conosce nessuna ragazza che pesa così, non c'è un autobus in città con quel numero. Se avesse una gemella non potrebbero salire insieme nell'ascensore condominiale. Ci sono parole crudeli e te ne accorgi per sbaglio.
"Ora non ti insegnano più un mestiere, ti mettono subito a lavorare!" mi dice il meccanico mentre rimonta una marmitta a specchio su una vecchia moto. Ogni pezzo che monta gli manda un riflesso, anche gli attrezzi sono lucidati. Non si capisce come faccia a non vedersi. Le guance strisciate di morchia, i pochi capelli unti che gli corrono in capo disegnandoci curve e rettilinei. Stasera sembra corra Silverstone sul capo.
Io non so fare nulla, mi prenderanno sempre dappertutto. Non è una mia battuta. La dice Gig Young in un film con Doris Day. C'era anche Cary Grant. Ho lavorato per due anni per una di quelle ditte concessionarie dell'acquedotto. Fare l'esattore non è facile. Specialmente se sei giovane. Un pensionato che riscuote le bollette è molto più rassicurante. E' un lavoro che ti dava poco (250 lire a bolletta!) ma capivi tutto.
C'era quello che ti passava i soldi sotto la porta senza aprire e quello che ti invitava dentro a prendere un caffè. Quella che ti apriva coperta con due cappotti e l'accapatoio e un'altra in sottoveste. Uno di Sesto Fiorentino mi rincorse per 5 piani con un martello. Un ragazzo di Via Toscanini si mise a picchiare il fratello perché faceva tre docce al giorno. Un ristorante di Via Baracca aveva un iceberg in sala, ma quello era mare mica acqua clorata del Comune. Una ragazza di Via Baccio mi fece riparare un bidet che perdeva da un mese almeno. Una ragazza di Campi Bisenzio mi aprì in camicia e basta; sembrava Jane Fonda in a "A piedi nudi nel parco". Ci vuole tanto per riscuotere e un attimo a innamorarsi. E Redford è uno che torna preso dal lavoro. Dalle parti di Viale Milton c'era un contatore che generava una nota standard, come un diapason. Era buono per accordare i violini.
Una volta in zona Via Aretina un anziano professore mi invitò ad entrare in casa. "Ma come l'acqua si paga?", si stupì scartando la bolletta.
Diceva di aver inventato una macchina per fare le nuvole. Voleva assolutamente che la vedessi. Era in terrazza perfettamente funzionante. Avrebbe risolto un sacco di problemi. Il solito pazzoide. Ero già pronto alla fuga, avevo contato gli scalini della via di fuga. Quel giorno il matto mi era già toccato, due erano un evento raro anche per un esattore. Un vecchietto di Scandicci aveva strappato il contatore dal muro urlando che avrebbe affondato il Poseidon.
Lo ringraziai, ma gli dissi che avevo ancora un centinaio di bollette da riscuotere quel giorno.
"Sarà per la prossima rata"
Qualche mese dopo tornai in zona e suonai il campanello. La signora dell'appartamento di fianco si affacciò e mi disse:
"Guardi che il Professore non abita più nel palazzo. Ha venduto una di quelle sue invenzioni... Ora sta in una Villa sulla Bolognese!"
...
Ho imparato a riconoscerle. Ora quando guardo in cielo le vedo. Sono diverse. Sanno di essere nuvole. Sono quelle con le facce tristi, un pesce senza coda, a volte hanno forma di coltello senza manico. Sono quelle lontane dal sole. Loro lo sanno di essere nuvole.
Tony è il capo. E' lui che taglia la roba. E' lui che prepara le stecche di fumo. E' lui che pensa. Eppoi ci sono io, che ne devo far fuori uno.
Tony : il capo con una faccia perennemente spettinata.
Mariontonietta la sua donna rossa e anoressica.
Brunobruno, sauro bruciato di capelli, duro con la feccia degli spacciatori.
Il cinese butterato, ingobbito sul libromastro. E' quello che riscuote e sputa.
Intanto l'albino l'ho tolto di mezzo.