venerdì 23 luglio 2010

Ada non poteva leggere Spoon River


Fanciulla ventitreenne
legge solo romanzi francesi
dieci righe per descrivere un vestito da caccia
venti per uno da sera

Chiamata al cielo
lo sai che lassù si respira peggio
e ricorda di non voltarti

Ad unirsi al coro delle vergini.
non ridere, quando canto non tossisco

Dopo quattro continui lustri
di insanabile morbo
oggi ti basterebbe un farmacista pignolo

sopportato con eroica pazienza
finisco questa pagina e spengo la luce

i genitori Giuseppe e Isolina
piangono e piangeranno
una si cara creatura
mi sento meglio, gli impiastri funzionano

finché la riabbraccino in paradiso
scritto così è una sicurezza

Staccati, i fili della luce votiva grattano il culo grigio di un fiore di plastica .

Un geco ha perso la coda.

martedì 20 luglio 2010

Zibo




Non chiamatemi single

Mia Zia T. quando raccontava di uomini non sposati diceva : "quello l’è un po’ Zibo".
Un po' zibo perché per la Zia un uomo non accompagnato non era mai un intero.

Cos'erano allora ?

"mi pare sia un mezzo ragioniere, ...c'ha un mezzo podere dalle parti di Cascina, ...lo conosci anche te c’ha una macchina mezza bianca …"

Mi sono innamorato 11 volte e ho avuto 5 storie d’amore. Ho pensato sempre che fosse una buona percentuale. Riflettendoci bene non è così male perché se S. non voleva tramonti, L. sapeva scappare, sapeva chiudere gli sportelli, serrare i boccaporti. Quota periscopio, dici dentro di te, ma ci sono solo onde.

Con P. invece non mi sono scoperto.

Sono fatto così , ho sempre avuto paura. L'ho chiamata la sindrome di Jackson Browne. Avete presente la canzone : "she must be somebody's baby. She's got to be somebody's baby. She's so fine. "

Doveva essere per forza la ragazza di qualcuno, era così bella.

She's probably somebody's only light.

Che bello il genitivo sassone, ti basta il ricciolo di una s e sei già di qualcuno, almeno fino alla fine della riga.

Non ditemi che non ho avuto fortuna perché la fortuna in amore è come una ballerina grassa su un carillon.

Sono dentro la doccia quando sento partire la centrifuga della lavatrice; ormai è tardi. Il rivolo d’acqua che scende non riesce a sciogliere il ricciolo di schiuma che ho in testa.


Non chiamatemi single.

giovedì 15 luglio 2010

Fate



Appena arrivata mi ha baciato a nord del mio posto più caldo (non me lo chiedete, nemmeno io sapevo dov'è).

“Sai cosa dice Confucio ?” mi dice mentre fruga nella borsa.

"Se c'è rimedio perché te la prendi? E se non c'è rimedio perché te la prendi?"

Ci trovi sempre un po’ di notte in quella borsa.
Una cicca, un bicchiere da tequila appena scheggiato, una foto ritagliata da una vecchia carta d’identità di chissacchì.

“Una notte fantastica quella…” prova a spiegarmi.

E’ come vedere dentro la pancia di uno squalo, quando la aprono e tirano fuori di tutto. Targhe d’automobile, palline da tennis, piccoli elettromestici …

E’ come l’autopsia di Elvis : sonniferi, eccitanti, una scatola di moment, due pillole di Aspro (ma da quanti anni sono in quella borsa?), una striscia di pillole anticoncezionali finite un sabato, un cartoncino di mc donald con tre patatine fritte…

Quando il tavolo è quasi pieno pesca dal fondo un gigantesco cazzo di gomma trasparente, rosso brillante …

E' come una bacchetta magica”, mi fa

“Una volta mi si avvicina uno , una faccia da bastardo, una siringa in mano e due occhi gialli ”
“Metto la mano nella borsa … e ti trovo subito questa !” lo indica
“Tirati giù i pantaloni stronzo ! Gli ho urlato impugnando questo cosone che oscillava e pareva pure più lungo…”

“Quando ho respirato di nuovo non c’era più”.

Fruga ancora in una tasca laterale : un mattoncino del lego tutto rosa, un peluche di tom cruise in costume da bagno, dieci sterline con l'immagine di elton john, una mela rossa rosicchiata …

“Questa ora la finisco, ma cosa ti volevo far vedere …”

mercoledì 7 luglio 2010

Vananeghen

E' una partita infinita.

Finiscono sempre così le finali con la banda del Pescucci. E' veramente tardi e i nostri corrono a casa uno dopo l'altro. Siamo rimasti io e Roberto, quindi, salta lo schema; la nostra squadra appliccherà il modulo 1-1 - ∞

Tanto ne busco lo stesso, anche se arrivo in orario per la cena, anche se mi pulisco le scarpe, se la bacio dopo il bagno, anche se ho preso nove a Italiano e Storia.
Roberto invece è il più piccolo di 6 fratelli. A lui fanno sempre le feste anche se arriva quando sparecchiano.
Quelli della banda del Pescucci poi ...
I loro babbi sono tutti camionisti, quelli mica ce l'hanno un orario. A volte arrivano la notte e per non far rumore e svegliare i ragazzi dormono in cabina.
Quelli della banda del Pescucci sono rimasti tutti a giocare a parte Oleandro; ma Oleandro lo fanno giocare così all'ala che rimane sempre dietro a dei piccoli alberi di pino, quasi sul marciapiede. Oleandro ha il pigiama sotto i pantaloni, è già tanto che non va in panchina.
Chissà perché Roberto urla sempre quel nome. Mentre gioca fa la telecronaca dell'azione e alla fine c'è sempre pelè, rivera, beckenbauer, maradona, baggio che passano a vananeghen.

"e vananeghen segna ancora !" Urla Roberto al suo catino immaginario.
Chissà perchè proprio quel giocatore che pochi si ricordano.
Roberto da solo continua a scartarne due, tre alla volta per passare a vananeghen.

... e vananeghem segna ancora driblando pure un cartello di divieto di sosta e quello della pubblicità elettorale. E' quasi buio in questo giardinetto spelacchiato con le porte segnate da un grosso ciottolo e dal giubbotto di Oleandro dall'altra parte.
Si accende un primo lampione all'angolo proprio quando vananeghen segna un altro gol !
Dalle mie parti gli avversari si vedono poco, Roberto li ferma quasi subito, non sente le botte, quasi vola per non prendere calci.
..poi passa a scirea che lancia jairzinho, che di prima passa a vananeghen...

C'è gente che ci guarda dalle terrazze, qualcuno si è portato il piatto di pasta e mangia.
Le moschine vorticano attorno ai lampioni che : illuminano wemblei a macchie - dice Roberto. Poi mi compare da una chiazza di buio e mi dice : 10 a 7 !
Le guardiamo insieme che nuvolano intorno alle luci.
"Le donne non ci capiscono un cazzo di calcio" - mi dice indicandole.
Poi si gira verso di me con un sorriso uscito di pochi centimetri dalla base del palo... e mi dà un cazzotto sulla spalla .

"A parte te Monica..."

venerdì 2 luglio 2010

tutto




Al cinema Giglio il Venerdì sera programmavano film porno e potevi entrare anche se eri minorenne.

Gli altri giorni la bigliettaia ti guardava scocciata e diceva : "Stasera unsì pole e c’è la siae aggiro!"

Prima di entrare si consumava il rito chiedendo alla maschera : "Ma che si vede tutto ?"
"
Tutto" - rispondeva sempre lui.


Quando si riusciva ad entrare si scopriva che erano film soft, erotici senza troppa ginecologia. Raramente capitava un film porno vero e proprio. In quelli erotici ti ricordi le facce...
La sala non era per niente accomodante e qualcuno più coraggioso urlava :
"T’avevi detto che si vedea tutto, invece unsi vede un cazzo !"
"Pe’ quello basta’a che t’andavi a pisciare !"


Oppure il solito agitatore vociava a metà proiezione : "Maschera e c’e un bu’o! "

Tappalo !"

Ma cos’era tutto ? C’è qualcuno che lo sa veramente ?

tutto è una parola che, lo senti, fa già fatica ad uscirti di bocca e non ti riempe la gola


ha solo un soffio di spazio e non sempre passa

tutto è una parola bionda con le tette di silicone

tutto tutto non ti serve, un po' di spazio invece

perché tutto non ti entra mai e allora scegli

di tutto si poteva tranquillamente dire che non sapeva nemmeno recitare.