Bialetti Industrie chiude lo stabilimento produttivo di Omegna, nei luoghi dove Alfonso Bialetti fondò il gruppo omonimo, per spostarsi nell'Est Europa.
«Il perdurare della crisi congiunturale del mercato di riferimento e la crescita dei produttori dei Paesi low-cost, che hanno comportato un sensibile calo dei volumi del business delle caffettiere (-26% nell'ultimo biennio), hanno reso il modello produttivo utilizzato da Bialetti in passato per le caffettiere non più competitivo, né sostenibile, a causa dell'alta incidenza dei costi fissi e indiretti» spiega l'azienda in una nota.
«Il perdurare della crisi congiunturale del mercato di riferimento e la crescita dei produttori dei Paesi low-cost, che hanno comportato un sensibile calo dei volumi del business delle caffettiere (-26% nell'ultimo biennio), hanno reso il modello produttivo utilizzato da Bialetti in passato per le caffettiere non più competitivo, né sostenibile, a causa dell'alta incidenza dei costi fissi e indiretti» spiega l'azienda in una nota.
Dietro queste righe c'è la vita di 118 persone, ma l'azienda non lo spiega così bene nella nota.
Scopro che esistono, oltre ai voli low cost , anche paesi low cost e persone low cost, chissà quanto deve essere lunga la tratta per un po' di dignità...
Federico ora compra le cialde su e-bay, certo tocca prenderne 500 per volta, ma risparmia comunque un sacco di soldi
Con la moka invece aspettava il primo schizzo di caffè e lo lavorava in una tazza per fare la cremina che aggiungeva dopo.
Sua moglie dice che sapeva fare solo quello, non si ricordava di salare l’acqua della pasta, non sapeva rompere un uovo, non ha mai cambiato un pannolino, il loro pesce rosso imparò a fare delle bollicine ellittiche per ricordargli il pranzo.
"Sarà colpe delle cialde se chiudono?" mi chiede
Premo il tasto rosso lampeggianteSembra facile


34 commenti:
Il motto "sembra facile" per molti dirà poco o nulla ma per quelli della generazione "A LETTO DOPO CAROSELLO" dice tutto (guardatevi il link). Ognuno ne ricavi quello che vuole...
...sembra facile
quando poi gli eredi bialetti verranno comperati dai cinesi, che già imitano la famosa caffettiera senza gli stessi risultati, sarò lieta. Che ne dovrebbe sapere l'uomo low cost dell'amore che c'è in una tazza di caffè che normalmente si beve, se va bene una tazza di sbrodaglia lunga e priva di gusto.
Vadino vadino lor signori a riempirsi le tasche sfruttando gl operai low cost, poi non si lamentino se gli operai di qui, privi di soldi, non compreranno più le loro caffettiere e di sicuro non gliele compreranno i popoli che del caffè non sanno nulla, che non sanno che "sembra facile" che non sanno nulla di Eduardo.
I loro pronipoti non saranno così felici, ma loro avranno un bellissimo mausoleo dove riposare
....sembra bello!
la cremina con la moka è un'arte che a breve andrà persa.
propongo un gruppo di lavoro per tramandare l'arte della cremina e un gruppo di lettura per i romanzi della casa editrice Varano... Varano?! Strano!, non l'avevo mai sentita prima........................... :-)
sono triste. molto. io la mia bialetti me la son portata dietro qui in australia.
dopo la omsa adesso anche loro.
Mmm... quando voglio esprimere sinteticamente la mia incapacità ai fornelli dico:
"Lascia perdere con me, io non so fare nemmeno il caffè!"
Quindi per me facile non è....
Ciao!
beh loro trasferiscono il lavoro all'estero (anche detto Outsorcing) e noi possiamo solo sabotare. Niente caffettiere Bialetti perchè è chiaro che la ditta ha intenzione di prendere scorciatoie qualitative, e visto che poi l'alluminio non fa neanche tanto bene, vorrà dire che cambio tutte le mie in acciaio Inox, non Bialetti. E' l'unica azione che una povera crista low cost, senza lavoro da 2 anni e +, può fare di fronte ad una tale scelta di "modello produttivo"...chi l'ha visto il film Spotswood (anche chiamato The Efficiency Expert) con Anthony Hopkins? non ci sono più tipi così....
credo che si assomigliano e quasi si toccano, (credo)
bello il romanzo..................
AngS
Ciao, Giardigno, io adoro la moka ed il caffè, tant'è che le ho dedicato dei versi e spero che non ti dispiaccia se te li mando.
Mi mancherà l'omino coi baffi!
Un saluto Giardi e a presto:
"L'intimo raccoglimento del mattino"
E si insinua prepotente ogni mattina.
Domina la mente e il corpo, percuotendoli dalla lentezza di un sonno che ostenta a lasciar posto al ritmo quotidiano della vita.
E’ il suo colore, l’aroma, il caldo.
E’ l’impronta che da inizio a un nuovo giorno.
Amaro, dolce, nero, macchiato.
E’ il suo gorgogliare nella macchina metallica.
L’eruzione di una lava indispensabile in una cucina ancor sgombra, all’alba, dai rumori, dalla luce, dalle voci.
E’ il presente, l’attimo che da inizio “ai giochi” ignoti del prossimo accadere.
E’ ciò che spazza via dalla bocca l’amarognolo impastato sapore di un incubo o che ravviva l’eccitazione di un bel sogno appena ricordato.
Piccolo e prezioso momento d’intimità.
E si materializza con gesti unici, uguali, ripetibili.
E ogni dopo, è un arcano vitale diverso.
La sua flagranza inonda sovrana la stanza.
E la sua linfa ci accompagna fino al prossimo che non disdegneremo di bere in compagnia.
E io non rinuncio mai a un buon caffe!
Un altro pezzo di storia che ci lascia... la solita storia!
mirco
weeeeee antooo essi c'hai ragione tu, esistono eccome paesi low coast e anche moolto vicini a noi la grecia lo stà facendo vedere
Io mi scordo sempre il caffè sul fuoco, quindi brucio periodicamente le caffettiere. Ma come fanno a portarsi all'estero il "made in Italy"?
Ti ho lasciato un commento sulla cosa che hai scritto da me! Ciao, ciao. Sara
Il fatto di aver dedicato due post simili all'argomento la dice lunga su quanto questa realtà produttiva sia da noi sentita come "nostra". In fondo il made in Italy si è fatto grande grazie a trovate geniali come la Moka.
PS
Ho letto di "eredi Bialetti". In realtà l'azienda è da anni in mano ad un gruppo industriale bresciano. Qui forse sta una parte del problema.
I tanto criticati "padroni" di una volta avevano reti di relazioni nei paesi in cui abitavano. Impensabile per loro andare a produrre lontano dal luogo dove vivevano e dove avevano una reputazione da difendere.
Per una multiunazionale invece, la decisione di dove produrre è unicamente una questione di costo.
Grazie mille per il commento...
a presto.
idem come alfa... e poi che dire... sarà che da tapina sperduta all'altro capo del mondo ormai sono nella terra-dove-le-gente-il-vero-caffè-non-sa-nemmeno-che-sapore-abbia, ma me lo sto scordando davvero... eppure la cremina... per quella si che farei ancora pazzie! :-) ciauzz
altro che cialde!!!
io adoro la moka bialetti e questa notizia mi rattrista!!!!
e che l'Italia si sta frantumando in tanti pezzi, questa è la triste e dura realtà.
Mi chiedo cosa rimarrà di "made in Italy" alla fine...
ciao antonio, finalmente ti è passata la fase sibillina o forse sono io che sono più sveglia? comunque sarà che ho preso il caffè con la moka e come tutte le mattine giro lo zucchero, giro giro, così mi rilasso e cogito ergo sum. Qui tutto sta diventando low e compresso come le cialde.
Sembra facile fare un buon caffè!
Ma quello che mi chiedo è questo: la 500esima cialda di caffè non avrà perso un po' di aroma??..
No, no Giardigno, io credo che sia solo pigrizia. Nostra.
Io uso la moka, perchè mi piace il caffè della moka, ma si fà fatica a farlo, ci vuole tempo(!!) e poi, diciamocelo, non fà figo!!!!!!!Syl
Mi hai messo tristezza, io non uso la moka, perchè lavoro in un bar, ma le poche volte che lo faccio a casa, quanto mi piace usare la Bialetti, mia suocera ne ha una collezzione, parte da quella monotazza per arrivare a quella da sei tazzine...piuttosto che la cialda uso il caffè solubile.
Ciao.
PS Carosello è indimenticabile.
il caffè a casa mia si fa solo e rigorosamente con la moka, sono una nostalgica.. ^ __ ^
e orgogliosissima di far parte della generazione "a letto dopo carosello"
un abbraccio
p.s. mi spiace assai per chi a causa di tutto ciò perderà il proprio posto di lavoro
Che amarezza, se ne vanno tutti.
Io una Bialetti piccola piccola l'avevo portata con me in Erasmus, però la cremina non l'ho mai saputa fare. Ma forse è meglio così visto che se non sbaglio ci vuole un bel po' di zucchero...
Io comunque pur non essendo della generazione del Carosello lo sento molto mio perché mia mamma me ne parla sempre! Anche lei doveva andare "a letto dopo Carosello". Ho anche in mente la musichetta iniziale, mi mette nostalgia di qualcosa che non ho vissuto, che roba!
..io non ho mai visto il carosello se non in qualche video che gira in rete, ma le cose del 'passato' sono proprio 'in breve le cose preziose' da 'riconsiderare'.
Un abbraccio, mio carissimo:-))
L'idea delle persone low cost è molto, molto avvilente.
un altro pezzo d'italia che se ne va..che dirti caro, personalmente non ci capisco più nulla, forse sarà il rifiuto dello schifo che c'è in giro..cmq tempi andati..e per la cremina del caffè: una goduria:-) Un caro saluto
Sembra sempre facile.... ma poi si scopre che mai lo è !
Teorema del mercoledì mattina !
Il caffè della Peppina
non si beve alla mattina
né col latte, né col thè
ma perché, perché, perché......
Correva l'anno 1971
Mia madre mi portava la tazzina di caffè a letto dandomi la sveglia per studiare.
A casa dei miei la sveglia suonava alle 4 per mio padre, che andava a lavorare, poi mi svegliavo io, verso le 5 per studiare (preferivo studiare la mattina presto a mente fresca), poi viva via tutti gli altri.
Mia madre entrava con la tazzina di caffè e mi diceva: Marilè, guarda che è ora.
Tutte le mattine fino al sabato.
La domenica, che non dovevo studiare, dava democraticamente la sveglia a tutti portandoci la tazzina di caffè a letto, alle 7 di mattina, perchè doveva rifare numerosi letti, alcuni dei quali impedivano il passaggio verso la cucina o il bagno :)
Ho sempre conservato la convinzione che, tra tutti i gesti della giornata di mia madre, quello di preparare il caffè a quell'ora mattiniera, era quello che espletava più volentieri perchè significava: tra un pò tutti fuori dai piedi! :)
Bello rincorrere i ricordi con te, Antonio
Un bacio
Marilena
Ricordo quello spot... ah, no! Che allora non si chiamavano ancora cosí...
E fra qualche anno rileggeremo queste righe con quel tono nostalgico alla Eduardo De Filippo sul balcone, con in mano un bicchiere di cartone fumante con il logo di una qualche multinazionale.
una vera fitta al cuore.
io alla moka ho dovuto rinunciare, causa innumerevoli bruciature...almeno se lasci accesa la macchinetta mal che vada sprechi corrente...che tristezza però le persone low-cost!
mi piace perchè sulla home page del sito bialetti c'è scritto:
crediamo nelle nostre risorse e nel saper fare specifico del nostro territorio, nella tradizione di un paese unico quale l’ Italia, ricco di valori, di cultura e bellezze irripetibili.
Da questi principi nascono tutti i nostri prodotti “
HA HA HA
il caffè è la cosa più bella del mattino il gorgogliare della moka il profumo che sale le scale
spero solo prendano provvedimenti
io intanto andrò a fare scorta di moke
ciao jar
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