martedì 30 marzo 2010

l'investigatore privato (giallo in due righe e mezzo)


Le indagini della polizia indicavano un'altra pista.

Solo lui si accorse che lo scheletro nell'armadio di Tony era più abbronzato degli altri.





Per imprescindibile volontà dell’autore sono state torturate alcune regole classiche del giallo e della grammatica.

Inoltre è stato sciolto nell’acido un aggettivo e tagliato la gola ad una virgola.

lunedì 29 marzo 2010

Il Signore degli Anelli (La Formula Inversa)

Ci vorrebbe un amico per ogni esigenza.

Fabio fa il gioielliere da più di trent'anni, ha cominciato dopo la scuola dell'obbligo in una bottega tre metri per due.
Stavolta gli chiedo un favore veramente grosso. Per il compleanno di Annalisa vorrei regalare l'anello che ci hanno rubato qualche mese fa, una sua vecchia creazione.

Però deve essere una sorpresa. Non voglio prendergli un altro anello per la misura, non deve sospettare nulla.

"Un c'è problema" - mi rassicura. "Noi artigiani ci s'ha un metodo, una formula che ci permette di trovare la misura di' dito ricavandolo indirettamente da altri parametri conosciuti."

"Praticamente l'è una formula matematica inversa, te tummi dai l'altezza, la taglia, meglio la misura del collo della camicia, il numero di scarpe e noi ti si calcola il diametro del dito..."

Sono tutti dati che in parte conosco o che posso ricavare senza scoprirmi troppo e, il giorno dopo, procedo con l'elenco che lui incolonna in un foglietto quadrettato di seconda elementare.

Quando, la settimana dopo, vedo l'anello calzare perfettamente al dito di Annalisa rimango senza fiato : funziona davvero !

Oggi sono nuovamente passato perché per Pasqua pensavo ad un braccialetto per Emma e Matilde e ne approfitto per complimentarmi e chiedere della famosa formula inversa.

"T'ho preso per il culo !"- mi confessa

"In realta tengo un quadernetto dove appunto le misure delle fedi che ho realizzato in bottega e quindi l'è un giochino per me !"

Sono ammirato

Sono ammirato perchè in quei sei metri quadri di negozio c'è una professionalità meravigliosa, inimitabile.

Eppoi sono riuscito a scoprire quanto sono doddo, senza bisogno della formula inversa: ho finalmente la misura precisa.

mercoledì 24 marzo 2010

Twitter s'è inventato a San Giusto (almeno la versione analogica)


"Twitter è fantastico ! Mia nonna sa sempre dove sono e cosa faccio !" - afferma entusiasta il giovane ragazzo australiano prima di tuffarsi tra le onde di Coolum Beach.

Lo so che è riduttivo, ma noi s'era già inventato da piccini.

Dall'inizio della seconda elementare sono sempre andato a scuola da solo, senza adulti ad accompagnarmi.

La strada per raggiungere le elementari era segnata da incontri, da saluti veloci, da chiacchere.

Alla prima curva trovavi la Lavanderia della Sandra. Sandra e Milena avevano aperto la bottega pochi anni prima e la proprietaria era già truccatissima alle otto di mattina. Mentre la socia Milena malediva i pantaloni con la balza tra rapidi sbuffi di vapore, Sandra sorrideva a quelli che passavano.
Nessuno è mai riuscito a scoprire il segreto della tenuta del suo rossetto, sempre brillante, mai ritoccato. Nessuno ha mai firmato il referendum che Milena aveva indetto contro le balze dei pantaloni.
Era l'unica lavanderia della zona dove gli uomini portavano direttamente i loro calzoni e le giacche senza che le mogli o le mamme facessero da intermediarie.

Qualche decina di metri più avanti c'era la Rosanna. Rosanna era, insieme alla Simonetta, una delle due parrucchiere del quartiere. Il figlio aveva la mia stessa età. Appena mi vedeva controllava l'orologio e lo chiamava nel fondo della bottega : era l'ora di partire pure per lui. Sotto gli enormi caschi rosa c'erano le prime clienti della mattina, tutte rosse in viso che si facevano aria con Novella 2000.

Al secondo angolo c'era l'edicola del Sacchi. Sacchi era stato uno dei più grandi ciclisti su pista dello sport Italiano. Leggendario era il suo surplace. Perché il surplace sembra facile, sembra solo uno sfoggio inutile di tecnica, invece è qualcosa di evangelico. Perchè sulla bici, in pista, chi parte per primo è quasi sempre condannato ad essere infilato sul traguardo. Ogni tanto, dal vetro mi salutava e mi faceva segno che aveva messo da parte le figurine o l'ultimo numero dell'Uomo Ragno.

Poi si arrivava alla Pizzeria "Zi Nuccia" dove stavvi Egidio il pizzaiolo. Egidio contava i ragazzini e quando finivano di passare cominciava ad accendere il forno. Il pranzo era lontano, ma in casa non ce la faceva proprio a stare. La sua pizza non era granché, anzi. Il nostro sfottò era : "Egidio ogni pizza un omicidio".

Prima del vialetto della scuola c'era il bar del babbo di Ale. Il babbo di Ale per tutti era "i' Nappa" (nasone) e il soprannome si era esteso pure al ragazzo che tutti chiamavano "Cirano".
Non è mica facile coi soprannomi. Perché per affibbiartelo bastano cinque minuti e tutti se lo ricordano, ma per levarselo di dosso possono passare due o tre generazioni. Io e Cirano facevamo gli ultimi metri insieme prima di arrivare al cancello della scuola dove ci aspettava la maestra.

La nostra maestra ci baciava tutti. Tutti sulla testa prima di entrare in classe ed era quello il l'istante preciso che crescevamo. Quei millimetri di cellule che ci avrebbero trasformato per sempre aspettavano quel momento, solo quello.

Anche la mia mamma come la nonna del ragazzo di Coolum sapeva dov'ero e cosa facevo.

L'ho già scritto qui almeno un paio di volte, ma lo ripeto. Abitavamo alla periferia del Mondo,
...nel centro preciso dell'Universo.

venerdì 19 marzo 2010

La vita è tutto un film (anche con l’alzheimer)

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Il televisore illumina di lampi il salotto

"Babbo, che fai ?"

"Ciao, questo documentario sulla storia del Cinema è fantastico ! Lo sai che quattro dei sette samurai erano moschettieri ?"
"E non solo, ho scoperto che non erano tutti attori giapponesi; uno addirittura si chiamava Pisolo !"

"C’era pure Eli Wallach , truccatissimo, da Oscar ..." - gli sussurrò piano all'orecchio.

...e non basta un culturista per tirare su quella mezza lacrima


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Capitoli precedenti : primo; secondo

mercoledì 17 marzo 2010

Il mio libro era già una trilogia quando scrivevo il prequel



Titolo: Notti selvagge
Titolo originale: Occhi color Vernel
Scrittore: Antonio Giardi
Uscita: Agosto 2010
Serie: Passion
Numero: 70 (ti pareva! Non faccio mai a tempo per il 69)
Curiosità: all'interno un reggipetto commestibile per celiaci in regalo!
© Stenterel

Trama

Era il suo regalo di compleanno...

L'ultima cosa che Brandi Harnulovich desiderava era tornare nell’albergo, dove solo due mesi prima aveva perduto il marito, con un uomo che non conosceva. Cinque giorni + il sesto e il settimo scontati del 25% , con uno sconosciuto, per quanto affascinante, muscoloso, virile, intelligente, spigliato e sexy lui possa essere (Brandi ma che sei scema? Buttati!) potevano gettarla nello sconforto .

Sett Seven è il regalo di compleanno, eccentrico e molto costoso, che il marito ha voluto farle dopo che lei l'ha ritrovato abbracciato al carrozziere (no, non era morto, che pensavate ! ***).

Non può certo rimandarlo indietro il corriere non li prende i pacchi sopra 50 chili ! . In fondo potrebbe essere stuzzicante. Lei ama dominare e lui è disposto ad assecondarla in ogni sua fantasia perché quell’investimento Islandese non è andato e le aringhe che arrivano ogni 6 mesi al posto degli interessi fanno veramente schifo.

... un uomo giocattolo che sua mamma aveva pure marcato CE

Sett ha accettato di mettersi a disposizione di una ricca e annoiata signora per cinque giorni con l’opzione per il sesto e il settimo + l’abbonamento a SKY HD per un mese. La domanda era : fin dove era disposto a spingersi?

Dopo aver visto Brandi la risposta è scontata : “mi date il cellulare di quella stampata in copertina ?"



***Da questo plot è nato un romanzo scritto con lo pseudonimo Giovanni Varano : “1000 € per un colpetto ?”

Finalmente in ristampa il primo libro che vede come protagonista lo spogliarellista/gigolò affetto da una grave forma di asma allergica Sett Seven .
Il libro è stato tradotto solo in portoghese dal famoso trans carioca Melinda. Solo in questa lingua perché Melinda è l'unica che lo capisce

lunedì 15 marzo 2010

la spesa in versi feat all I need is everything



Clementine senza semi
Mortadella senza pistacchi
Dolcificante senza aspartame
Cioccolato senza zucchero
Formaggio spalmabile senza grassi
Coca cola senza caffeina

Prosciutto senza fosfati
Ti levano sempre
qualcosa anche quando non ti serviva
Ti levano sempre qualcosa

Tecnologia senza fili
Amore senza sesso
Sesso senza amore
(se li prendi entrambi extra sconto 1o%)
una giornata senza ansie.

Una ragazza col cartellino mi presenta una nuova marca
di caffè decaffeinato.
Anche lì manca qualcosa.
Si allunga verso lo scaffale più alto
coi tacchi.
Davvero un bel sedere
anche senza.








Puntate precedenti qui e qui e forse qui

mercoledì 10 marzo 2010

sargassi



Profondo è il mistero dell'amore.

Della rotta amorosa delle anguille nel Mar dei Sargassi non sappiamo quasi nulla. Qualcuno dice che pomiciano e si accoppiano ad una profondità di quasi 1000 metri, ma nessuno ha mai pescato anguille in quella prateria di alghe caraibiche e nessuno le ha mai viste passare dallo stretto di Gibilterra.

Una squadra di ricercatori ha pensato di risolvere questo annoso mistero.

Un gruppo sostanzioso di anguille, non consenzienti, è stato marcato di rivelatori e liberato nell'oceano.

La maggior parte dei sensori ha smesso presto di funzionare (anguille onaniste o baleniera giapponese ?).

Una serie di sensori è invece stata ritrovata in posti curiosi.

Il primo all'interno di in un mac chicken a Puntey nella periferia di Londra , un altro dentro una scatoletta di tonno a Matamoros in Messico, uno nella sabbia nel bikini di una bagnante a Capoverde , un altro galleggiava nel sugo di un polpetta in una mensa scolastica di Helsinki, un altro ancora era dentro una confezione di cotton fioc di Antigonish in Canada e l'ultimo in un ciottolante phon di una parrucchiera a Carpi.

Salvo uno degli ultimi segreti.

lunedì 8 marzo 2010

pesci


Alessandro Manzoni, Gioacchino Belli, Maurice Ravel, Anna Magnani, Gerges Perec, Amerigo Vespucci, Oreste Del Buono, Juri Gagarin, Emma Bonino, Jef Raskin, Ornella Muti, Sharon Stone, Astor Piazzolla, Torquato Tasso, Gabriele D'Annunzio, Giovanni Agnelli, Jack Kerouac, Luciano Ligabue...

Sono tutti pesci.

Cristiana è nata il 9 Marzo 1996, ieri ha visitato quello che sarà il suo nuovo liceo. Osserva gli orari dell'autobus preoccupata. Suo fratello ha appena preso la patente e sta girando in un parcheggio di auto usate cercando un'auto che lo ispiri : c'è una 207 verde con 150.000 km con un muso simpatico e probabilmente qualche chilometro in più.

Christiana è nata il 9 Marzo 1996 nel Congo Orientale. Quel giorno i ribelli Mai Mai hanno incendiato il suo villaggio e sua madre l'ha partorita di nascosto, senza nemmeno un urlo, nella scuola abbandonata mentre la sua casa finiva di bruciare. Suo fratello Felix ha imbracciato il primo kalashnikov a otto anni. Ora sta preparando un 'imboscata per una pattuglia dell'esercito regolare.

Sono tutti pesci

giovedì 4 marzo 2010

tutto è compatibile

Cominciò a frugarsi le tasche del giubbotto nero, borchiato, con qualche strappo meditato sulla schiena.
Alla fine tirò fuori la chiavetta usb.

"Ti ho messo tutto qui, nonno" - disse mostrandogli quell'aggeggio nero poco più grande di una supposta.

"E' tutta lì dentro la musica che ti ho chiesto?" - chiese stupito al nipote.

"Certo, ora ti masterizzo tutto. Ci sono la 8 e la 10 di Mahler con la direzione di Tilson Thomas, L’arte della fuga di Bach di quell' Helmut Walcha, quello che suona l'organo che sembra di essere a messa e pure la Messa Solenne di Beethoven con Von Karajan"

"Sei stato perfetto e sta tutto lì dentro ?" - chiese ancora per conferma

"Tutto qui dentro, tranquillo, anzi non sono riuscito a metterti proprio tutto perché c'erano delle cose mie"

"Cosa sono quelle quelle figurine ?"
...
"Ho scaricato Highway to hell degli AC/DC : " - disse il ragazzo arrossendo un po'.

"Penso che, come dici sempre, ci potrebbe essere qualche problema di compatibilità" - commentò il nonno sorridendo.

"Forse sì nonno, ma ho messo pure 'To love Somebody' di Nina Simone!"

"E' l'unica che può mettere le cose a posto"

Il masterizzatore comincia a ronzare a ritmo.

lunedì 1 marzo 2010

Nessuno è un'Isola





Non sempre per arrivare ad un'isola bisogna attraversare un braccio di mare. Da piccolo per raggiungere un'Isola bastava attraversare il pianerottolo. La signora Isola ha vissuto per oltre vent'anni nell'appartamento di fianco al nostro, al quarto piano. Nemmeno un lago, neppure un fiume ci dividevano solo quattro metri scarsi di marmo arlecchino.
La signora Isola era una persona unica con una storia straordinaria.


Era nata in Casentino prima che diventasse una terra di agriturismi, quando era piccola coltivavano il grano fino sotto ai castagni.

C'era rimasta poco perché ad appena 13 anni, andò a fare la serva in una ricca famiglia di Stoccolma. L'infanzia era finita così, dalla fame della campagna Toscana al freddo della Svezia, con l'aggiunta di qualche mese senza sole. Altro che "non facciamoci mancare nulla".
Eppure quell'esperienza non l'aveva segnata troppo perché ogni tanto la rammentava con orgoglio.
"Ummì raccontate storie perché i' mondo un po' l'ho girato, sono stata più di diec'anni a Stoccolma !"
...
Per liberarsi da quella situazione non rimaneva che sposarsi. Non era facile.

Alla fine si fece avanti un uomo molto più anziano di lei e questo non era il solo problema. Si trattava infatti di un parente, un cugino e per sposarlo ci volle l'autorizzazione del vescovo.

Era alta, piuttosto formosa e tutti la consideravano una nonna ancora prima di avere nipoti tutti suoi.

In casa sua vigevano regole ferree ma fondate sul piacere : la sera non si rigovernava i piatti , la domenica non si spolverava né si lavava i pavimenti, dove non si arrivava voleva dire che non si doveva pulire, ci doveva essere sempre qualcosa di caldo da mangiare a qualsiasi orario; per S.Giuseppe, anche con la febbre, bisognava preparare le frittelle di riso.

La sua specialità erano le caldarroste che cuoceva sulle piastre dei fornelli di cucina : erano perfette , ma che bolletta !


Nonostante una vita così difficile, così dura non imprecava mai, non si disperava. Quando si arrabbiava diceva : "Mondo piccino !" e quando perdeva le staffe : "Potessi raggiungerlo!".


Potessi raggiungerlo era riferito al "povero" marito morto anni prima ed era una specie di minaccia ai figli quando veramente non riusciva più a trovare soluzioni.
Potessi raggiungerlo.
Una volta da piccino mentre ero in ascensore col babbo gli chiesi come mai l'Isola diceva così.
Senza nemmeno guardarmi il babbo mi disse :
"Lo fà per tanto pe'dire, tanto unno ripiglia mica più. L'è morto da ott'anni!" (*)


Il babbo era così, per lui l'aldilà non era una cosa seria










(*) Lo fa per dire ormai non lo raggiunge più. E' morto otto anni fa