Francesco non l'ha mai presa la patente, ma tutti quelli che la prendono sentono parlare di lui. Perchè una delle prime cose che ti insegnano nelle Scuole Guida durante la pratica è che quando vedi un pallone devi schiacciare il freno, forte. Certo, ti dicono che dietro a quel pallone c'è un bambino, ma non possono fare altro.
Non riescono a spiegarti che quello era un pallone decisivo, che perdevi di una sola rete. Non possono sapere della larghezza del marciapiede, che in quella zona non passa mai nessuno e in quei palazzi i numeri civici sono piccoli e non si leggono dalla strada.
A volte il bambino è una luna così vicina e non lo puoi spiegare...
L'hanno seppellito con la maglia del campione preferito e sua mamma era contenta quando si è ritirato dopo un grave infortunio.
Non voleva più vederlo, né sentirlo nominare in fondo ai notiziari. E' stata contenta quando la fabbrica che produceva il grosso SUV ha chiuso e più di 5000 operai sono stati licenziati. Ora non se ne vedevano più per strada.
C'è solo un solo vero dolore nella tua vita che non fa cicatrice.
Il cuore di Francesco è ancora come un rimbalzo lungo dietro quella striscia di parole che tutti ci ricordiamo : " Oggi non voglio stare in porta".


43 commenti:
la splendida foto è presa da : http://photo.net/photodb/photo?photo_id=9262295
il fatto è che poi a quello del suv gli ridaranno la patente...
ma quella madre avrà un dolore inenarrabile..
un abbraccio caro jar..
barche di c.
post bellissimo e toccante come sempre però quanta tristezza.
Poetico ed amarissimo,come la nostra vita!
mamma che tristezza.......
bello sì. sempre sul filo della compassione, ma senza mai caderci... grande chiusa.
lillo
Immagino il dolore inconsolabile di quella madre...
_WOW!!!!!
Se i notiziari, o i giornali, riportassero nel tuo impeccabile stile, coinciso, esaudiente, ed umanissimo, una notizia di cronaca così ben esposta, senza retorica, nè sdolcinatezze, ma empaticamente percepita dal suo lato umano, io ricomincierei a comprare i giornali e a guardare i notiziari.
Non so se è una storia vera ma, ad ogni modo, è giusto il tuo modo di raccontarla.
Ho voglia di vomitare o rompere la Tv, quando intervistatori catatonici ed incredibilmente stupidi, pongono domande idiote, con l'espressione di circostanza.
O, i giornalisti, che porgono la notizia, infarcita di retorica e melensagggine, come lo svolgimento di un temino delle medie, pietismo e retorica, dove la sottolineatura dei particolari macabri sempre ha il sopravvento sulla comprensione e la discrezione che il dolore, invece, esige.
Infinitamente bravo, come sempre.
Un bacio
Marilena
Difficile commentare questo post.
Non sono abituata a questo tuo lato... sempre e comunque scritto elegantemente, ma così triste.
Quando leggo di notizie simili, mi mancano le parole...
Non sò se sia ispirato da un fatto di cronaca, ma mi hai rovesciato il cuore.
Grande.Syl
Io adoro guidare...ma sai che la mia paura più grande è quella di investire qualcuno? Un bambino, un anziano, un giovane...indipendentemente dall'età.
Non mi assolverei mai, neanche con la ragione al 100%...
Non vorrei fare la straniera che critica gli automobilisti italiani, ma... lo faccio lo stesso. Qui quando si attraversa un posto abitato, si va un pochino veloce, e si rallenta poco (o niente) quando ci sono pedoni. Sembra che il guidatore italiano abbia una grande fiducia nel fatto che nessuno non si butterà sotto le sue ruote. Infatti in generale non capita. Tranne a volte.
hai scritto un post doloroso..
ma bellissimo nella sua drammaticità
fatti che sempre più spesso accadono, a volte perchè non fai in tempo a frenare, altre perchè qualcuno che sa di non essere in grado di farlo perchè in preda ai fumi dell'alcool e della droga,
decide di mettersi comunque alla guida..
un caro saluto
Un post doloroso e poetico. Molto intenso.
Mammamia! Però, al di là dei suv, che striscerei volentieri con le chiavi da nord a sud e da est a ovest,io penso che uccidere un bambino così destabilizzi per sempre. Parecchi anni fa una mia amica appena patentata ha investito di notte, al buio pesto, un ubriaco che barcollava sul ciglio di una stradina di montagna. Proprio non l'ha visto . E' morto sul colpo e lei, beh, non è stata bene per niente e non ha più guidato in vita sua...
La vita è spesso così dolorosa, non importa che sia il dolore privato di una singola piccola vita o di centinaia di morti in un'immane tragedia. Un bacio triste.
Bruciante, amaro e terribile come un pugno nello stomaco!
E' la cosa più terribile che possa capitare ad una madre, tu l' hai reso ancora più amaro, raccontandolo così, semplice ed assordante come è il dolore.......è vero sei lì e poi.....cosa sei dopo....non è possibile...cosa non lo so.....ma c' è del mistero,c' è un velo, qualcosa c'è.
Jardinho avevo due lacrimoni sospesi..finalmente sciolti..
Bel post!
che tristezza :( ci sta tanto male nel mondo, come tanto menefreghismo purtroppo.
ciao giardigno65. spero che stai bene.
SUV o motorino, sottile è la linea che separa la colpa dalla tragica fatalitá. Non che questo cambi le cose, nè per i familiari delle vittime, né a volte per quelli degli investitori. ma se proprio vogliamo schiumare di rabbia, prendiamocela con le cittá per nulla child sensitive, costruite a misura di autoveicolo e non di bambino.
Da mamma posso capire l'irrazionalità di quella mamma.
Forse io avrei cercato il guidatore del suv.
Ho una domanda tecnica...vorrei modificare il blog per eliminare tutte le immagini (ho un po' timore che ci siano copyright) e sono andata su Hotbliggity. Tu paghi qualcosa?
Bene! Grazie. Allora prenderò un template da li. Così eviterò di stare in pensiero per tutte quelle foto...meglio evitare rogne!
Niente parole...nessun commento mi dispiace!
Quanta realtà che lascia esamine e senza parole!!!
La vita è dolorosa e posso capire l'angoscia della mamma... veramente un gran bel post!!!
Ciao Giardigno grazie del passaggio felice giornata... un abbraccio affettuoso e baciotti!!!
Oh ma è così triste..
Uffi.
Un bacio e un sorriso!
Bea
terribilmente triste..
La morte da significato
di Emily Dickinson
La Morte dà significato a Cose
Che l'Occhio avrebbe tralasciato
Salvo che una Creatura defunta
Ci implori teneramente
Di soffermarci su piccoli Lavori
Di Pastello, o di Lana,
Con un "Questo fu l'ultimo fatto dalle Sue dita" -
Industriose fino a quando -
Il Ditale divenne troppo pesante -
I punti - si arrestarono -
E allora fu posato fra la Polvere
Sulle mensole del Ripostiglio -
Ho un Libro - donato da un amico -
La cui Matita - qui e là -
Ha segnato i punti che Lui preferiva -
A Riposo - sono le Sue dita -
Ora - quando leggo - non riesco a leggere -
Per le Lacrime che interrompono -
Cancellando quelle Incisioni
Troppo Costose da Riparare.
Difronte ad un dolore devastante si e' sempre inermi e silenziosi, perchè investe la tua anima, profondamente.
Riflessioni che porto con me per tutto il giorno e poi domani e anche dopodomani e poi sempre..che porterò anche nel mio 'infinito presente' e nel mio 'infinito futuro'..anche grazie a te, jardy:-)))
Un abbraccio...
Angelika
la morte di un figlio inaspettata e causata in certi termini inorgoglisce il senso di vendetta di una madre. restare freddi davanti a certi fatti non è umano.
bacio
così si muore. mom quamdo si muore veramente.
ed è scritto così bene.
Un post molto triste e toccante...
triste.
si sopravvive a tutto, purtroppo.
credo che però, quando ti viene portato via un figlio, non si ricomincia più a vivere.
spero che non capiti mai.
bella riflessione, in generale.
non ci sono spazi sicuri per far giocare i bimbi nelle nostre città, è assurdo ma vero
coinvolgente.....
Tremendamente toccante!
Sì, il post è triste, ma la vita a volte è fatta anche di questo. Purtroppo.
Difficile da commentare perchè mi colpisce in pieno, con la violenza dell'incidente e della morte di un bambino.
bella prova, campione!!!
Ogni gol un silenzio, ogni silenzio un gol......
A tal proposito di consiglio un bel film, ricordo solo il titolo in spagnolo perchè è in questa versione che l'ho visto...si titola Bella, è di Alejandro Gomez Monteverde
Tratta questo tema in modo veramente emozionale e interessante...ti piacerà, un abbraccio
un racconto amaro che mi ha colpita in pieno petto...
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