lunedì 30 novembre 2009

La Fine del Mondo


"Il Principe Arabo Marte, Sole, Venere, Leone. Il Regno della Chiesa soccomberà al mare: Verso Persia quasi un milione di uomini, il vero serpente invaderà la Bisanzio e l'Egitto"
I testi di Nostradamus sono così confusi che non sai mai se parla di terrorismo, di Moggi o dei pitoni negli appartamenti.

Invece questo è più chiaro :
Sull'isola di Mindanao, nel sud delle Filippine, è finito in strage, con almeno una trentina di morti, un sequestro di massa condotto da un gruppo di uomini armati contro decine di persone che volevano presentare una candidatura a per la carica di governatore provinciale.
...
Quando l'esercito è arrivato sul luogo del massacro, ha recuperato i corpi di 21 persone, 13 donne e 8 uomini, fra cui la moglie di Mangundadatu, due avvocati e diversi giornalisti. Secondo la tv locale GmaNews, le vittime sarebbero almeno 29 persone. Alcune sarebbero state decapitate.

Se poi proviamo con l'apocalisse di Giovanni le cose si complicano :
Dopo ciò, vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra, e trattenevano i quattro venti, perché non soffiassero sulla terra, né sul mare, né su alcuna pianta.
Vidi poi un altro angelo che saliva dall'oriente e aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare: "Non devastate né la terra, né il mare, né le piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi".

Invece per certe notizie non servono interpretazioni :
... i rapinatori li hanno avvicinati e minacciati con una mazza da baseball.
L’uomo ha reagito e ha bloccato la mazza, ma è stato ferito con una coltellata. La donna è riuscita a fuggire, ma è stata investita e costretta a salire sull’auto. I malviventi l’hanno tenuta per cinque ore sull’auto e l’hanno poi liberata a circa cinquecento metri dal luogo dell’aggressione. L’hanno violentata cinque volte.

Se vogliamo ancora previsioni, non resta che guardare il calendario dei Maya attaccato in cucina (oramai ce l'abbiamo tutti) che profetizza la fine del mondo in modo preciso e matematico per il 21 Dicembre 2012.
...
Scomparso il ghiacciaio di Barrow inghiottito dall’Artico, situato vicino al villaggio più a nord al mondo.

Di questa piccola catastrofe nemmeno un accenno nelle profezie, qualche rigo sui giornali e nulla nella nostra memoria.


Ogni giorno vediamo e tocchiamo la fine della civiltà. Un pezzetto per volta. Tutto insieme sarebbe troppo facile.
La fine del mondo è quando dentro di te smette di piovere e non te ne sei accorto.

giovedì 26 novembre 2009

C'è ancora un po di Marx in frigo ?



Mi sono sempre vantato di aver lavorato in quella fabbrica e vi spiego perché. Nel 1986 ho lavorato per qualche mese in linea di montaggio per una nota azienda di Pordenone che produceva frigoriferi.

L'anno prima l'azienda, proprietaria dell'Udinese, metteva fine all'avventura del loro più noto salariato : Arthur Antunes Coimbra. Posso pertanto affermare con orgoglio che sono stato assunto con un contratto annuale di formaziono lavoro per sostituire nientemento che il grande ZICO !

Una bella responsabilità altro che il cuoco della nazionale !

Quell'anno la catena di montaggio (la n.3 se non ricordo male) sfornava 60-62 frigoriferi l'ora. Il sito produttivo è stato smantellato qualche mese fa. Nell'ultimo anno la produzione di frigoriferi era salita ad 85 pezzi l'ora e gli operai lavoravano pure un sabato al mese. Non è bastato.

La produzione di quei modelli ora viene fatta in Ungheria o forse in Repubblica Ceca.

"Eppure, tutta la storia dell'industria moderna mostra che il capitale, se non gli vengono posti dei freni, lavora senza scrupoli e senza misericordia per precipitare tutta la classe operaia a questo livello della più profonda degradazione". (K. Marx da Salario, prezzo, profitto)"

C'è da chiedersi se la delocalizzazione ha davvero portato ad una diminuzione dei prezzi degli elettrodomestici . Non è forse vero che la qualità generale di questi prodotti è notevolmente diminuita ?

La crescita del livello tecnologico nella produzione ha portato alla diminuzione dell'occupazione, ma anche ad un miglioramente delle condizioni generali all'interno delle fabbriche, ad una qualità maggiore della vita e del prodotto. La delocalizzazione punta soprattutto all'arricchimento di pochi privilegiati.


Ci siamo liberati con rabbia dalle tesi del filosofo di Treviri ma il modello capitalistico in questa società allaragata e culturalmente post-borghese e post-proletariato è rimasto intatto, forse ancor più crudele.

Zico è stato di nuovo licenziato, ma per tutti quelli che lavorano in fabbrica è sempre più difficile.


Spostate il limoncello. Tenetelo sempre un po' di Marx nel frigo, non si sa mai.






lunedì 23 novembre 2009

Una Luna troppo giovane




Un'altra aranciata. L'alba aveva raggiunto il bordo del tavolino. Il sapore dolciastro in bocca riusciva appena a calmare il desiderio che cominciava a calare dalla testa.

"Quella ragazza mi inquieta"

Sapeva aspettare i suoi pensieri e come anticipare le esitazioni.

Il cellulare cominciò a vibrare per l'arrivo di un SMS.

"Tomorrow i miei sn al cine. ci vediamo dopo le 3"

Il sole aveva raggiunto il centro del bicchiere del tavolo accanto; era ora di andare.

Al collo del cameriere dondolava un crocifisso nero, sullo scontrino in alto era evidenziata la scritta BAR BORGO LA CROCE. Il desiderio era scappato da quella camicia bianca.


Nessuno sa quanto è difficile essere veramente immortale a tredici anni !

Si allontanò dalla piazzetta del borgo cercando una stradina ancora in ombra, lasciando il disco del sole agganciato al bicchiere come una guarnizione da coktail.

Il cellulare vibrò di nuovo e quando aprì il messaggio rimase incantato dalla grossa scritta rossa sul display : "6 da morsi"


giovedì 19 novembre 2009

Ridateci Pier Capponi (occhio ai simboli)



Non riusciamo più a riconoscere la poesia dei simboli. Quando entriamo in una piazza italiana come Piazza Signoria a Firenze non ci troviamo di fronte solo a delle statue; quelle opere ci parlano. Giuditta che tende la testa di Oloferne ci dice qualcosa, il Perseo con la testa di Medusa e il David (anche se è la copia) ci dicono qualcosa. Quando ci troviamo di fronte alla facciata di una chiesa ci sono decine di simboli ed ognuno esprime, non solo una tradizione, ma soprattutto un sentimento.
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In quanti sanno riconoscere la santa con la palma e l'agnello in braccio (S.Agnese) e in quanti distinguono il libro che accompagna S.Agostino da quello di S.Domenico ? E il santo col bastone fiorito (S.Giuseppe) ?

Mi fanno ridere quelli che difendono il crocifisso anche se di quel simbolo non riescono più a cogliere l'essenza né la verità.
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Questi simboli ci parlano ancora ?
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Un vandalo ha danneggiato il piede della statua di Pier Capponi nel loggiato degli Uffizi. Pier Capponi fu il Gonfaloniere di Firenze dopo la morte di Lorenzo dei Medici, nel 1494 affrontò l'emissario del re di Francia Carlo VII che minacciava la città. Un altro leader politico avrebbe potuto replicare dicendo : "il Vostro Re è bello e abbronzato (?)" oppure "questa invasione vuole sovvertire la volontà degli elettori e del popolo" o addirittura "siete i soliti ghibellini !".
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Invece disse : "Suonate pure le vostre trombe, che noi suoneremo le nostre campane".
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La celebre "Martinella" che avrebbe invitato i cittadini alle armi dal carroccio del Comune (pure noi abbiamo il nostro carroccio come tante città d'Italia) non suonò...
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Non ce ne fu bisogno. I Francesi si ritirarono.
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Riprendiamoci i nostri simboli, ridateci Pier Capponi !!!






lunedì 16 novembre 2009

IL BUFALO INDIANO


Quando era piccola, c’era un grande bufalo indiano che abitava nell’appezzamento vuoto in fondo alla nostra via, quello con l’erba che nessuno tagliava mai. Dormiva quasi sempre, e ignorava chiunque gli passasse davanti, a meno che non decidessimo di fermarci e chiedergli un consiglio. Allora si avvicinava molto piano, alzava lo zoccolo sinistro e ci indicava fisicamente qual’era la direzione giusta. Non diceva mai che cosa stava indicando o quanto avremmo dovuto camminare, o che cosa avremmo dovuto fare una volta a destinazione. In effetti non diceva mai niente perché i bufali indiani sono così : detestano parlare.
Per quasi tutti noi era una delusione insopportabile, Quando ci veniva in mente di “chiedere un consiglio al bufalo” il nostro problema di soito era diventato urgente e richiedeva una soluzione diretta e immediata. Alla fine smettemmo del tutto di andare a trovarlo, e io credo che se ne sia andato poco tempo dopo : non rimase altro che l’erba alta.
E’ proprio un peccato, perché tutte le volte che seguivamo il suo zoccolo appuntito ciò che trovavamo ci provocava sorpresa,sollievo e in’immensa gioia. E tutte le volte dicevamo precisamente la stessa cosa : “Ma come faceva a saperlo ?”

Than Shaun
PICCOLE STORIE DI PERIFERIA

mercoledì 11 novembre 2009

La mia prima Guerra Fredda (I)


Il Tenente M. ha preparato l'esercitazione sul plastico nei minimi particolari, tutti i dettagli della valle del Natisone sono curatissimi. Fiumi, laghi, città e persino la neve sui monti. Ogni settore è delimitato da un cordoncino colorato dove operano le varie pattuglie e ci sono pure dei cordoncini multicolori per delimitare tutte le sfere di influenza e di difesa dei battaglioni della zona. Cordoncino marrone per la Fanteria d'arresto, rosso per i paracadutisti, rosso -verde per il Battaglione Calabria ecc..
Il Tenente M. inizia : " Secondo informazioni di intelligence e servizi segreti si presume che l'offensiva nella nostra zona verrà portata dalla Terza Armata Ungherese".

Fra gli ufficiali serpeggia ammirazione e stupore : le terze armate nella storia delle battaglie sono sempre state cazzutissime !

Il Tenente M. aspetta che le prime informazioni vengano assorbite eppoi riparte con la spiegazione enumerando le forze in campo e i vari armamenti che si contrastano prima del Ponte del Diavolo.

Il generale P. degli Alpini chiede al Tenente. senza alzare la mano, cosa potrebbe accadere in caso la Terza Armata Ungherese superasse lo sbarramento difensivo all'altezza di Cividale. In tal caso si troverebbe la strada spianata della pianura Friulana !
Il Tenente M. alza la bacchetta ed indica un punto preciso della valle dicendoci con vigore risoluto : "In tal caso non disdegnerei l'utilizzo di un ordigno atomico tattico".
L'auditorio degli ufficiali è silenzioso. Qualcuno cerca nelle sinossi il reale significato di ordigno atomico tattico, altri cercano di calcolare le perdite nel rapporto causa - effetto (quanto costa un missile ? Ma, meriterà ? Costa un botto !), altri ancora (gli ufficiali di complemento che vengono dalla leva dopo un corso di 3 mesi) si chiedono chi può dare l'ordine finale per lanciare un ordigno del genere (non certo un tenente !) e a cosa serve difendere una zona se una delle alternative è non tornarci più ad abitare per i successivi 100 anni.
Un lungo silenzio accerchia la sala del plastico.
Il Capitano Q. rompe il silenzio per chiedere dov'è zona di atterraggio (naturalmente dietro le linee nemiche) dei paracadutisti per memorizzarla prima della esercitazione vera e propria sul campo.
Il Tenente M. punta la bacchetta, ma la zona non si trova, non è delimitata dal cordoncino rosso granata che segnala i parà. Si scusa per la scomparsa del cordoncino rosso -granata che aveva incollato con le sue mani vicino un tratto di boscoso che... non ricorda più...
Si alza allora il Sottotenente G. e fa presente che il Maggiore S. ha preso il cordoncino rosso granata in mattinata perchè doveva arbitrare una partita di pallavolo e non sapeva dove attaccare il fischietto !
Sospiro di sollievo e soprattutto grandi risate di tutti i presenti.
Siamo salvi. La guerra è finita così per oggi. Triplice fischio finale .

lunedì 9 novembre 2009

Non sono ricattabile !


Ricevo una telefonata sul cellulare dove una voce camuffata mi comunica che è in posseso di un video dove annaffio, nel salotto di casa le piante di plastica, nudo !
Imbarazzato cerco di giustificarmi dicendo che si tratta di rare piante grasse.
Ma che faccio : pago ?
Cerco di prendere tempo e incrociando mentalmente i dati del video con la mia memoria e scopro che ...
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Non posso essere io ! Quel giorno a quell'ora non ero nemmeno in casa !!!
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Meno male...

giovedì 5 novembre 2009

Battere il marciapiede nel Posto dei Ricordi

Piazza Gaddi Firenze 2009
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La mamma è voluta passare prima dal cimitero quest'anno. La commemorazione dei morti cadeva male e non voleva andare con la folla della Domenica. Il grande cimitero sulla collina di Trespiano non cambia mai, ma per me quello non è il Posto dei Ricordi. Lì ci sono le ossa che ho visto tirare fuori dalla terra una fredda mattina di qualche anno fa e una vecchia fotografia del babbo in divisa.
Lì portiamo i fiori, ma a volte non ci torna in mente. Se voglio ricordarmelo penso ad altri luoghi.
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Il babbo era vigile urbano però se qualcuno gli chiedeva del lavoro diceva che batteva il marciapiede.
"Ho battuto il marciapiede per più di trent'anni" - diceva.
Se voglio ricordarmi di lui penso a quando camminava per Piazza Gaddi, al distaccamento di Piazzetta del Salice o in Via Cairoli vicino lo Stadio dove passavamo le domeniche.
Le piazze però cambiano ed è sempre più difficile riconoscerci il nostro passato. Il nostro Posto dei Ricordi si trasforma e diventa irriconoscibile anche quando hai battuto il marciapiede per decenni. In Piazza Gaddi c'è un enorme rotonda coi pannelli solari e il marciapiede si è ristretto : è quasi impossibile girarci intorno.
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Stiamo tornando a casa, le mie ragazze ascoltano l'IPOD e la radio dell'auto ha un bel volume alto.
Emma mi batte sulla spalla per chiedermi di abbassare il volume perché non sente bene la musica in cuffia.
La mamma si gira verso di me e mi dice : "chiaccherare fra di noi, no eh ?"
Tranquilla, ora passiamo dall'Isolotto, magari incontriamo il gelataio in Piazzetta del Salice.

lunedì 2 novembre 2009

La ruota di Montespertoli non è più di sinistra (Caro Bersani)

In fondo Roberto lo capisco quando vuole andare a mangiare la pizza alla festa di Rifondazione.
Le cameriere indossano t-shirt cortissime di Lenin, del Che e l'ultima volta c'era una ragazza carinissima con quella di Johnny Rotten : si torna nel passato mangiando la quattro stagioni .
La pizza è buona anche se ormai sembra andare di moda la sfoglia finissima tipo ostia con un ricchissimo condimento che quasi la sfonda.
Mentre siamo al tavolo arriva un'altra volontaria con un volantino col programma della serata. Lo scorriamo distrattamente come fanno quasi tutti quelli dei tavoli intorno. Poi, siccome la pizza ritardava, l'ho letto. Vi risparmio la lettura completa per saltare subito alla chiusura che recitava : " contro il Patriarcato (maiuscolo) in difesa della costituzione (minuscola). Segue dibattito".
Non ci posso credere... Lo rileggo e lo passo a Roberto. La discussione ci prende subito. Trovo intorno a me diversi sostenitori del volantino, ma nessuno può contestarmi che la Costituzione scritta in quel modo è quella che si leggeva nei vecchi cerificati : il ragazzo è di sana e robusta costituzione...
Quando si parla della legge fondamentale dello Stato almeno la maiuscola ! Perchè patriarcato è maiuscolo ? Eppoi quel "segue dibattito".
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La festa di Rifondazione di S. si svolge nello stesso posto dove fanno pure la festa del PD e quella di Sinistà e Libertà. In tutte ci trovi il baretto con cantucci e vinsanto, la pista del liscio, il gioco dei tappi, la libreria Rinascita e la ruota di Montespertoli. Alla ruota di Montespertoli con un numero puoi vincere la "montan baicche" (la versione toscana della nota bici- col cambio scimano però! - ) e una serie di salumi toscani e no.
La discussione intanto è cresciuta e uno degli organizzatori ci sta spiegando cosa succederà nelle serate che seguono. A quel punto Roberto chiede senza alcuna malizia (lo giuro) : "Ma dov'è la ruota di Montespertoli ?"
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"Eh no" - ci risponde il dirigente sostenuto - "quella c'è solo alla festa del PD!"
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A quel punto non possiamo che sentirci arresi. Il gioco dei tappi è più di sinistra della ruota di Montespertoli !
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Se non cambia qualcosa caro Bersani con questi non vinciamo nemmeno la coppa,
speriamo almeno ci offrano una spalla su cui piangere...