Portos non c'era ...

Author: giardigno65 /


Non era che uno come Portos non lo invitavi, eppoi non era un tipo simpatico come dice Aramis , i ciccioni non sono tutti ganzi. E' che non veniva mai.

Però si presentavano almeno tre D'Artagnan, cinque Zorri, un Uomo Ragno. Superman c'era ma senza il mantello, perchè il nodo dava noia alla gola mentre si corre e Arlecchino non degnava Colombina nemmeno di un'occhiata.
Come fa Superman ora senza le cabine telefoniche ?

Pierrot era sempre una ragazza.

Maschi...

Qualcuno veniva senza costume e allora per giocarci ti inventavi qualcosa perché non potevi chiamarlo col suo vero nome : c'erano SuperMassi e wonderSonia che però voleva fare la donna invisibile.
...
Femmine
...
Non c'erano streghe tipo Hansel e Gretel, ma Portos non veniva lo stesso. Quando veniva non mangiava nulla. Non è vero che i ciccioni hanno sempre fame.
La mamma lo chiedeva sempre "l'hai inviatato Portos?". Si chiama Marco mamma.
Mi chiedo sempre se Portos lo sapeva, forse no.
Quando qualcuno ti vuole bene puoi stare anche nella periferia del mondo e sei al centro dell'Universo.
Basta trovarlo.

Ho preso tutto ? (La cassa automatica)

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Da quando ci sono le casse automatiche veloci A. compra i preservativi solo al supermercato : più anonimo di così ! Niente figure imbarazzanti di fronte ai distributori automatici , niente rossori di fronte alla farmacista. Eppoi A. è un timido di quelli catastrofici : per esempio, in farmacia li compra sempre insieme alle Zigulì, giusto per mimetizzare.
Con la cassa automatica invece è tutto superato, si prende il cestino, si cammina verso lo scaffale dei sanitari e mentre si adocchia i cerotti e le bende, magari toccandoci un po' il polpaccio a simulare un dolore inesistente, si lascia scivolare la confezione di preservativi dentro il cestino.
Magari fà un po' di spesa, oppure prende qualcos'altro giusto per nascondere nella lista del display l'acquisto che lo imbarazza.
Oggi è toccato a una retina di scalogni e a una rivista.
Velocemente passa sul lettore la scatolina per farla cadere dentro la shoppers bianca, a ruota seguono gli scalogni che abbracciano la confezione di preservativi, infine la rivista chiude gli acquisti e sigilla il segreto.
Dietro di lui scorge due facce note, non proprio amici, ma conoscenti che gli sorridono e lo salutano a distanza.
E' andata bene ! C'è una distanza di sicurezza : una vecchietta con una confezione gigante di ammorbidente parla al cellulare illustrando le qualità eccezionali della marca D. rispetto a quello che acquista la congnata dall'altra parte del telefono.
Paga, prende la busta e attraversa il cancellino.
L'allarme suona, lui torna indietro, ma il cicalino conferma. La ragazza addetta alle casse automatiche si avvicina, i capelli legati in una lunga coda e un bel sorriso accondiscendente.
Controlla i pochi articoli dentro la busta, prende in mano la scatola dei profilattici, allunga il braccio in alto sopra la testa. Al centro della minuscola piazzetta dopo le casse dice ad A. e agli altri : "Vada pure, questa confezione lo fa sempre suonare".
La vecchietta dietro di lui copre il microfono e gli consiglia una marca diversa che, dice tranquillamente, costa di più ma secondo le statistiche è più sicura.
I due conoscenti subito dietro ridono chiedendogli se ha provato quelli ai frutti esotici.
Nella cassa accanto un uomo bassetto in giacca, nonostante il caldo loda il metodo Ogino e racconta le virtù matematiche del ciclo della moglie.
Tutto questo avviente in meno di tre minuti e si è pure scordato di prendere lo yogurt magro.
L'anziana con l'ammorbidente gli passa davanti : "Prendi anche una bottiglia di vino bianco ".

La nostalgia buona (un post di cucina)

Author: giardigno65 /


Provo un po' di invidia quando leggo i blog di cucina. Sono ordinati, precisi, si fanno leggere senza ansie. Alcuni sono magnifici ed hanno successo ed un riscontro meritato.
Ho lavorato per cinque stagioni da aiuto in un ristorante nel centro di Firenze, uno di quelli per i turisti che mangiano in batterie. Ero addetto alle preparazioni, facevo i battuti, pulivo i funghi, le verdure e il pesce. Avrò sminuzzato (con la mezzaluna!) foreste di aglio e prezzemolo.
I blog di pensieri non hanno l'ordine che la chimica impone nella pentola. Sono un problema già dal titolo. Per esempio oggi : esiste la nostalgia buona ? Come descriverla ?
Mi viene in mente Ratatouille il film della Disney, quando il critico Ego torna al Ristorante Gusteau per la nuova recensione. Non chiede un piatto preso dal menù, chiede PROSPETTIVA, un po' di prospettiva.
Il piccolo chef roditore a quel punto scatta a preparare il piatto di verdure più famoso e semplice della cucina francese (nizzardo). E' vero lo fa in maniera moderna, particolare e originale, ma rimane un piatto essenziale che viene dalla terra, dalla tradizione.
La nostalgia buona è quella ricetta lì, che combina moderno e ricordi, che mescola tecnica e tradizione, travolge e non stravolge. La reazione del critico è un viaggio all'indietro nei ricordi, nelle cose buone e un salto in avanti verso una nuova percezione. La prospettiva non è solo futuro e non si volta troppo all'indietro.
Questo non è un blog di ricette, probabilmente anche questo post c'entra poco con la cucina. Questo è un blog di nostalgia buona che vuol fare sentire le parole come un battuto appena fatto : coriandolo o prezzemolo ?

Storia Zen (questo blog non chiude per ferie, ma per pensare)

Author: giardigno65 / Etichette:





La rana schiacciata

C’era una volta un monaco che credeva nella disciplina e che si era attenuto ai precetti per tutta la vita. Mentre stava camminando di notte, calpestò qualcosa che sembrò lamentarsi e immaginò che fosse una rana, una mamma rana piena di uova. Mortificato al pensiero di aver ucciso una rana incinta, quando quella notte il monaco andò a dormire, sognò di essere assalito da centinaia di rane che pretendevano la sua vita. Era assolutamente terrorizzato.

Venuto il mattino, il monaco andò a cercare la rana che aveva schiacciato e trovò che invece era soltanto una melanzana troppo matura. In quel preciso momento, le incertezze del monaco cessarono di colpo.

Quello che funziona (il Dietologo)

Author: giardigno65 / Etichette:

Mamma ha scoperto di essere un po' sovrappeso e dopo una serie di telefonate alle amiche che hanno cominciato a consolarla un po' troppo, ha deciso di ricorrere al dietologo.
Il dottore è un tipo spiccio dalle maniere un po' brusche e durante la visita parla pochissimo. Le domande sono scandite a tempi regolari, prende pochissimi appunti perché sembra avera già capito le abitudini alimentari del paziente che si trova di fronte.
Lei invece non è abituata a questo tipo di approccio e cerca di rompere il silenzio buttando là qualche frase per cercare di rompere la serie di mugugni che seguono ad ogni risposta e ad ogni misurazione.
"La sera, dottore, non mangio quasi nulla e durante il giorno bevo tanto".
Dopo qualche minuto : "In questo periodo vado avanti a insalata !".
Il dottore si mette di fronte alla scrivania e comincia a scrivere una dieta settimanale con indicazioni molto precise.
La mamma insiste : "Dottore, non ci sarà qualche ghiandola che non mi funziona ?"
Il dottore a questo punto si scuote, scuote la penna, la guarda negli occhi e spara dritto il discorso più lungo del pomeriggio in quell'ambulatorio sonnolento :
"Vede Signora, io non starei a perder tempo con quello che all'interno del suo organismo non funziona, ma concentrei i nostri sforzi su quello che funziona benissimo"
"Cioè Dottore ?" chiede la tapina ignorando a cosa sta andando incontro.
Lo sciagurato risponde : "Le mascelle Signora, mi scusi se sono così diretto, Lei muove troppo le mascelle o ganasce come si dice dalle mie parti ..."
La mamma ride, la segretaria appena entrata scuote la testa mentre il dottore aggiunge un post in fondo alla lista : 1 PIZZA MARGHERIA A SETTIMANA.