giovedì 25 giugno 2009

Scuola di magia (altro che Harry Potter)


Questa è la foto della nostra prima recita scolastica. L'anno dovrebbe essere il 1972. La nostra maestra pensava che non ci fosse modo migliore per imparare la geografia. Avevamo anche una breve battuta in dialetto.
L'aula di questa foto non era ancora quella che ci avrebbe ospitato per gli anni a seguire. La scuola venne costruita solo l'anno dopo. Studiavamo in uno di quei fondi comunali in Piazza C , freddini e banali. Per rendere originale un fondo e trasformarlo in una scuola ce ne voleva... Questo fondo in particolare è diventato prima un distaccamento dell'ufficio anagrafe di quartiere, poi un negozio di parrucchiera e infine è stato trasformato in un appartamento.
Nessun fantasma, nessuna presenza inquietante per carità.
Accade soltanto , quando suonano il campanello, che sia un amico, il postino o la pubblicità in cassetta, che i libri lasciati aperti si chiudano di colpo.

lunedì 22 giugno 2009

STARDUST (breve racconto di un regalo)

Suo padre gli regalò un bellissimo impianto HI FI , il piatto di marca giapponese di metallo lucido, brillante con un amplificatore professionale rigato di levette per ogni tipo di regolazione. Era un regalo fuori dal compleanno e poco lontano dalla promozione : una vera sorpesa. La sorpresa però per essere completa doveva comprendere un disco. Un LP da far girare sul piatto per dimostrare la pulizia del suono, per testarne il valore. Era come quando regali un protafoglio e ci metti dentro qualche spicciolo o qualcosa di più, perchè porta bene, una scaramanzia.
Non conosceva la musica del figlio ed entrò comunque nel solo negozio musicale che conosceva, quello che vendeva quasi esclusivamente musica classica. Il commesso alla sua richiesta però non si scompose e da una vetrina lontana tirò fuori il 33 giri di Bowie, Ziggy Stardust ...
Suo padre era un po' scettico ("mai sentito in bocca a mio figlio"), ma il giovane venditore lo chetò con una battuta che era diventata una frase stotica di famiglia : " Questo l 'è come la trota di bacche".
Convinto dal paragone con il noto Quintetto in La maggiore di Schubert, non di Bach e soprattutto dalla voglia di raccontare l'aneddoto a cena comprò il disco.
Non so quanto volte quel disco è girato sul piatto, non ricordava quante volte l'aveva sentito in cuffia, si ricordava che dopo un pomeriggio conosceva già a memoria "Starman".
Non è stato l'ultimo disco di Bowie.
Quando il padre è morto nel 90, dopo una lunga malattia in chiesa non sentiva l'organo, in testa gli suonava : "became the special man, then we were Ziggy's band.."
Se vuole parlare con lui, quando cala un po' di nostalgia, si sdraia sul letto e lo chiama cantando, invocandolo : Ground control to Major Tom: Commencing countdown engine's on. Check ig-nition and may God's love be with you...

giovedì 18 giugno 2009

FLEMING ( un giallo breve nato per caso)

Controllo nuovamente il foglio dell'appuntamento che ho preso per l'incontro all'assicurazione.
Lui si chiama Gennaro Oliva, l'incontro è in Via Martini.
Quando arrivo noto che è un po' agitato.
Oliva, Martini, agitato.
Peccato non avere una Aston Martin.


giovedì 11 giugno 2009

Cosce Argentine (Dont't cry for me)

Sono al Supermercato con Mati, la mia figlia più piccola, a circumnavigare il reparto frutta. Io prendo il cocomero, lei prende le pere.
"Mi raccomando le cosce !" - dico passandogli la busta.
Insieme controlliamo prima il cartellino col peso eppoi la targhetta col prezzo sopra le confezioni di pere. Origine : ARGENTINA.
Mati mi guarda mentre rimetto al suo posto la confezione di pere. Per giustificare l'affronto gli spiego la teoria della frutta a Km 0, l'inquinamento indiretto, lo spreco delle confezioni in plastica.
"Vedi Matilde queste pere costano 2,37 €, ma quanto lo pagano quel contadino in Argentina? Quando la colgono questa frutta e dove matura, sulla nave ?"
"Basta con le ciliegie cilene, gli asparagi peruviani e i carciofi egiziani !"
Concludo cecando di spiegare quanta ingiustizia nascondano questi cartelli con questi prezzi, queste indicazioni.
Matilde si volta ancora verso il gigantesco banco della frutta e seria mi dice :
"Incredibile babbo, anche le banane vengono dal Costarica!"
Ecco, questi sono quei momenti unici in cui ti senti un orgogliosissimo coglione.

venerdì 5 giugno 2009

Quello che ti rubano (La porta numero 27)


Questo è il messaggio che ho trovato sul pianerottolo di casa. I Carabinieri erano appena andati via : non ci avevamo fatto caso. La porta è uscita dai cardini distrutta, c'erano brandelli di legno dappertutto. La mia porta aveva una targhetta con un piccolo numero sopra, senza valore perchè gli interni erano stati nuovamente numerati dal catasto comunale. Mi ricordava l'autobus che mi portava a scuola, un compleanno importante. In numerologia è quello delle giornate quando piove , ma anche delle cose cominciate con difficoltà e concluse in maniera piacevole , della tristezza che si trasforma in allegria...
Quel numero non esiste più
Il Carabiniere mi ha chiesto quale poteva essere il valore delle cose rubate. Quello che ti rubano lo avranno rivenduto a 5€ al grammo. Io invece mi ricordo i negozi dove avevo comprato gli anelli, come li avevo scelti, il sorriso di chi li aveva indossati la prima volta, il momento che avevo scelto per la sorpresa . Di qualche oggetto penso di avere ancora la carta da regalo, ma non mi ricordavo il prezzo e sul verbale non c'era posto per altro.
Gli oggetti si legano ai ricordi. Gli oggetti hanno un valore che nel tempo si consuma. I ricordi hanno un mercato diverso, un valore immenso anche per un vecchio "scarato" diamantino.
"Un migliaio di Euro ?" - mi ha chiesto il Carabiniere.
"Devo pensarci" - ho risposto.
Non dormo bene da giorni...